ECONOMIA

Lavoratori pubblici sul piede di guerra: «mobilitazione totale per rinnovo contratto»

28 novembre prevista manifestazione nazionale

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Lavoratori pubblici sul piede di guerra: «mobilitazione totale per rinnovo contratto»

 ABRUZZO. Una mobilitazione di tutti i lavoratori dei ministeri, amministrazione per amministrazione, per costringere il Governo a restituire le risorse della produttività sottratte dalla legge di assestamento di bilancio.

I segretari Enrico Sodano (Fp Cgil), Vincenzo Mennucci (Cisl Fp), Giampiero Fattore (Uil Pa) e Vincenzo Rosato (Consal Unsa), scendono sul piede di guerra e lanciano oggi al Ministero delle Economie e Finanze di Pescara la prima assemblea in programma. Un percorso che riguarderà tutte le amministrazioni ministeriali, accompagnato da iniziative e presidi a fine turno, e che culminerà il 28 novembre nella manifestazione nazionale che vedrà in piazza i lavoratori di tutti i settori dei servizi pubblici per chiedere un rinnovo di contratto dignitoso.

I lavoratori della Ragioneria Territoriale dello Stato di Pescara esprimono lo stato di profondo disagio causato da quello che definiscono un vero e proprio attacco quotidiano dei mezzi di comunicazione ai dipendenti pubblici, «mentre si constata che in nessun modo emerge la capacità di adattamento e di sacrificio richiesta ai lavoratori dalla riforma della Pubblica amministrazione in continuo divenire, a fronte di un trattamento economico che, solo se integrato dalle risorse destinate alla produttività, può definirsi dignitoso».

«Il Governo con disegno di legge di stabilità 2016 rende definitivo lo scippo ai danni dei lavoratori ministeriali compiuto con la legge di assestamento di bilancio 2015 che ha cancellato le risorse destinate per contratto all’incremento della produttività e al miglioramento dei servizi», dicono i sindacati. «Non solo dunque si nega un giusto rinnovo di contratto atteso 6 anni, ma addirittura si taglia il salario ai dipendenti dei ministeri».

«E’ inaccettabile che si sottraggano ai salari in godimento le risorse che servono per retribuire le turnazioni, la reperibilità, le indennità ed altri strumenti che  garantiscono le aperture straordinarie e il funzionamento degli uffici pubblici. Con il ddl stabilità 2016 si produce un danno economico strutturale ai lavoratori dei ministeri pari nel complesso a circa 80 milioni».

Per questo e per un vero rinnovo del contratto i lavoratori si dicono pronti a una grande mobilitazione. A partire dalla assemblea di oggi e da quelle in programma nei prossimi giorni. «Chiediamo al governo il ripristino immediato, pieno e totale delle risorse destinate alla produttività. Non ci fermeremo fin tanto che i lavoratori non avranno indietro i loro soldi e un rinnovo di contratto vero che garantisca sostegno ai salari e innovazione nei servizi».