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La Saga rilancia: lavori da 10mln di euro mentre gli uffici della Regione bocciano la nuova legge

Sempre più problematico elaborare la nuova legge regionale per rifinanziare la società

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La Saga rilancia: lavori da 10mln di euro mentre gli uffici della Regione bocciano la nuova legge

 ABRUZZO. Come al casinò quando si perde e si perde ancora per cercare di scongiurare la sconfitta definitiva c’è una sola cosa da fare: rilanciare con il doppio della posta.

La Saga sembra non pensare minimamente alle possibilità nere del default o del fallimento o, nel caso meno limite, al commissariamento della società da parte del ministero e rilancia con lavori per oltre 10 mln di euro già finanziarti con fondi europei.

Si tratta di una serie di lavori che mirano a potenziare sia la parte della pista che del piazzale di sosta degli  aeromobili ma anche le strutture interne ed i servizi. Insomma con questi lavori alla fine avremo di sicuro un aeroporto più moderno e funzionale ed in grado di competere.

Speriamo che per allora ci siano anche gli aerei in arrivo e in partenza…

   Così nel quadro di interventi di manutenzione straordinaria si rifarà la pavimentazione della pista di volo, della pista di rullaggio e dei raccordi; e poi ancora la manutenzione della segnaletica della pista e delle vie di rullaggio e la riqualificazione del piazzale di sosta, per un ammontare complessivo di 4.420.000 euro previsti dai finanziamenti del programma Par-Fsc. 
Il piano di interventi prevede per oltre 2,3mln di euro lavori per la migliore fruibilità dei reparti di volo degli enti di Stato.

Ulteriori progetti prevedono la realizzazione di un impianto di trattamento delle acque di prima pioggia, provenienti dalle piste di volo e di rullaggio e dai piazzali esistenti all’interno dell’aeroporto. Un intervento finanziato da fondi regionali con un quadro economico pari a 930.000 euro.

All’interno della aerostazione è prevista una nuova distribuzione degli spazi interni per ampliamento delle aree destinate ai transiti dei passeggeri, ai controlli di sicurezza e dei gate (dagli attuali 3 a5). Tra le altre opere previste, sono contemplate la delimitazione della zona dedicata alla fila per controlli di sicurezza, lo spostamento dell’area controlli di sicurezza con aumento dei varchi, la creazione di spazi di servizio in zona airside, inclusa una zona ristoro per i passeggeri, l’unificazione della sala arrivi nazionali e internazionali, la realizzazione di una nuova sala amica e nuovo pronto soccorso, la schermatura dei vetri della cupola centrale per risparmio energetico. Il relativo quadro economico, pari ad un importo di 3.960.000 euro consta di finanziamenti previsti dalle risorse del programma Par-Fsc 

A questi cantieri in apertura si aggiunge la gara recentemente indetta da Saga, inerente l’affidamento del servizio di pulizia e facchinaggio pubblicato sul sito dell’aeroporto d’Abruzzo, con relativa descrizione dei requisiti richiesti e delle modalità di adesione e di presentazione della candidatura, indicata nel termine ultimo del 19 novembre 2015. 

CONSIGLIERE AVVISATO MEZZO SALVATO

Mentre tutto questo avviene, nelle stanze del Consiglio regionale e della Regione si lavora incessantemente per cercare di trovare la migliore formula giuridica blindata per far arrivare lecitamente nuovi fondi alla Saga da quello che ormai è il quasi socio unico: la Regione.

Ma ci sono molti problemi sul tavolo non ancora risolti e dopo quelli  avanzati anche da PrimaDaNoi.it qualche giorno fa ora si scopre che gli stessi uffici tecnici della Regione hanno messo nero su bianco le medesime perplessità avvisando ancora una volta i consiglieri dell’enorme rischio (quasi certezza) di un nuovo scivolone anticostituzionale.

 Nella relazione tecnica alla proposta di legge firmata da Pd e Fi gli uffici scrivono senza mezzi termini che

 «l’intervento normativo proposto dal p.d.l. in esame non sembra porsi in linea con i parametri costituzionali e interposti sopra richiamati e con la citata giurisprudenza costituzionale in materia, la quale, tuttavia, è bene precisare, si è formata su fattispecie normative intervenute prima dell’adozione dei recenti Orientamenti sugli aiuti di Stato agli aeroporti ed alle compagnie aeree, adottati dalla Commissione europea.

Peraltro, il provvedimento nella misura in cui intende riproporre nella sostanza norme già dichiarate incostituzionali dalla Corte potrebbe presentare un ulteriore vizio di legittimità costituzionale sub specie violazione del giudicato costituzionale ex all’articolo 136 della Costituzione. La Corte ha infatti in più occasioni affermato che “il giudicato costituzionale è violato non solo quando il legislatore emana una norma che costituisce una mera riproduzione di quella già ritenuta lesiva della Costituzione, ma anche laddove la nuova disciplina miri a perseguire e raggiungere, “anche se indirettamente”, esiti corrispondenti” (sentenze n. 73 del 2013, 245 del 2012, n. 223 del 1983, n. 88 del 1966 e n. 73 del 1963)».

 Esattamente quello che la Regione veloce di D’Alfonso sta cercando di fare: riuscire a raggiungere il medesimo obiettivo (finanziamenti alla Saga) escogitando itinerari diversi da quelli già bocciati.

C’è poi un altro dettaglio messo nero su bianco dagli uffici legali della Regione: la notifica della legge alla Commissione Europea che deve valutarla ed emettere il proprio parere di conformità che scarterebbe l’ipotesi di un aiuto di Stato illegittimo alla Saga.

 La Regione però finora non ha mai notificato le leggi approvate sulla Saga cosa che non potrà non fare questa volta in presenza di carte e norme chiare che non potranno essere violate senza pesanti ripercussioni.

Infatti gli uffici scrivono che

«Salvo disposizione contraria dei regolamenti adottati a norma dell'articolo 109 TFUE o di altre disposizioni pertinenti dello stesso, qualsiasi progetto di concessione di un nuovo aiuto deve essere notificato tempestivamente alla Commissione dallo Stato membro interessato. La Commissione informa immediatamente lo Stato membro interessato della ricezione della notifica».

 Questa volta non si può proprio sbagliare a meno che non si voglia davvero rischiare uno scontro diretto con l’Europa e rischiare azioni di responsabilità in capo ai consiglieri che voteranno una legge che per la terza volta sarà giudicata incostituzionale o irregolare.

A tutto c’è un limite.