LA PROTESTA

Cemento nei parchi d’Abruzzo? «Inaccettabile il masterplan della Regione»

La protesta delle associazioni ambientaliste

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

248

Cemento nei parchi d’Abruzzo? «Inaccettabile il masterplan della Regione»

ABRUZZO. LIPU, Mountain Wilderness, Pro Natura, Salviamo l’Orso, WWF  e Touring Club Italiano chiedono un profondo cambiamento in direzione di un miglioramento della qualità del territorio e di un turismo basato sulla tutela dell’ambiente

Il collegamento scioviario (con ben cinque nuovi impianti a fune) dei complessi sciistici di Roccaraso e Rivisondoli con quelli di Passo Godi e Scanno (in Siti di Interesse Comunitario e Zone di Protezione Speciale tutelate a livello europeo), interventi per lo sviluppo del turismo invernale nelle aree montane del Parco Nazionale del Gran Sasso e di quello della Majella, interventi a tappeto nel settore del "wellness" (con realizzazione di “nuove attività ricettive”) in tutto il comprensorio settentrionale del Parco Nazionale della Majella. Questi i pesanti interventi contenuti nello schema di “masterplan” appena presentato dal Presidente della Regione D’Alfonso, da finanziare con oltre 100 milioni di Euro provenienti da interventi di riassestamento di bilancio del Governo nazionale.

Ma cosa c’è nel “master plan” nel capitolo della tutela del territorio? Solo numerosi interventi di regimazione delle acque a scopo irriguo, contestano gli ambientalisti,  e qualche generico intervento di lotta al dissesto idrogeologico, di riduzione del rischio idraulico e dell’erosione costiera. «In pratica, soltanto interventi che mirano ad arginare gli effetti, senza agire mai sulle cause dei problemi».

Le Associazioni ecologiste, riunite nel cartello EmergenzAmbiente Abruzzo, chiedono all’Amministrazione Regionale un incontro urgente per riesaminare insieme tutto il pacchetto sotto il profilo della tutela ambientale, così come avvenuto per il Piano di sviluppo del Gran Sasso con il vice presidente Lolli, in modo da non dover arrivare alla fase operativa con polemiche e battaglie muro contro muro, «sicuramente nell'interesse di nessuno e che farebbero solo perdere tempo e soldi a tutti».

«Insistere su interventi pesanti nelle aree protette a livello nazionale ed europeo significa infilarsi in un vicolo cieco che non potrà che portare al totale immobilismo ed alla perdita di questi ingenti finanziamenti», dicono le associazioni. I nuovi interventi di infrastrutturazione sciistica proposti sono infatti vietati dalla normativa europea e nazionale posta a tutela di habitat e specie di grande valore ecologico, come l’orsomarsicano, il lupo, il camoscio d’Abruzzo e l’aquila reale.

«Senza considerare», aggiungono le associazioni, «che il “masterplan” di D’Alfonso è in palese contrasto con il rilancio del progettoAPE (Appennino Parco d'Europa), con il PATOM, strumento voluto anche dalla Regione Abruzzo per la tutela dell’Orso Marsicano, e con il percorso teso a far riconoscere dall’UNESCO le nostre montagne come Patrimonio Mondiale dell’Umanità».