IL MAGAZZINO

Abruzzo Engineering, dopo il terremoto sparirono 10 mln di euro dal bilancio?

Dopo i 10 mln di euro girati a Selex senza giustificativi forse emergono altre incongruenze

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Abruzzo Engineering

ABRUZZO. Ed il “magazzino” all’improvviso non c’è più: da un anno all’altro si alleggerisce e tutto torna a quadrare.

Il terremoto de L’Aquila del 2009 ha fatto crollare anche molte certezze e creato un caos senza precedenti anche negli enti pubblici.

Qualcosa del genere deve essere successo anche ad Abruzzo Engineering che nel 2009 non si era ancora ripresa dagli arresti del suo presidente, Lamberto Quarta, che aveva fatto volare la società mista controllata dalla Regione con centinaia di milioni di euro di commesse ricevute direttamente dalla stessa Regione e poi per lo più “lavorate” da Selex (Finmeccanica).

Pochi mesi dopo gli arresti di Sanitopoli, Abruzzo Engineering più che in crisi entra nel panico e da un giorno all’altro si parla di cassa integrazione e di carenza di commesse. Una crisi lunga e profonda, una stasi inspiegabile e inspiegata che ha di fatto lasciato nel congelatore oltre 100 famiglie fino al 2015 quando la Regione veloce di D’Alfonso, con l’accordo di quasi tutte le forze politiche che l’hanno sfruttata, hanno deciso il rilancio ed il rifinanziamento del carrozzone politico.

Le commesse -dopo le ultime della Protezione civile- accusano una battuta di arresto perché la Regione con Chiodi decide di bloccare gli affidamenti diretti (irregolari).

E’ in questo scenario che si vanno a collocare i dubbi che ora emergono a fatica e non senza timori dalle vecchie carte dimenticate ed impolverate tra le cui pieghe forse sono ancora visibili le storture di un sistema che non troverà mai né ragioni né colpevoli.

 Nell’ultimo documento che PrimaDaNoi.it ha potuto visionare si comprende quale strano gioco di fatture e storni viene fatto tra Abruzzo Engineering e Selex e come vengono distratti i fondi europei del Por-Fesr. Ed è strano che nemmeno quei politici aquilani sempre attenti e pronti a spendere parole per Abruzzo Engineering non abbiano inteso commentare né spiegare e nemmeno chiedere conto a coloro che all’epoca erano stati messi lì da loro stessi. Non resta che la speranza di un giudizio equo da parte della Corte dei Conti chiamata a decidere sull’argomento.

Ora, però, guardando i bilanci di quei tragici anni dal 2008 al 2010 salta all’occhio un’altra stranezza che potrebbe essere spiegata da chi allora c’era ad ha scritto, controllato e approvato la regolarità piena dei conteggi.

Visionando i bilanci si può riscontrare facilmente che al 31 dicembre 2008 vi sono immobilizzazioni per € 9.903.945,00 più Rimanenze pari a € 10.842.408,00. Nell’ipotetico virtuale "magazzino" dei contabili ci sono  € 20.746.408,00 derivante dalla somma delle due voci.
Nel corso dell'anno 2009 sono stati acquisiti servizi per € 16.478.079,00 che significa, sì spendere, ma anche acquisire valore ed infatti nel magazzino virtuale ci sono ora  € 37.224.432,00 ma siccome si sono registrate anche vendite (Ricavi) per € 17.401.288,00 il  "magazzino" scenderebbe a € 19.823.144,00.

Il calcolo dovrebbe essere semplice per qualunque ragioniere ma non per quelli di Abruzzo Engineering che nel bilancio 2009 approvato a fine 2010 segnano Immobilizzazioni per € 8.936.942,00.

All’appello mancano € 10.886.202,00.

Forse è solo un caso che la cifra assomigli molto a quegli altri 10 milioni (per la precisione 11,1mln di euro) che sarebbero stati trasferiti senza giustificativi a Selex relativi ai Por Fesr, finanziamenti europei poi utilizzati anche per altro e individuati solo nel 2014 dagli ispettori della Regione.

Forse non c’entra nulla e sarebbe il caso che si verifichino a fondo i bilanci per constatarne davvero la rispondenza reale anche se questo è già stato fatto a più livelli.

Sta di fatto che poi nel 2010 anche i finanziamenti europei vengono a mancare e qualcosa si inceppa. Non si sono mai avute notizie di controlli approfonditi sulle lavorazioni ed i faraonici progetti affidati ad Abruzzo Engineering così come non si hanno notizie certe e veritiere sui collaudi effettuati su quelle stesse opere pagate caramente.

Così ora dalle carte pubbliche saltano fuori tre possibili ipotesi: non mancano affatto 10mln di euro ma allora c’è un errore nel bilancio; oppure mancano “solo” 10mln di euro che coincidono con quelli europei girati a Selex e non giustificati; oppure ancora mancherebbero i 10 milioni girati a Selex più gli altri 10 mln spariti dal “magazzino”.

 DI sicuro potrebbero bene chiarire questa e altre vicende sia l’ex presidente Gianni Chiodi, il suo vice Alfredo Castiglione come vertici politici, ma anche il famoso consulente chiamato a mettere ordine, Carmine Tancredi, già socio di studio di Chiodi e l’uomo a cui nel 2010 l’assessore regionale Stati chiedeva consigli su cosa fare per far arrivare commesse ad Abruzzo Engineering dalla Protezione Civile.

Pare che in pochissimi abbiano visto la relazione finale della sua consulenza Tancredi che  non è stata mai resa pubblica e di sicuro non ha risolto i problemi della società controllata dalla Regione.