LA DENUNCIA

Abruzzo Engineering. Il M5s firma esposto alla Corte dei Conti: il Pd insorge

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Abruzzo Engineering. Il M5s firma esposto alla Corte dei Conti: il Pd insorge

Gianluca Ranieri

ABRUZZO. Il M5s ha annunciato ieri un esposto su Abruzzo Engineering e si è scatenata subito la bagarre e l’attacco da parte del Pd all’iniziativa che evidentemetne fa paura.

Nonostante siano moltissimi i lati oscuri persino molto più gradi di quelli che denuncia il M5s l’effetto è stato quelo di riportare l’attenzione sulla società da poco diventata in House ed oggetto di un salvataggio milionario che peserà sulle casse della Regione.

La denuncia del consigliere regionale Ranieri punta sul rapporto lavorativo di Ae nella ricostruzione tra gli alti con il Comune di L’aquila «in violazione delle norme che regolano l'affidamento In - House, mentre restano ancora esclusi gli idonei del cosiddetto "Concorsone»,sstine Ranieri.

«Non si tratta solo di una questione di priorità ma di un danno erariale. Infatti, dal 14 settembre 2015, sono ben 111 unità di personale AE per un impegno di spesa di € 1.650.000. Praticamente  circa € 4.250,00 al mese ad unità di personale impiegato, più del doppio di quello che costerebbe un normale impiegato assunto direttamente dalla pubblica amministrazione. Mi  aspetto che la magistratura contabile conduca dei seri approfondimenti su tutta la vicenda per responsabilità erariale di Amministratori, Dirigenti, Funzionari, Responsabili, titolari, ulteriori organi o dipendenti tutti della Regione Abruzzo, della Provincia di L’Aquila, del Comune di L’Aquila, dell’Ufficio Speciale per la ricostruzione dell’Aquila e della società Abruzzo Engineering S.C.p.A. e, comunque, di tutti i soggetti coinvolti o da loro incaricati, attesa la presunta disattenta e riprovevole gestione delle risorse finanziarie pubbliche».

La “denuncite” più volte stigmatizzata ed evocata dal centrosinistra fa paura anche perché questa volta spara nel mucchio e magari qualcosa da una verifica della Corte dei Conti può pur sempre venire fuori.

Ma dalle risposte nessuno è entrato davvero nel merito delle accuse buttandola ancora una volta su argomentazioni che hanno facile presa sul pubblico.

E’ i lcaso dell’assessore pietro Di Stefano che rimarca come lui tenga ai dipendenti così preziosi per la ricostruzone e senza i quali la «ricostruzione sarebbe ferma».

«Se il consigliere avesse solo sfogliato le leggi, infatti», dice Di Stefano, «saprebbe bene che è impossibile attingere dalla graduatoria Ripam, in quanto il contingente di personale assegnato con la legge 134/2012 è ben individuato mentre per il personale precario, proveniente dall'emergenza, si è dovuto far ricorso ad una proroga di legge condensata in un emendamento all'interno della legge di stabilità 2016. L'occupazione dei lavoratori di AE dovrebbe inorgoglire il consigliere regionale poiché ha visto risolta una spinosa questione, ereditata dal passato, che gravava sulle spalle della Regione; a meno di dover pensare in una qualche soddisfazione nel vedere lavoratori che restano senza impiego, resta da chiedersi la natura delle reali intenzioni di siffatta azione proditoria».

Pierpaolo Pietrucci interviene invece in quanto firmatario della legge 126/2015 quella che i lconsiglio regionale ha approvato proprio per salvare la società.

Pietrucci spiega che i dipendenti sono 121 e non 111 e che il costo sia diverso e «assolutamente in linea».

«Sulla legittimità dell’affidamento si è espressa», aggiunge, «con parere più autorevole di Ranieri, l’Avvocatura dello Stato il 01.09.2015 e l’economicità dello stesso è verificabile presso gli uffici della  “Ricostruzione” in qualsiasi momento. Mi consta inoltre, che l’affidamento di “lavori” avvenga da parte dell’USRA, soggetto costituito proprio da Regione Abruzzo, insieme ad altri enti e ministeri. Non c’è nessuna competizione con gli “idonei” del concorsone, perché AE fornisce un servizio tecnico onnicomprensivo che si chiude alla fine delle convenzioni stipulate e che non ha nulla a che fare con la rivendicazione di un’assunzione a tempo indeterminato presso gli Enti, come peraltro già sancito da una recente sentenza del TAR».

«Come firmatario del Progetto di Legge», dice Pietrucci, «mi sono assunto la responsabilità di salvaguardare un’Azienda della quale l’attuale governo regionale ha ereditato un contenzioso di circa 30 milioni di euro, imputabili e creati da altre gestioni e governi regionali, e di chiuderli  a 4,5 milioni di euro. Ultimo, ma non meno importante, con la mia legge abbiamo dotato AE di un piano industriale che nel rapporto uscite-maggiori introiti è quasi a costo zero per per la Regione Abruzzo. Alla definitiva partenza di questo Piano Industriale sarà adesso responsabilità della Società, con oculata gestione avviata, dimostrarne efficienza e sostenibilità».