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Polizia locale, Febbo frena D’Alfonso: «non c’è bisogno di nuove leggi»

«Si dia attuazione alla Legge esistente convocando il Comitato tecnico»

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Polizia locale, Febbo frena D’Alfonso:  «non c’è bisogno di nuove leggi»

L’AQUILA. Si sono svolti sabato scorso gli Stati generali della polizia locale convocati dall'ex comandante Ernesto Grippo, ora capo di gabinetto del presidente D'Alfonso.

Nel corso dell’incontro si è paventata la possibilità di predisporre una nuova legge regionale e dei suoi regolamenti attuativi.

Oltre 200 gli agenti, ufficiali, responsabili e comandanti in rappresentanza di oltre 150 Comuni che hanno partecipato all’incontro che si è tenuto all’Aurum.

La riunione ha avuto lo scopo di illustrare e condividere la proposta del progetto finalizzato alla regolamentazione del ruolo e delle funzioni della Polizia Locale per ottimizzare la distribuzione delle risorse sul territorio. Durante i lavori sono state  presentate le  innovazioni normative che la Regione ha in programma di introdurre e il percorso da avviare per l’attuazione delle stesse, volte anche al riconoscimento e alla valorizzazione della figura e del ruolo degli Operatori di Polizia Locale.

LE TRE FASI

Il progetto ipotizzato si sviluppa in tre fasi: predisposizione di una nuova legge regionale e dei suoi regolamenti attuativi; progettazione e realizzazione di un nucleo di coordinamento e controllo delle varie polizie locali (centrale unica di committenza, ufficio unico per i procedimenti disciplinari, coordinamento delle varie imposte, tasse e sanzioni in tema di Codice della Strada); progettazione e programmazione della Polizia municipale integrata con le Forze di Polizia.

«NON SERVE UNA NUOVA LEGGE»

«Ma di nuove leggi la nostra regione non ne ha bisogno visto che ne esiste già  una, la n. 42/2013, approvata dal Consiglio Regionale», contesta il presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo.

Secondo il consigliere regionale di Forza Italia, infatti, non sono necessarie rivisitazioni «anche alla luce del parere espresso dal servizio legislativo della Regione, che ha demolito l'Art. 62 (originario) della Legge Omnibus che detta i principi in materia di Polizia Locale contrari al diritto vigente».

La legge n. 65/86, infatti, non consente alle Regioni di legiferare sulla creazione di un Corpo Unico di Polizia Regionale che miri ad accorpare il Corpo di Polizia Municipale/Locale: «questa Polizia non è presente in nessuna norma, in contrasto insanabile con la Costituzione della Repubblica Italiana», spiega Febbo.

«Inoltre, la Regione non può assolutamente assurgere a funzioni di controllo delle Polizie Municipali, Forze di Polizia autonome sia amministrativamente che finanziariamente rispetto allo stesso Comune di appartenenza». 

Riguardo al punto in cui la Delibera di Giunta n. 582 del 06/07/2015 conferisce incarico per la costituzione di un gruppo di lavoro, Febbo ricorda che questo gruppo è previsto dalla vigente legge regionale 42/2013 che attende di essere pienamente attuata.

Dunque la convocazione del Comitato Consultivo  è urgente «configurandosi a oggi una grave omissione e negligenza da parte del dirigente incaricato alla Polizia Locale e Legalità, il quale non ha mai dato ottemperanza alle prescrizioni di legge. Comitato Consultivo Regionale, costituito dalle eccellenze territoriali di appartenenti alla Polizia Municipale d'Abruzzo, chiamati per legge a svolgere gratuitamente siffatta attività professionale. Per di più con la dedizione e la conoscenza relativa alle problematiche che quotidianamente vivono sul  territorio, e su cui, di fatto, hanno capillare esperienza».

Secondo il presidente della Commissione Vigilanza, inoltre, sarebbe da ritenersi illegittimo ed arbitrario il parere di legittimità e di regolarità tecnica espresso dal dirigente del Dipartimento («peraltro non competente nel merito vista la materia»), palesemente in contrasto con la Legge nazionale e con la vigente Giurisprudenza, poiché “permette” alla Giunta Regionale di esercitare attività e competenze opposte e contrarie a quanto legiferato dal Consiglio Regionale.

Per  ricondurre tutte le attività in materia di Polizia Locale nella piena legalità, è stato chiesto alla Regione di dare attuazione piena e completa alla legge n.42/2013 che resta inapplicata mentre sarebbe intenzione della Giunta modificare i criteri di accesso al ruolo di Comandante limitandone le prerogative.

«Tutto ciò senza che il Comitato tecnico previsto dalla Legge regionale come strumento qualificato per supportare l’attività della Giunta e del Consiglio sia stato insediato. Per questo nei giorni scorsi – conclude Febbo - sindacati, comandanti dei capoluoghi e di importanti centri abruzzesi, associazioni di categoria che sono componenti del comitato consultivo per la Polizia locale, a due anni dall’entrata in vigore della Legge hanno sottoscritto un documento per chiedere che si arrivi alla loro convocazione fissando una riunione entro la fine dell’anno in corso. Si attende un intervento fattivo e concreto da parte del presidente D’Alfonso, magari sensibilizzato dal suo collaboratore Grippo».