AGRICOLTURA

Olio d’Abruzzo, dopo la Xilella quest’anno è una stagione da incorniciare

Prevista una produzione fino a 130mila tonnellate di

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Olio d’Abruzzo, dopo la Xilella quest’anno è una stagione da incorniciare

LANCIANO. La raccolta delle olive è in pieno svolgimento. Si è partiti dalla varietà Leccino per poi proseguire, in questi giorni, con le principali varietà autoctone come la Gentile di Chieti e la Dritta.

 Anche i frantoi lavorano a ritmi serrati giorno e notte per molire nel più breve tempo possibile (24-48 ore dalla raccolta) tutte le olive conferite al fine di conservare l’elevata qualità che le piante di olivo hanno costruito in un intero anno. La Federazione regionale degli ordini degli agronomi e dei forestali dell’Abruzzo stila un primo bilancio di un’annata che si presenta particolarmente favorevole sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. 

CONSIGLI UTILI PER L’ACQUISTO
Ma soprattutto dopo lo scandalo sulle sofisticazioni dell’olio extravergine di oliva la Federazione abruzzese degli ordini degli agronomi e forestali intende fornire alcuni consigli utili ai consumatori che si possono sintetizzare in quattro punti:
1) Acquistare, quando possibile, il prodotto dai produttori e trasformatori di fiducia del nostro territorio, affinchè si possa vedere come lavorano e controllare le caratteristiche del prodotto che trasformano;
2) Occhio al prezzo: un prezzo discretamente remunerativo per un vero olio extravergine di oliva deve essere intorno ai 7 euro. Prezzi molto bassi preludono a possibili frodi o sofisticazioni;
3) Per il prodotto confezionato e acquistato sullo scaffale, oltre al prezzo bisogna fare caso attentamente anche all’etichetta e prediligere marchi del territorio regionale;
4) Scegliere olio extravergine di oliva dove è riportata la dicitura olive 100% italiane ed evitare diciture con olive comunitarie o non comunitarie.

ANNATA LISCIA COME...

Lo scorso anno l’andamento climatico piovoso e le basse temperature avevano favorito uno sviluppo anticipato e numericamente elevato della mosca dell’olivo con notevoli danni e la perdita di tutta la produzione per quegli agricoltori che non erano seguiti da tecnici di settore come gli Agronomi. A ciò si era aggiunta anche la mancanza del bollettino fitopatologico regionale che avrebbe rappresentato un buon vademecum per tutti quei piccoli produttori che coltivano produzioni solo per soddisfare le esigenze personali o di parenti e amici di olio extravergine di oliva. Quest’anno la situazione si è presentata nettamente diversa. Da un lato la bassa produttività ha permesso alle piante di olivo di “riposarsi” dal punto di vista fisiologico e di differenziare , per la campagna 2015, molti fiori e di conseguenza molti frutti. Dall’altro le alte temperature nei momenti giusti del ciclo produttivo delle piante hanno ridotto o addirittura annullato l’attacco della mosca oleaia rendendo la femmina dell’insetto sterile o sterili le punture effettuate sulla drupa. Quest’anno è inoltre ricominciata anche la divulgazione del bollettino fitopatologico regionale e si è riscontrata una maggiore attenzione da parte degli addetti ai lavori come Dottori Agronomi, aziende di trasformazioni e associazioni di categoria che hanno fornito maggiori informazioni agli agricoltori. 
«Al termine della stagione – interviene il presidente regionale della Federazione degli ordini, Mario Di Pardo - abbiamo riscontrato delle olive perfettamente sane e piante in ottimo stato vegetativo su tutte le varietà. Proviamo a dare alcuni numeri, anche se i dati saranno da confermare al termine della raccolta, prevista, se le condizioni climatiche resteranno le stesse, tra circa 15-20 giorni. L’Abruzzo può contare su un patrimonio di circa 6 milioni di piante di varietà diverse per una superficie tra i 40 e 43 mila ettari e una produzione prevista per l’anno in corso tra le 100mila e le 130 mila tonnellate di olive, per un resa in olio prevista tra i 13 e 16 ettolitri». 

LA DENOMINAZIONE PROTETTA
Proprio per valorizzare questo enorme patrimonio, così prezioso anche per l’economia del comparto agricolo, la Federazione abruzzese dei dottori agronomi e forestali si sofferma su alcuni aspetti importanti. Il primo è quello che riguarda le Dop (denominazione di origine protetta). «L’Abruzzo – prosegue il presidente Di Pardo - ha tre DOP: Colline Teatine, Pretuziano e Aprutino Pescarese. Per proteggere queste realtà, vista la concorrenza spietata dei paesi del Mediterraneo, bisognerebbe raccogliere l’appello di tutti gli addetti ai lavori che ritengono sia utile riunire i tre marchi in una unica DOP abruzzese. Questo al fine di poter avere un’unica politica gestionale e commerciale e per valorizzare al massimo le risorse economiche a disposizione. E’ il momento di dare seguito a questa richiesta».

I PREZZI
E uno sguardo viene dato anche ai prezzi e alle proprietà organolettiche dell’olio extravergine di oliva. La raccolta delle olive viene effettuata, per la maggior parte, con abbacchiatori di ultima generazione che agevolano e velocizzano il lavoro riducendo così i costi di produzione. Attualmente il prezzo sul mercato locale della vendita delle olive oscilla, a seconda delle varietà, dai 40 ai 50 euro per quintale con rese che vanno, sempre in base alle varietà, dai 12 ai 16 kg di olio per quintale. La vendita del vero e genuino olio extravergine di olive abruzzesi presso i frantoi del territorio si attesta all’incirca sui 7-8 euro al litro di olio di valore medio. Da questi dati sono escluse varietà particolari o produzioni di nicchia con caratteristiche uniche. L’olio prodotto quest’anno, così come riscontrato da parte di tutti gli addetti ai lavori, ha delle caratteristiche ottimali sotto tutti gli aspetti: profumi intensi di clorofilla, bassa acidità (0,1 - 0,2), gusto dolce. Da molti anni non si otteneva un prodotto senza nessun difetto e che promette di conservare queste caratteristiche per lungo tempo. E’ da sfatare inoltre il mito della differenza di gusto e qualità tra le olive trasformate con metodo tradizionale (presse e fiscoli) e il metodo cosiddetto in continuo con macchine di ultima generazione. Se il prodotto di partenza è ottimo, come in questa annata, e chi trasforma è attento nelle diverse fasi di lavorazione, si potrà ottenere un prodotto di altissima qualità in entrambi i casi.

LA XILELLA
Ultimo e non meno importante argomento in fatto di olio extravergine di oliva è quello relativo al flagello del batterio della Xilella fastidiosa (grave fitopatologia in grado di indurre pesantissime alterazioni nella pianta, spesso letali) che ha portato all’estirpazione di numerosi ulivi secolari in Puglia e in particolare in Salento. Grande è la preoccupazione da parte degli agricoltori abruzzesi che rimandano gli interrogativi agli esperti del settore per conoscere la reale diffusione del fenomeno nella nostra regione. «Al momento – sottolinea il presidente Di Pardo - non sono stati segnalati casi di Xilella in Abruzzo. Inoltre lo studio e la conoscenza del ciclo biologico del batterio ci permettono di affermare che le tecniche agronomiche di lavorazione dei terreni, di potatura e di difesa fitosanitaria, assieme alle condizioni climatiche (inverni spesso rigidi) proprie della nostra regione, riescono efficacemente a contrastare il possibile arrivo in Abruzzo di questa patologia. Non bisogna ovviamente abbassare la guardia, ma un'altra buona notizia arriva dal mondo della ricerca. Sembra, infatti, che alcuni ricercatori dell’Università di Foggia abbiamo trovato un rimedio per poter recuperare le piante colpite da Xilella. Speriamo che tale scoperta possa mettere fine a questa grave emergenza».