LE PROTESTE

Treno veloce Pescara-Roma, pendolari arrabbiati: «una pagliacciata»

Saltate le fermate nella Marsica. Proteste e problemi

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ABRUZZO. Tornerà il treno diretto Pescara-Roma: entro giugno le due citta saranno collegate in tre ore e cinque minuti.

Le carrozze sono quelle dell'Etr 325,003, detto anche Jazz: quello che ha testato il Roma-Pescara veloce nell'agosto scorso. Prevista la partenza da Pescara la mattina alle 5,30 circa con arrivo a Termini alle 8,30, in tempo per permettere ai pendolari di recarsi a lavoro. Ritorno alle 18,00. Quattro le fermate: Chieti, Sulmona, Avezzano e Roma.

«Il diretto Pescara-Roma deve fermarsi nella Marsica», contesta con fermezza il consigliere regionale, Lorenzo Berardinetti. «Le fermate di Tagliacozzo e Carsoli non si toccano. L’offerta va resa aderente alle esigenze dei pendolari e bisogna impedire alle aree interne di rimanere isolate. Per ogni fermata l’azienda stima 3 minuti, quindi l’aggiunta di due soste allungherebbe i tempi di percorrenza di soli 6 minuti, ma permetterebbe a più di 150 pendolari di usufruire del servizio».

Ed interviene anche la senatrice del Pd, Stefania Pezzopane che sostiene che l’abolizione delle fermate nella Marsica non sia certo il modo migliore per rendere più efficiente il trasporto locale: «concordo con la posizione del consigliere Berardinetti e del comitato pendolari. Velocizzare la linea ferroviaria Pescara-Roma è sicuramente un obiettivo condivisibile e necessario, ma dev’essere frutto di un approccio metodologico finalizzato allo sviluppo. Se si raggiunge a discapito dei pendolari e di chi il treno lo usa quotidianamente per lavoro non ne vedo l’utilità. Auspico che il presidente D’Alfonso intervenga per non lasciare indietro le nostre zone».

Pezzopane si augura un intervento di D’Alfonso «per non lasciare indietro le nostre zone da quella che potrebbe essere una grande opportunità per l’Abruzzo».

Se n’è parlato a Carsoli, pochi giorni fa, nel corsod i un incontro organizzato dal Comune: «la risposta da dare al territorio», insiste Pezzopane, «sono gli investimenti, anche per le aree interne. Proprio in occasione di questo incontro ho viaggiato in treno da Roma a Carsoli e ho constatato ancora una volta un ritardo di 26 minuti su un tempo di percorrenza di un'ora e mezza. Impossibile continuare così».

Le novità annunciate dal governo D’Alfonso secondo Luca Di Giampietro, rappresentante dei pensolari marsicani, non sono «niente di trascendentale», ma «le 3 ore scarse sono sempre meglio delle 4 abbondanti, triste realtà dell'oggi. Nessun salto di gioia però perchè per adesso sarà poco più di un esperimento poichè è prevista una sola corsa con ritorno. Questa sarà l’ennesima pagliacciata e malaffare a danno di noi Pendolari Marsicani. Il treno veloce come viene tanto pubblicizzato, sarà l’ennesimo bagno di sangue per noi Pendolari Marsicani. Confrontando gli orari di percorrenza dei delle due corse giornaliere da Roma a Pescara e viceversa, si evince il fatto della ennesima presa per i fondelli per noi pendolari. Gli orari guarda caso coincidono con due treni di larga affluenza sia in andata che in ritorno, utilizzati da tantissimi pendolari residenti a Tagliacozzo, Carsoli e Celano, il 7325 ed il 23694. Esclusi dalle fermate. Questi due treni verranno sicuramente coinvolti in negativo dal treno veloce, fino alla loro “soppressione”. Chi è il politico o i politici che si sono fatti promotori di tutto questo? Chiudetela questa linea, non parlate di potenziamento se poi le migliorie che dite voi vanno a danneggiare il “quieto” vivere giornaliero, noi abbiamo bisogno di treni che ci portano al lavoro e che ci riportano a casa, non di treni che per il “fabbisogno” di due-tre persone (tanti saranno i pazzi) che partiranno da Pescara per Roma. Governatore D’Alfonso, aspetto ancora le sue promesse, fatte in campagna politica, nella riunione di Carsoli, in cui si impegnava a far si che noi pendolari marsicani non avessimo più da lamentarci, e nell’occasione si impegnò a portarci i “capi” di trenitalia a “dialogare” con noi, diretti interessati. Se volete aumentare la disoccupazione, tagliandoci i trasporti ci state riuscendo, ma tanto voi il vostro scopo lo avete raggiunto, e con mio rammarico grazie anche al mio voto».