DIFFIDENZA

Gasdotto Snam, Comitati svelano il ‘bluff’ di D’Alfonso: «non ci fidiamo di quest’uomo»

«La delibera contro il progetto non è sufficiente»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

593

Gasdotto Snam, Comitati svelano il ‘bluff’ di D’Alfonso: «non ci fidiamo di quest’uomo»

SULMONA. Nei giorni scorsi la giunta regionale ha detto no al progetto della centrale Snam ma i Comitati cittadini per l’ambiente sono ancora furiosi e sostengono che la politica regionale stia prendendo in giro chi da anni si batte contro il progetto del gasdotto e stia scivolando sempre di più verso le posizioni della multinazionale del gas e del Governo nazionale.
Nella scaletta della Giunta regionale del 3 novembre era pronta l'adozione di una seconda delibera per dire sì alla centrale di compressione ad alimentazione elettrica, e ciò in aperto contrasto con quanto deliberato alla unanimità dal Consiglio comunale di Sulmona il 30 ottobre scorso, che ha ribadito il no a qualsiasi tipo di centrale, a gas o elettrica. L'approvazione di questa delibera da parte della Giunta regionale comporterebbe l'azzeramento delle 6 delibere con cui il Governo regionale ha finora negato l'intesa sull'opera progettata dalla Snam.
All'ultimo momento, però, c'è stato un ripensamento e la delibera non è stata adottata. Ma permane il rischio «molto elevato», dicono i Comitati, che  essa possa essere votata nei prossimi giorni, se non addirittura nelle prossime ore.
Da qui la richiesta di una mobilitazione della politica, delle istituzioni locali e dei cittadini «per impedire che il Governo regionale, con il suo voltafaccia, porti a compimento un vero e proprio sopruso e con esso l'ennesimo tradimento dei legittimi diritti del Centro Abruzzo».

«IL PRESIDENTE PINOCCHIO»

La Giunta regionale dell'Abruzzo ha adottato ben 5 delibere per negare l'intesa con il Governo nazionale sul grande metanodotto Snam "Rete Adriatica" e sulla centrale di compressione prevista a Sulmona.
Il presidente Luciano D'Alfonso, nell'incontro presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri del 24 settembre scorso chiese: «si può passare ad un'alimentazione elettrica della centrale in sostituzione dell'alimentazione a gas?».

La Snam risponde: «la soluzione ad alimentazione elettrica è tecnicamente possibile e si rende disponibile a presentare modifiche progettuali in tal senso, a condizione che la Regione Abruzzo superi l'intesa negativa assunta relativamente al progetto e alle modifiche che comporteranno l'inserimento in progetto delle opere elettriche di connessione».
Il presidente D'Alfonso a questo punto afferma: «la nuova soluzione tecnologica comporterebbe il venir meno delle motivazioni alla base del diniego espresso».

«Davvero?», contestano i Comitati. «E l'incompatibilità urbanistica dell'opera? E l'impatto ambientale e paesaggistico, all'ingresso del Parco nazionale della Majella? E il rischio sismico? E i rischi per la salute (tutti ancora da valutare) derivanti dagli elettrodotti? E i danni all'economia locale? Ha considerato D'Alfonso che dicendo sì alla centrale dice automaticamente sì anche al metanodotto? Magia! Per D'Alfonso basta la sola idea (in Italia non esiste nessuna centrale di questo tipo) di "centrale di compressione a propulsione elettrica" per azzerare d'incanto tutte le criticità dell'opera e cancellare 8 anni di lotte contro l'ecomostro della Snam.
Nella successiva riunione del 5 ottobre, sempre presso la PCM, la Snam ribadisce le sue condizioni e "precisa che, qualora la soluzione con alimentazione elettrica non superi il dissenso della Regione, la PCM dovrà esprimersi sul progetto attuale che prevede l'alimentazione a gas».
Si stabilisce anche che nella seduta del 13 ottobre la Giunta regionale avrebbe adottato "l'atto tipico che esprime la posizione procedimentale della Regione". Ma il 12 ottobre i capigruppo consiliari del Comune di Sulmona scrivono a D'Alfonso chiedendogli di fermarsi e di non revocare il no all'intesa; e il 30 ottobre il Consiglio comunale di Sulmona approva alla unanimità una delibera con la quale conferma il no a qualsiasi tipo di centrale, a gas o elettrica, e chiede alla Regione di non rimettere in discussione la negazione dell'intesa, sia per la centrale che per il metanodotto.
Al momento sembra che la Giunta regionale non abbia ancora adottato nessuna delibera di revoca del no all’’intesa. In precedenza, lo scorso mese di agosto, la Giunta regionale aveva votato una delibera con cui aveva deciso di non costituirsi in difesa della recente legge regionale con cui si precisava l'ubicazione delle centrali di compressione e si stabilivano distanze di sicurezza dalle infrastrutture energetiche più idonee a garantire l'incolumità e la salute dei cittadini.
«La norma», ricordano i cittadini, «è stata impugnata dal Governo nazionale davanti alla Corte Costituzionale e la Giunta D'Alfonso, anziché difenderla, smentisce ed umilia clamorosamente l'intero Consiglio regionale.
C'è ancora qualcuno che possa fidarsi di quest'uomo?»