SANITA'

Troppi cesarei e pochi vaccini: solo 9 regioni in regola

Rapporto Lea Ministero Salute, meno ricoveri inappropriati

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Troppi cesarei e pochi vaccini: solo 9 regioni in regola

ROMA. Troppi cesarei e pochi vaccini, con varie aree dell'assistenza ancora da migliorare, e solo 9 Regioni 'promosse' nell'attuazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), ovvero le cure garantite ai cittadini dal Servizio sanitario nazionale.

E' la mappa che emerge da due Rapporti pubblicati oggi dal ministero della Salute - relativi al monitoraggio dei Lea e all'efficienza del sistema sanitario italiano - che subito hanno acceso il confronto tra le Regioni, con la Toscana, come evidenzia il presidente Enrico Rossi che si classifica al primo posto per cure e servizi erogati.

Sul podio anche Emilia Romagna e Piemonte mentre l'ultima nella classifica delle 16 monitorate è la Puglia. Esulta anche il presidente del Veneto Luca Zaia che afferma: «Laurea a pieni voti senza tasse, ticket e con i conti in ordine. Siamo orgogliosi ma attoniti per i tagli uguali ai bocciati».

 In tutte le Regioni, sottolinea il ministero, si registra una diminuzione dei ricoveri ospedalieri e l'aumento della appropriatezza dell'assistenza.

Le note negative riguardano però la copertura vaccinale nei bambini a 24 mesi e quella per la vaccinazione antinfluenzale nell'anziano, che «fanno registrare un complessivo peggioramento in tutto il Paese».

 Regioni bocciate anche rispetto ai cesarei: la percentuale di cesarei primari, si legge nel Rapporto, «è ancora elevata ed in particolare in alcune realtà regionali si osserva addirittura un aumento dei valori percentuali».

 Anche la percentuale di pazienti con frattura del femore operati entro 2 giorni «non raggiunge ancora livelli soddisfacenti, pur osservando in alcune Regioni un netto miglioramento».

 In particolare, il Rapporto sui Lea riguarda 38 adempimenti che le Regioni devono rispettare per accedere a una quota premio del fondo sanitario nazionale, come l'attivazione di flussi informativi sulle liste di attesa e la riorganizzazione del percorso nascita.

Sulle 16 monitorate (le restanti 5 Regioni e Province non sono state incluse perchè a statuto speciale), 8 sono le Regioni in regola: Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Toscana, Umbria e Veneto. Per le rimanenti 8 Regioni, quelle che hanno sottoscritto un Piano di rientro, pur rilevando un progressivo miglioramento per quanto riguarda la riorganizzazione del sistema informativo e delle reti assistenziali, si legge, «persistono significative inadempienze, come la riorganizzazione dei punti nascita, le cure palliative, la prevenzione e la riorganizzazione della rete dei laboratori».

 Il secondo Rapporto, invece, riguarda il monitoraggio dei Lea realizzato attraverso l'utilizzo di un set di 32 indicatori (Griglia Lea) ripartiti tra l'attività di assistenza negli ambienti di vita e di lavoro, l'assistenza territoriale e l'assistenza ospedaliera erogate dalle Regioni: si tratta della fotografia della capacità delle Regioni di garantire ai cittadini l'erogazione dell'assistenza secondo standard di appropriatezza e qualità. Nel 2013, sulle 16 Regioni monitorate, sono 9 quelle adempienti in base alla griglia: Toscana, Emilia R., Piemonte, Marche, Veneto, Lombardia, Liguria, Umbria, Sicilia. Rispetto al 2012, si osserva un miglioramento per la Sicilia e per la Campania.