IL FUTURO INCERTO

Sanità, c’è il rischio di un buco da 50 milioni

Paolucci alla ricerca di poteri speciali per evitare ancora conti in rosso

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Martedì in Consiglio il momento della verità sul futuro della sanità abruzzese

ABRUZZO. Va bene, non siamo ancora usciti dal commissariamento della Sanità ma da come Paolucci &Co ci ripetono da mesi di sicuro prima o poi accadrà. Non ne dubitiamo. Ma cosa succederà se alla fine dell’anno si dovesse scoprire che il bilancio della sanità è in deficit, cioè di nuovo in rosso?

La domanda non è peregrina perché le nostre fonti parlano di «rosso certo» che al momento sarebbe quantificato in 30-50 mln, una cifra che sembra enorme ma che invece è una minima parte dell’intera spesa sanitaria che si aggira sui 700 mln di euro per la Regione Abruzzo.

Come  è potuto accadere e cosa ha fatto ripiombare di nuovo nella fascia negativa la nostra regione è presto per dirlo, anzi, si spera, che proprio la giunta regionale ed il commissario ce lo dicano al più presto e con carte alla mano.

Di sicuro è un dato che fa riflettere e che -come si può intuire- ha molti fattori scatenanti.

E’ fin troppo facile riassumere dicendo che “Chiodi è riuscito a raggiungere il pareggio e D’Alfonso invece fa solo debiti” come pure diranno di certo, ma di sicuro la politica ha fatto la sua parte ed ha le sue responsabilità perché gli obiettivi sperati erano ben diversi.

Che cosa allora non ha funzionato?

Dove non si è riusciti a tirare la cinghia?

E come è possibile che proprio nell’anno in cui una parola su tutte ha prevalso, cioè “tagli”, si sia riusciti a spendere di più di quanto si è incassato?

Bisognerà ora spiegarla bene la faccenda perché come sempre ci sono quei cittadini -che sono la maggioranza- che non riescono a capire perché i loro problemi sono aumentati quando si avvicinano ad una struttura sanitaria mentre le tasse sono schizzate a livelli altissimi.

L’Abruzzo è ancora la regione dove un intervento chirurgico  può richiedere tre giorni per  l’acquisizione degli  accertamenti di routine; va peggio per i residenti che vivono distanti dagli ospedali anche 50 chilometri; i posti letto spesso non sono disponibili; partorire, dicono, è diventato più sicuro tagliando i punti nascita, i pronto soccorso diminuiscono ma non è aumentato il rischio.

L’Abruzzo è quella regione che nonostante tutto oggi più che mai la Sanità è in capo ai tanti dipendenti medici, infermieri e non solo che sono costretti a lavorare in condizioni sempre più precarie.

 Ora, senza essere particolarmente catastrofisti, c’è da dire che bisogna abbandonare ipotesi rosee e idee malsane di un calo della tassazione. Detto questo ci si dovrà accontentare magari solo di pagare un po’ di più il ticket o le medicine o qualche prestazione. Perché purtroppo il dato è particolarmente preoccupante.

A fine anno infatti grazie alla legge di stabilità potrebbero aumentare Irpef e ticket e non saranno aumenti che passeranno inosservati, qualcuno addirittura vorrebbe raddoppiare le aliquote.

MA l’assurdo sarebbe che nel caso in cui entro fine anno l’Abruzzo dovesse uscire dal commissariamento della sanità, dall’anno nuovo ci dovrebbe rientrare…

Gli uffici della Regione stanno lavorando e sudando freddo per cercare di capire come fare per ripianare il deficit.

Qualcuno ha avanzato l’ipotesi di coprire i 30-50mln  con una parte con i residui dei progetti obiettivi 2011/13, che sono fondi che vengono dati alla Regione annualmente per finanziare progetti di ricerca e non per tappare buchi.

Ma Paolucci ha chiesto al tavolo di monitoraggio qualche autorizzazione speciale proprio perché c’è necessità di trovare almeno una strada legale praticabile anche perché il capitolo individuato potrebbe non bastare.

E dire che la Regione avrebbe potuto attingere, per coprire il disavanzo, da quel tesoretto che aveva a disposizione per il territorio e che invece, per fare una “coccola ai privati”, ha consumato già.

Ora si attendono le decisioni del tavolo di monitoraggio ma non si esclude che prima della fine di dicembre non si riesca a capire da quale capitolo pendere i milioni sufficienti per coprire il nuovo disavanzo della sanità.