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Scioglimento BIM Tordino-Vomano, slitta la proposta di legge

Mercante: «I Sindaci decidano per la chiusura»

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Scioglimento BIM Tordino-Vomano, slitta la proposta di legge

L’AQUILA. Rinviata in commissione, ad una nuova seduta per audire il presidente, la proposta di legge presentata dal Consigliere regionale del M5S, Riccardo Mercante, diretta allo scioglimento del BIM Tordino-Vomano, l’unico Consorzio del bacino imbrifero montano rimasto in vita in Abruzzo dopo il recente scioglimento del BIM Tronto.

«L’esigenza di procedere allo scioglimento del BIM Tordino-Vomano - ha spiegato Mercante – nasce da una serie di ragioni che vanno dalla valutazione sulla utilità stessa del Consorzio, ai costi necessari al suo funzionamento fino alle modalità di redistribuzione delle somme incassate dall’Ente. Se non meraviglia affatto l’atteggiamento del Presidente del BIM e la sua strenua difesa del Consorzio, dal quale percepisce, da anni, una lauta indennità mensile, non si comprende, al contrario, la posizione dei Sindaci che, nei giorni scorsi, hanno rinnovato la loro fiducia a Iachetti. Unica eccezione il Sindaco di Montorio al Vomano, Giovanni Di Centa, che ha messo in evidenza la necessità di azzerare le indennità e ridurre i costi di funzionamento, oltre a stabilire indirizzi guida per l’azione del BIM». 

«Forse i primi cittadini - ha continuato Mercante - dimenticano che il BIM esiste al solo scopo di riscuotere i sovra canoni dovuti dall’Enel per la captazione delle acque e che la legge prevede che tale funzione possa essere svolta direttamente dai Comuni. Forse dimenticano che il Consorzio necessita, per il suo funzionamento, di cospicui fondi dato che oltre un quinto di quanto riscosso viene destinato alle indennità degli organi istituzionali e degli uffici dell’ente. Forse dimenticano che tali somme potrebbero, invece di essere impiegate per mantenere in vita il BIM, essere utilizzate in opere a beneficio dei cittadini e del territorio. Ma ciò che maggiormente desta stupore è che i Sindaci non abbiano compreso che, in caso di scioglimento del Consorzio, ogni Comune avrebbe la possibilità di introitare tutti i canoni ad esso spettanti ed impiegarli per investimenti sul territorio, senza dover attendere una successiva redistribuzione da parte del BIM. Redistribuzione di cui, tra l’altro, non si comprendono ancora bene logiche e criteri, giacché le somme riscosse, elargite ai diversi Comuni senza una regola uniforme, invece di essere impiegate in settori di primaria importanza, come il sociale o per mitigare il rischio idrogeologico, vengono destinati ad associazioni, manifestazioni varie ed altre opere stravaganti. Sperequazioni e simpatie emerse chiaramente in commissione dove è venuto fuori che, ad esempio, un singolo Comune, come Crognaleto, incassa circa 200.000 euro, mentre un altro, come Pietracamela, una somma pari a zero». 

Una gestione, quindi, di soldi pubblici, sebbene Iachetti continui a dire che il BIM “vive” di soldi privati, non improntata alla cura degli interessi dei cittadini ma piuttosto fondata sulle solite logiche di partito. 

«Dai ventisei primi cittadini e dagli altri consiglieri regionali mi aspetto, comunque - ha concluso Mercante – una netta presa di posizione in favore dello scioglimento del Consorzio. Ove così non fosse saranno chiamati di fronte alla cittadinanza a spiegare perché preferiscano continuare a consentire l’elargizione di indennità, stipendi e contributi in favore di pochi piuttosto che incassare direttamente i sovracanoni senza passare per il Consorzio, l’unico rimasto in Abruzzo».