TERRORISTI ESIBIZIONISTI

Abruzzo, attacco hacker sul sito della Regione da sostenitori Isis

Acerbo: «a braccetto con i carnefici»

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Abruzzo, attacco hacker sul sito della Regione da sostenitori  Isis

ABRUZZO. Un attacco hacker ancora tutto da comprendere e verificare che però in questi giorni di lutto e dolore per la ferita inferta a Parigi genere una certa inquietudine.  

Alle ore 14,30 di domenica il comando provinciale dei Carabinieri di L’Aquila - nell’ambito di un’azione di monitoraggio continuo sui siti web istituzionali - ha rilevato sulla pagina del portale della Regione Abruzzo app.regione.abruzzo.it un messaggio della Moroccan Islamic Union, un gruppo di hacker che si rifà alle posizioni dell’Isis.

Il messaggio, scritto in un inglese approssimativo, diceva: “L’Iraq sarà il cimitero dell’Italia. Salutiamo la morte che vi attende per mano dei mujahedin dell’Iraq”.

Della circostanza è stato subito informato il presidente Luciano D’Alfonso, che ha fatto prontamente intervenire il responsabile dell’ufficio Infrastrutture tecnologiche della Regione, Luciano Cococcia, per la rimozione del testo.

Lo stesso Cococcia ha poi provveduto a sporgere denuncia ai Carabinieri di L’Aquila.

Nei mesi scorsi lo stesso gruppo aveva messo ko anche un altro sito abruzzese, ovvero il portale del Comune di Sant’Eufemia a Maiella, in provincia di Pescara.

In quel caso provando ad accedere alla home page del sito compariva una nuova schermata di colore nero a “firma” di Moroccan Islamic Union Mail, con tanto di hashtag in inglese a fondo pagina: “The Truth Will Prevail” (la verità prevarrà), e un video centrale tratto da YouTube della durata di circa 18 minuti con scritte in arabo in sovraimpressione.

Qualche mese prima lo stesso materiale era comparso anche sul sito dell'Istituto Comprensivo Scandicci (Firenze) con la scritta «Non vogliamo mostrare i muscoli ma soltanto diffondere il nostro messaggio in tutto il mondo per far scoprire la verità». Ancora prima attacchi identici in Israele, in Sud Africa e negli Stati Uniti.

AZIONE DIMOSTRATIVA?

«Abbiamo ricostruito, attraverso verifiche sul web», fa sapere il presidente D’Alfonso, «l'attività del gruppo hacker che ha attaccato il sito della Regione. Pur mantenendo le attenzioni occorrenti, possiamo rilevare che si tratta di un gruppo che compie diffusamente solo azioni dimostrative. Quest'anno in Italia aveva già attaccato i siti web di una scuola di Scandicci (FI) e di alcuni Comuni, veicolando messaggi dello stesso tenore cui poi non ha fatto seguito alcun accadimento. Probabilmente gli hacker hanno inteso ricordare a modo loro l'anniversario della strage di Nassirya (12 novembre). In ogni caso restiamo vigili e attendiamo i risultati delle indagini del Comando provinciale dei Carabinieri di L’Aquila».

«COLLEGAMENTI AEREI DIRETTI, ALTRO CHE HACKER»

Esprime perplessità sull'attribuzione all'Isis dell'attacco hacker al sito della Regione Abruzzo, l’ex consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo.

Ma sempre Acerbo fa notare che proprio in questi giorni la Regione Abruzzo e il suo presidente hanno accolto a braccia aperte l'ambasciatore di uno dei paesi «che è sul banco degli accusati per aver supportato, fiancheggiato e persino curato negli ospedali i combattenti dell'Isis».

Acerbo parla della Turchia «in cui stragi di stato, violazioni dei diritti umani, attacchi contro i curdi e le opposizioni sono all'ordine del giorno. La Turchia che ha ostacolato e ostacola l'invio di aiuti agli uomini e alle donne curde che a Kobane e in Siria combattono contro l'Isis. Anche in queste ore nelle regioni curde ci sono città e paesi sotto assedio dell'esercito turco. Leggendo i resoconti sulla stampa e guardando i servizi in tv non mi pare di aver notato alcuna parola rivolta dal nostro presidente D'Alfonso nei confronti delle autorità turche rispetto ai diritti umani, alla democrazia, ai curdi, alla lotta contro il terrorismo fondamentalista. Il Presidente della Regione per assecondare le richieste di qualche compagnia aerea ha anche annunciato che saranno attivati collegamenti con la Turchia. Così i foreign fighters che attraverso la Turchia vanno e vengono da Siria e Iraq potranno dare un contributo al turismo pescarese e abruzzese. Considerato che questi voli sono sovvenzionati dalla Regione con il denaro dei cittadini mi porrei il tema non solo della loro valenza turistica ma anche delle implicazioni etiche e politiche nonché di quelle relativa alla sicurezza. Sarebbe doveroso da parte delle istituzioni regionali porsi il tema e non parlare di solidarietà a chiacchiere. Chi ritiene la battaglia contro il terrorismo fondamentalista doverosa non dovrebbe far finta di non accorgersi di intrattenere relazioni con i suoi sponsor».

E Acerbo fa notare che proprio in queste ore la stampa italiana ha criticato il governo italiano più o meno per le stesse cose.  Famiglia Cristiana ha rimproverato Renzi per il viaggio in un paese come l'Arabia Saudita che, come la Turchia, «ha molte responsabilità rispetto allo sviluppo dell'ISIS».

Alberto Negri sul Sole24Ore in un articolo intitolato "Le ambiguità di Erdogan" descrive il ruolo svolto da Turchia e sauditi e le responsabilità americane e anche francesi nell'alimentare il fenomeno ISiS.

«Credo che sarebbe doveroso da parte della Regione Abruzzo decidere di soprassedere dall'attivazione dei voli comunicando al governo turco che ci rincresce ma non possiamo essere complici della violenza e della repressione contro i curdi in Turchia e dei permanenti ostacoli frapposti all'assistenza persino umanitaria ai curdi che a Kobane e nel Rojava combattono contro l'Isis. Che riteniamo doveroso verificare un attivo impegno della Turchia nella lotta all'Isis prima di far volare aerei. Non si possono piangere i morti e poi andare a braccetto con i carnefici. Qualcuno dirà che il Presidente e il suo cerchio magico nell'incontrare l'ambasciatore turco a questi problemi non hanno neanche pensato. Questo è assai probabile. Ma sono proprio questo tipo di rimozioni che la filosofa Hannah Harendt stigmatizzava come "banalità del male"».