I NUMERI

La verità sui Lea: ancora molto lavoro da fare… altro che «complimenti»

Miglioramenti dal 2012 al 2013 ma sono molte le prescrizioni da attuare

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ABRUZZO. Grazie alla pubblicazione di due dettagliati rapporti sul monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e sull’efficienza del sistema sanitario italiano per l’anno 2013, si traccia un quadro preciso della situazione sanitaria in Italia.

Nel dettaglio si precisa con dovizia di particolari anche a che punto è il lavoro dell’Abruzzo, oggi al centro di una profonda e traumatica riforma. E se l’assessore Paolucci le carte non le pubblica ma preferisce elargire solo dichiarazione sempre molto autoreferenziali, la realtà dei numeri è leggermente diversa.

Intanto dopo la riunione del tavolo di monitoraggio di due giorni fa (quello dove Paolucci dice di aver ricevuto «tanti complimenti») non si è ancora fatta chiarezza sul vero futuro della sanità e sui dettagli del riordino, dei tagli, della riorganizzazione ospedaliera.

 Il primo rapporto del ministero (Verifica adempimenti Lea 2013), più generale, riguarda 38 adempimenti che le Regioni e Province autonome devono rispettare per accedere a una quota premio del fondo sanitario nazionale, come l’attivazione di flussi informativi sulle liste di attesa e la riorganizzazione del percorso nascita.

Il secondo Rapporto riguarda uno specifico adempimento (“Mantenimento erogazione LEA”), monitorato attraverso un insieme di 32 indicatori che gli operatori chiamano “Griglia Lea”, i cui risultati vengono rappresentati graficamente attraverso i cosiddetti “rosoni” e una mappa interattiva. Si tratta della più fedele fotografia della capacità delle Regioni  di garantire ai cittadini l’erogazione dell’assistenza secondo standard di appropriatezza e qualità.

 VERIFICA ADEMPIMENTI LEA 2013: OTTO LE REGIONI IN REGOLA (L’ABRUZZO NON CE’)

Le Regioni oggetto di valutazione sugli adempimenti da assolvere in tema di Livelli essenziali di assistenza (Lea) per l’anno 2013 sono sedici: quelle a statuto ordinario più la Sicilia, ossia quelle che hanno accesso al “fondo sanitario” e che vengono private del 3% di questo se risultano inadempienti (o del 2% nel caso di Regioni adempienti nell’ultimo triennio).

Sono otto le Regioni in regola: risultano adempienti le Regioni Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Toscana, Umbria e Veneto.

Situazione particolare hanno presentato le Regioni Basilicata e Umbria: ad entrambe è stato chiesto di rispondere, entro il primo semestre 2015, ad una prescrizione per l’attuazione di quanto previsto per la riorganizzazione e la messa in sicurezza dei punti nascita. Analoga prescrizione riguardava, per la sola Regione Basilicata, la riorganizzazione della rete laboratoristica.

Per le rimanenti otto Regioni (tra cui l’Abruzzo), quelle che hanno sottoscritto un Piano di rientro, pur rilevando un progressivo miglioramento per quanto riguarda la riorganizzazione del sistema informativo e delle reti assistenziali, persistono significative inadempienze, tra cui quelle relative a:

  • riorganizzazione dei punti nascita
  • cure palliative
  • prevenzione
  • riorganizzazione della rete dei laboratori.

E’ questo il quadro mostrato dal report  realizzato dalla Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della Salute sulla base del lavoro del Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei Lea.

E’ questo l’unico rapporto reso pubblico. Ieri, invece, si era detto che i «complimenti» rivolti all’Abruzzo riguardavano il monitoraggio dei Lea del 2014 ma pare inverosimile che ieri il ministero –già in possesso di tutti i risultati del 2014 – si sia limitato a pubblicare solo quelli del 2013. I dati pubblicati dunque riguardano in pieno ancora la gestione del centrodestra nel suo quinto anno di governo.

 VERIFICA ADEMPIMENTO “MANTENIMENTO EROGAZIONE LEA”: 9 REGIONI ADEMPIENTI (L’ABRUZZO NON C’E’)

Il monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), realizzato attraverso l’utilizzo di un definito set di 32 indicatori (Griglia LEA) ripartiti tra l’attività di assistenza negli ambienti di vita e di lavoro, l’assistenza territoriale e l’assistenza ospedaliera erogate dalle Regioni, consente sia di individuare per le singole realtà regionali quelle aree di criticità in cui si ritiene compromessa un’adeguata erogazione dei livelli essenziali di assistenza, sia di evidenziare i punti di forza della stessa erogazione.

L’adempimento sul “mantenimento nell’erogazione dei LEA” si inserisce nell’ambito della “Verifica Adempimenti” affidato al Comitato LEA che congiuntamente al Tavolo di verifica degli adempimenti, consente alle Regioni coinvolte (sono escluse la Valle d’Aosta, le due Provincie Autonome di Bolzano e Trento, il Friuli Venezia Giulia e la Sardegna dal 2010) di accedere alla quota premiale delle somme dovute a titolo di finanziamento della quota indistinta del fabbisogno sanitario al netto delle entrate proprie (cfr. Verifica Adempimenti LEA 2013).

Nel documento “Adempimento mantenimento nell’erogazione dei LEA 2013 a cura dell'Ufficio VI della Direzione generale della programmazione sanitaria si illustrano gli indicatori utilizzati, la metodologia di valutazione complessiva e sintetica dell’insieme degli indicatori e i risultati ottenuti dalle Regioni attraverso una classificazione a tre livelli (adempienza, adempienza con impegno, critica). In considerazione del fatto che i Livelli Essenziali di Assistenza devono essere garantiti a tutti i cittadini italiani, indipendentemente dall’accesso o meno della Regione di residenza ad uno specifico finanziamento, sono riportati anche i dati delle Regioni Valle D’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e delle Province Autonome di Trento e Bolzano per il triennio 2011-2013.

Nel 2013, sulle sedici Regioni monitorate, sono 9 quelle adempienti in base alla griglia: Toscana, Emilia R., Piemonte, Marche, Veneto, Lombardia, Liguria, Umbria, Sicilia.

Sono invece adempienti con impegno su alcuni indicatori: Abruzzo, Lazio, Basilicata, Molise, Calabria, Campania, Puglia.

Nello specifico l’Abruzzo deve migliorare alcune criticità individuate nello screening, prevenzione veterinaria, assistenza residenziale agli anziani e assistenza farmaceutica.

Rispetto all’anno 2012, si osserva un miglioramento per la Sicilia che avendo assolto gli impegni previsti risulta adempiente e per la Campania che passa da una situazione critica ad un livello in cui, assolvendo alcuni impegni può diventare adempiente. Ciò evidenzia l’effetto positivo del programma di supporto alle Regioni attraverso i Piani di rientro. Diversamente, rispetto all’anno 2012, nel 2013 si osserva un complessivo peggioramento per le regioni Lazio e Basilicata che passano da una situazione di adempienza ad una adempienza con impegno.

Anche nel 2013 si conferma l’importante variabilità del mantenimento nell’erogazione dei LEA sia all’interno della stessa Regione che tra le diverse Regioni. Anche l’andamento temporale dei singoli indicatori è caratterizzato da una notevole variabilità geografica.

Rispetto al 2012 si conferma il trend in diminuzione dei ricoveri ospedalieri per tutte le Regioni, e l’aumento dell’appropriatezza dell’assistenza ospedaliera erogata, già osservati rispetto all’anno 2011.

Le note negative riguardano la copertura vaccinale nei bambini a 24 mesi per una dose di vaccino contro morbillo, parotite, rosolia e la copertura vaccinale per vaccinazione antinfluenzale nell’anziano che, fanno registrare un complessivo peggioramento in tutto il paese.  La percentuale di parti cesarei primari è ancora elevata ed in particolare in alcune realtà regionali si osserva addirittura un aumento dei valori percentuali; anche la percentuale di pazienti con frattura del femore operati entro 2 giorni non raggiunge ancora livelli soddisfacenti pur osservando in alcune Regioni un netto miglioramento.