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I dubbi nel bando pubblico, M5S: «LA Fira si autonomina nei cda delle imprese finanziate»

Interpellanza al presidente D’Alfonso per chiarire dubbi

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FIRA

ABRUZZO. Sara Marcozzi, consigliere regionale M5S, depositerà la prossima settimana un'interpellanza al presidente della Giunta Regionale, Luciano D'Alfonso, per chiedere chiarimenti relativamente ad un avvviso pubblico Start-up, Start-hope sostegno alle Piccole Nuove Imprese Innovative.

Un avviso che, dopo una prima analisi, pare sollevare numerosi dubbi. Ad esempio, al punto 13.2.2 “Il soggetto Gestore, nomina la Commissione di Valutazione...” e al punto 13.2.4 “La Commissione organizza ed effettua i propri lavori per determinare i progetti aventi i requisiti di idoneità e le caratteristiche di merito...” dunque, il soggetto gestore, a quanto è dato capire, nominerebbe in totale autonomia i membri della commissione di valutazione.

Inoltre, al punto 13.5.6 dell'Avviso Pubblico si legge che sarà il Consiglio di Amministrazione della Fira - e non il Comitato di Valutazione - a dichiarare conclusa con esito positivo o negativo l'iter di valutazione, indicando le imprese che potranno partecipare alla seguente fase finale detta “Negoziale e closing”.

Sempre nel bando si legge, al punto 13.6.3, che l'impresa finanziata dovrà sottoscrivere il “Patto Para-sociale” che, fra le altre cose, prevede “[...] le regole per la nomina ed il funzionamento degli organi sociali” che tradotto per i meno attenti, significa la nomina di un membro nel Consiglio di Amministrazione della società di diritto privato ammessa al finanziamento.

Cosa che viene resa esplicita nel punto 17.3: “[...] Oltre alla rappresentanza nel Consiglio di Amministrazione, il Soggetto Gestore potrà richiedere un'informativa semestrale sui risultati aziendali ed effettuare visite in loco. Inoltre, potrà richiedere la nomina di manager di fiducia nelle posizioni considerate chiave nonché la certificazione dei bilanci e l'adozione di sistemi budgeting e reporting”.

«Alcune incertezze interpretative meritano un approfondimento. Avrebbero, ad esempio, potuto scrivere in maniera chiara nel bando che le società meritevoli della misura di finanziamento avrebbero dovuto obbligatoriamente riservare a FIRA, all'interno della compagine societaria, un posto nel CDA, la nomina nel Collegio Sindacale e l'eventuale nomina di un Amministratore delegato», commenta Sara Marcozzi.

«FIRA, attraverso questo Avviso Pubblico, sembrerebbe penetrare di fatto in un terzo livello di controllo e nomine nella vita socio-economica delle imprese private. Sono tutti dubbi che crediamo sia il caso di fugare per mezzo di una interpellanza».

«Chiederò, inoltre, al Presidente D'Alfonso – conclude Sara Marcozzi - se è vero che all'interno delle società finanziate da questo avviso pubblico, FIRA abbia designato nei Consigli di Amministrazione componenti dello stesso CDA di FIRA e se siano previsti per gli stessi dei compensi per lo svolgimento di tale incarico».