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Turismo, D’Alfonso promette «impegno» per altri fondi alle imprese

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Turismo, D’Alfonso promette «impegno» per altri fondi alle imprese

Luciano D'Alfonso

 


ABRUZZO. Le coccole per ora si restringono all’impegno di trovare nuovi fondi per le imprese del turismo. Si tratta di una cifra di poco superiore ai 6mln di euro che dovrebbero soddisfare le richieste escluse dal bando pubblico della Regione già finanziato per  ammodernamenti e potenziamenti di strutture ricettive.

«Mi impegno a trovare le risorse necessarie per ampliare la platea dei beneficiari dei finanziamenti della legge 77/2000 destinati alle strutture alberghiere. Vorrei, però, che fosse chiaro che non sto promettendo fondi ma solo l'impegno a trovare copertura finanziaria per soddisfare le istanze di quelle imprese i cui progetti siano stati ritenuti finanziabili ma che non sono stati ammessi a finanziamento».

 Lo ha detto il presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, questa mattina, a Pescara, in Regione, nel corso dell'incontro di lavoro con i rappresentanti delle imprese turistiche abruzzesi per discutere degli interventi di sostegno regionale alle imprese operanti nel settore per i quali sono stati previsti, al momento, 16 milioni di euro di contributi.

«C'è la ferma volontà della Regione - ha assicurato il Presidente - ad allungare la copertura finanziaria poichè attribuiamo molto valore ai progetti che realizzerete con le vostre risorse in combinazione con quelle pubbliche. La giusta combinazione di denaro pubblico e privato rappresenta, infatti, la parte sana di creazione di ricchezza».

 Per venire incontro alle esigenze delle 73 imprese le cui domande sono state ritenute ammissibili occorrerebbe trovare risorse per circa 6 milioni 549 mila euro.

«Una cifra non impossibile - ha commentato D'Alfonso - che si potrebbe recuperare in parte dalla Legge Finanziaria di quest'anno, in parte da eventuali economie».

 Il presidente della Giunta, affiancato dal dirigente del settore, Francesco Di Filippo, ha ipotizzato, poi, spiragli anche per le imprese escluse per ragioni di carattere formale.

«Ragioni non sostanziali - ha concluso - magari superabili con un supplemento di documentazione».