STRATEGIE EVASIVE

Regione Abruzzo: smantellata struttura politiche agricole arrivano consulenze esterne

Febbo: «fermare depauperamento settore»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

553

Regione Abruzzo: smantellata struttura politiche agricole arrivano consulenze esterne

Dino Pepe

ABRUZZO. Nuovo incarico esterno conferito dalla Regione Abruzzo per la struttura Politiche agricole.

Solo dopo poche settimane dall’incarico affidato alla società Sin per supportare il controllo amministrativo di alcune Misure del vecchio Piano di Sviluppo rurale, adesso arriva un altro incarico da 29.798 euro alla società Lattanzio Advisory SPA per il ‘Servizio di assistenza tecnica per la Realizzazione del manuale operativo dell’Autorità di Gestione PSR 2014/2020”.

Ad inizio novembre il direttore Di Paolo aveva indirizzato ad Agea una richiesta nella quale si paventa l’impossibilità da parte degli uffici regionali di concludere le procedure di controllo amministrativo «nell’arco di tempo residuo», ovvero meno di 3 mesi, e per questo si era deciso di implementare la pianta organica della direzione agricoltura con «professionalità aggiuntive già formate», di cui può vantarsi SIN Spa.

Adesso un nuovo incarico. La denuncia arriva dal presidente di Commissione vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo dopo aver visionato il DPD 170/2015 dell’11 novembre scorso a firma dell’Autorità di Gestione che «casualmente – continua Febbo – stabilisce un importo massimo di 39.500 euro invitando il numero minimo sindacale di tre società a rispondere all'offerta proposta dalla stessa Regione».

All’invito oltre alla Lattanzio Advisory spa avevano risposto anche Kpmg Advisory spa e Agriconsulting spa ma la prima ha offerto il maggior ribasso (24.400 euro).

Da mesi ormai Forza Italia denuncia  «le enormi criticità» della riorganizzazione degli uffici dell'agricoltura e contesta alla Giunta regionale di portare avanti, senza sentire ragioni, lo smantellamento della struttura depotenziandola di tecnici agronomi e forestali così da giustificare la richiesta di aiuto e ausilio a società esterne.

«Tra pochi giorni, infatti», spiega Febbo, «molti tecnici dell’agricoltura (agronomi e forestali) saranno ‘traslocati’ in altre direzioni per svolgere ben altre mansioni quando potevano, e dovevano, essere utilizzati per svolgere proprio quei lavori specifici di sostegno alla programmazione del nuovo Programma di Sviluppo Rurale».

 Adesso quello che ci si chiede (anche il mondo rurale) è se i fondi previsti per le consulenze non potevano essere risparmiati e destinati direttamente all'agricoltura mentre il "lavoro" dato all'esterno non poteva essere fatto dalla stessa struttura interna così come avvenuto nella passata legislazione. Ma ciò che desta ancora più preoccupazione e perplessità – fa notare Febbo - è che da una prima lettura del Piano rurale 2014 2020 emerge come molte risorse, «se non la maggioranza non sono per il mondo agricolo ma bensì per altro».