LA NUOVA (SANTA) CROCE

Santa Croce, Lolli: «priorità alla tutela dei 70 lavoratori»

La storia parte nel 1979 e arriva ai giorni nostri

Redazione Pdn

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Santa Croce, Lolli: «priorità alla tutela dei 70 lavoratori»

Giovanni Lolli

ABRUZZO. «Su quest’argomento abbiamo fatto tante riunioni, e altre ne faremo, perché ci sta a cuore innanzitutto la salvaguardia dei livelli occupazionali».

E’ quanto dichiara il vicepresidente della Giunta regionale Giovanni Lolli a proposito della vicenda della Santa Croce di Canistro. Una vicenda abbastanza intricata, ‘aggravatasi’ negli ultimi giorni con l’arresto dell’ad Camillo Colella. Ma l’attività va avanti, pensando però all’imminente futuro.

La concessione per la fonte S. Croce – Sponga, nel comune di Canistro, è stata rilasciata alla società Sorgente S. Croce spa con decreto del presidente della Giunta regionale d’Abruzzo n. 1871 del 4 ottobre del 1979, prorogata e rinnovata fino al 4 ottobre del 2014.

A settembre del 2014, poi, con deliberazione della Giunta Regionale n. 615, nelle more dello svolgimento della procedura ad evidenza pubblica per la nuova assegnazione in concessione della sorgente – è stata disposta la proroga della concessione per un periodo di 6 mesi agli stessi patti e condizioni in vigore. 
In vista dell’approssimarsi della scadenza della concessione mineraria, a febbraio scorso il dirigente del Servizio Risorse del territorio ed attività estrattive della Regione ha disposto di indire una gara con procedura ad evidenza pubblica con il criterio dell'offerta considerata più vantaggiosa attraverso una valutazione comparativa delle istanze.

Il bando di gara è stato pubblicato a marzo, scadenza aprile.
Due le aziende che hanno risposto al bando: Mastrocesare srl di Avezzano e Sorgente Santa Croce spa di Roma.

Con una determina firmata a giugno è stata disposta l’aggiudicazione definitiva in favore di quest’ultima; inoltre è stato deciso di procedere agli adempimenti connessi alla richiesta di documentazione per l'avvio delle fasi successive, compresi quelli inerenti il rilascio della concessione; e di sospendere, come normativamente prescritto, l’efficacia dell’aggiudicazione definitiva fino alla conclusione delle attività di verifica dei requisiti generali di partecipazione previsti, procedendo - per esigenze di celerità del procedimento - alla pubblicazione degli esiti di gara, fatti salvi gli effetti derivanti dall’eventuale esito negativo dei controlli e l’esercizio dei poteri di autotutela nei casi consentiti dalle norme vigenti.
Il Comune di Canistro a maggio ha presentato al Tar di L’Aquila un ricorso per l’annullamento e la riforma, previa sospensione, della determinazione. Il Tar non ha disposto la sospensiva e ha fissato l’udienza di merito per il giorno 7 ottobre e a, a seguito della presentazione di una richiesta di sospensione cautelare del Comune di Canistro per motivi aggiuntivi, ha rinviato al 21 l’udienza camerale (poi nuovamente rinviata al 16 dicembre).

Il Servizio regionale ha acquisito solo il 24 settembre scorso, dallo sportello Inps, il Durc irregolare della azienda aggiudicataria e, con nota del 21 ottobre, ha dato avvio alla procedura dell’annullamento all’aggiudicazione.

Successivamente lo studio legale della Sorgente Santa Croce spa, Mastroianni-Fasciani ha trasmesso memorie difensive e contestuale istanza di revoca per autotutela.

L’aggiudicazione provvisoria viene dichiarata dalla Commissione di gara ed è sottoposta ad approvazione della Stazione appaltante; nel caso in cui poi non venga approvata, entro 30 giorni, vale la previsione del silenzio-assenso; pertanto il provvedimento di aggiudicazione definitiva emesso è stato limitato alla rispondenza dei requisiti previsti dal bando di gara.

Così come prescrive la legge il possesso dei requisiti dichiarati deve essere comprovato fino alla sottoscrizione del contratto/concessione e, in ogni caso, dall’aggiudicazione definitiva non discende alcun diritto a stipulare il contratto.
«L’attività amministrativa della struttura regionale – conclude Lolli – è stata svolta secondo i dettami della legislazione vigente e in coerenza con i principi della trasparenza e della buona amministrazione pubblica.

Sto lavorando da tempo – spiega ancora Lolli – insieme ai sindacati, a Confindustria e al sindaco per trovare una soluzione che tuteli i 70 lavoratori dell’azienda. Purtroppo la proprietà finora ha fatto muro, ma noi profonderemo un impegno diuturno per arrivare ad una conclusione soddisfacente per i dipendenti».