LA SCELTA

Abruzzo Engineering, si spera nel regalo di Natale dell’Europa

Per ora la società salvata ottiene 35 mln di euro sottratti al dissesto idrogeologico

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Abruzzo Engineering, si spera nel regalo di Natale dell’Europa

ABRUZZO. Il presidente Luciano D’Alfonso starebbe facendo lobbying in Europa per riuscire ad addolcire l’originaria posizione di rigida chiusura verso la società Abruzzo Engineering.

L’Europa dal 2010 ha decretato che la società mista (composta allora anche da Provincia de L’Aquila e Selex-Finmeccanica) non poteva ottenere affidamenti diretti dalla Regione (cosa invece accaduta più volte dal 2006 al 2009). Nel 2015, però, in seguito ad un accordo tra Regione e Selex c’è stato un passaggio di quote in capo alla stessa Regione la quale ha acquistato la quasi totalità di Ae che di fatto è diventata una società in house con la possibilità di ottenere affidamenti diretti.

Proprio dopo questo cambio societario l’Europa potrebbe riconsiderare la sua posizione e decidere di far grandinare nuovamente fondi europei per sviluppo, inclusione tecnologica, mega progetti informatici da far realizzare ad…. Abruzzo Engineering.

Il tempo dirà se l’operazione europea di D’Alfonso avrà successo e se questa volta, una volta arrivati i fondi, le opere qualcuno riuscirà a vederle e ad utilizzarle, magari riuscendo a creare davvero opere ed infrastrutture di pubblica utilità.

Secondo l’assessore Mario Mazzocca infatti Il 4 novembre scorso il presidente D’Alfonso ha inviato una nota formale a Bruxelles per chiedere una revisione dell’originaria posizione di chiusura. «D'altro canto», dice Mazzocca, «è la stessa Presidenza del Consiglio dei Ministri ad avvalorare la congruità del percorso individuato dal presidente D'Alfonso con la nota del Capo Dipartimento Vincenzo Donato del 14 aprile scorso, con la quale si evidenzia il proprio "assenso" ad inserire gli 87 interventi per complessivi 28.851.623 euro "nell'atto integrativo" all'accordo (APQ) sulla difesa del suolo».

FONDI SOTRATTI AL DISSESTO IDROGEOLOGICO

«Il finanziamento di circa 35 milioni di euro ad Abruzzo Enginering per la costruzione di infrastrutture informatiche e servizi informatici (fondi, in realtà, serviti a tenere in attività quel soggetto)», spiega ancora Mazzocca, «è un'iniziativa ereditata e portata avanti dalla Giunta Chiodi; successivamente, la stessa si rese conto che la spesa non sarebbe stata ritenuta ammissibile dalla Commissione Europea per la semplice ragione che Abruzzo Engineering non aveva al tempo i requisiti della società in house, essendoci la partecipazione di socio privato. A quel punto si è “tappato” il buco utilizzando le disponibilità di un progetto della programmazione FAS 2000-2006 di circa 28 milioni per interventi di messa in sicurezza della costa. La giunta Chiodi si è ben guardata dall'evidenziare o pubblicare l'impasse da essa stessa creata e da noi ereditata».

Secondo Mazzocca il problema è «tecnico» ed «è stato scoperto da poco» ma si «risolverà presto»,  e nel frattempo la Regione è impegnata a discutere con i sindaci per mettere pezze al problema dei problemi che riguarda il dissesto idrogeologico.

«Allo stesso tempo», aggiunge Mazzocca, «l'intero esecutivo è fortemente impegnato a mitigare i nefasti effetti del nulla o poco più della Giunta Chiodi sul risanamento del territorio regionale. Sul tema del dissesto l'ex Assessore Febbo potrà continuare all'infinito nella sua inane difesa dell'indifendibile: doveva battere almeno un colpo nei 66 mesi di governo, allorquando poteva e doveva; farlo oggi rappresenta un mero esercizio demagogico fine a se stesso, oltre che l'evidente agire tafazzistico di chi “sul pezzo” non c'è e dimostra di non esserci mai stato».

Insomma per ora –pare di capire- i fondi sul dissesto sono serviti per tappare «buchi» saltati fuori all’improvviso e non previsti nella gestione di Abruzzo Engineering nell’attesa che qualcosa accada e la Regione possa ottenere nuovi fondi per riparare, strade e frane.

«Mazzocca continua a difendere l’indifendibile», replica Febbo, «senza ritegno e con una faccia tosta senza precedenti che dimostra ancora una volta la mancanza di argomenti seri e validi. Mente sapendo di mentire perché gli affidamenti fatti dalla Giunta Chiodi erano relativi ai fondi nazionali relativi a ambiente, protezione civile ecc. facilmente rendicontabili. Invece i fondi a cui fa riferimento sono risorse europee relativi al periodo 2007/2008 che portano la firma di Del Turco&Pezzoopane: si preoccupasse piuttosto di come rendicontare in modo puntuale quei fondi alla Commissione europea altrimenti saremo costretti a restituirli».