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Garante per i detenuti, tuti vogliono Bernardini ma non c’è la maggioranza (ancora)

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Garante per i detenuti, tuti vogliono Bernardini ma non c’è la maggioranza (ancora)

L’AQUILA. Niente da fare. L’accordo almeno a parole sul nome c’è da qualche settimana ma acnhe ieri il Consiglio regionale non è riuscito a trovare la maggioranza per eleggere il primo garante dei detenuti abruzzese.

«Non c’è due senza tre...e quattro vien da sé. Dopo due tentativi andati vani, è arrivato anche il secondo rinvio con la maggioranza di centrosinistra che naufraga clamorosamente ancora una volta sull’elezione del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale», dice Mauro Febbo (Fi), «sta diventando una vera e propria barzelletta: quarta volta che il punto è inserito all’ordine del giorno e viene presentato in Aula, due volte il candidato del centrosinistra non ha raggiunto neanche la cifra della maggioranza (18 voti) e oggi è stato chiesto un secondo rinvio per un totale di 4 sedute spese inutilmente».

«L’aspetto paradossale  che registriamo – prosegue la nota di Febbo- è rappresentato dal fatto che la maggioranza di centrosinistra ha faticato anche a ottenere il semplice rinvio per il quale erano necessari 16 voti ottenendolo al fotofinish. Una situazione grottesca che pone però degli interrogativi inquietanti: se non sono in grado di eleggere il garante, faticando anche a rinviare la votazione, come può questa maggioranza essere in grado di dare risposte credibili su tematiche serie come il lavoro, lo sviluppo o la tenuta sociale? E’ giusto che gli abruzzesi sappiano chi e come governa questa regione».