RETE DI PROTEZIONE

La giunta regionale non è sicura e si... assicura a proprie spese

Provvedimento per tutelarsi da errori o omissioni

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La giunta regionale non è sicura e si... assicura a proprie spese

La giunta D'Alfonso

ABRUZZO. Tra i 500 e i mille euro all’anno: tanto vale la tranquillità dei componenti della giunta regionale, intenzionati a stipulare delle polizze assicurative che coprano la responsabilità civile verso terzi e la responsabilità amministrativa.

Ogni assessore, ma anche il presidente D’Alfonso, dovranno versare la quota di tasca propria in quanto la giurisprudenza consolidata ritiene illegittima la copertura assicurativa con oneri a carico dell’ente.

Quindi chi vuole dormire sonni tranquilli dovrà mettere mano al portafogli. E la piccola cifra, considerati anche gli elevati stipendi dei componenti dell’esecutivo, potrebbe metterli al riparo da piccole e grandi grane.

Il ruolo degli amministratori pubblici comporta infatti molte responsabilità nel corso di una intera e complicata legislatura e non è raro che vengano chiamati a risarcire ingenti somme a causa di problematiche insorte sul territorio regionale.

Quindici giorni fa la giunta ha dato mandato al dipartimento risorse umane di provvedere alla raccolta delle manifestazioni di interesse dei vari assessori che volessero aderire alla sottoscrizione per gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019.

La società Mediass ha girato una bozza di preventivo:  il presidente D’Alfonso dovrebbe ‘investire’ 552,69 euro annui, per una polizza Rc colpa grave mentre ogni assessore appena 270 euro ogni 12 mesi. A queste cifre il massimale è 5 milioni di euro, prevista anche una retroattività di 5 anni e postuma di 5 anni senza alcuna franchigia.

Per una polizza di tutela legale, invece, D’Alfonso spenderebbe 478 euro e gli assessori 293 euro all’anno.

Cifre abbordabili, come detto, visti gli stipendi da assessori che ogni mese si portano a casa e in più la tranquillità di essere ‘coperti’ in caso di sorte giudiziaria avversa.

L’assicurazione coprirebbe eventuali responsabilità dell’assessore o del presidente «nell’esercizio delle sue funzioni», se questi violano «obblighi o doveri derivanti dal proprio mandato o dal proprio rapporto  di servizio con la pubblica amministrazione», o se cagiona un danno o perdite patrimoniali al proprio ente o ad altro ente.

Per quanto attiene invece alla polizza per le spese legali vengono coperti fino a 100 mila euro onorari, spese e competenze del legale, spese giudiziarie e processuali, onorari dei periti di parte e di quelli nominati dal giudice nell’ambito di procedimenti per giudizi e azioni di responsabilità amministrativa e contabile, delitti colposi e contravvenzioni, delitti dolosi riferiti all’adempimento dei compiti d’ufficio.

La cifra verrà sborsata ma solo se arriva l’assoluzione con sentenza passata in giudicato, se c’è una derubricazione a reato colposo o una archiviazione per infondatezza della notizia di reato. Se invece dovessero arrivare sentenze definitive con accertamento di responsabilità per dolo si richiederà all’assessore o al presidente il rimborso di tutti gli oneri.  

FEBBO: «E’ PRASSI»

«Il recente provvedimento  fa parte della normale prassi amministrativa che ogni Ente pubblico amministrato deve adottare», commenta il presidente della Commissione Vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo. «Come d’altronde è successo anche nella scorsa legislatura dove tutti gli assessori e il Presidente hanno attivato a proprie spese una polizza assicurativa. Infatti ogni gli assessore, sia del più piccolo Comune sia di un Ente con più responsabilità come può essere la Regione, coinvolto in un rapporto di servizio con la pubblica amministrazione – spiega Febbo -  è chiamato a tutelarsi tramite una polizza che ogni consigliere paga di tasca propria fino alla scadenza del mandato. Pertanto – conclude Febbo - invito la Giunta regionale a non enfatizzare ciò che rientra nella regolare e normale prassi amministrativa visto che ogni amministratore è tenuto per legge a tutelarsi».