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Dirigenti Regione, Anticorruzione richiama D’Alfonso. «Moroni era incompatibile»

La denuncia del consigliere di Forza Italia Mauro Febbo

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Dirigenti Regione, Anticorruzione richiama D’Alfonso. «Moroni era incompatibile»

L’AQUILA. Sì, è vero, Alfredo Moroni, contemporaneamente dirigente regionale e assessore al Comune di L’Aquila era in posizione di incompatibilità.

A certificarlo è stata l’autorità nazionale Anticorruzione alla quale si era rivolto il presidente della Commissione Vigilanza, Mauro Febbo (Forza Italia).  Il presidente Francesco Merloni con la sua nota datata 3 novembre 2015 ha sconfessato anche il direttore generale della Regione, Cristina Gerardis, che aveva replicato al consigliere regionale sostenendo che fosse tutto in regola perché Moroni quando divenne assessore era già dipendente della Regione con la qualifica di dirigente.

A volere Moroni in Regione, nominato dirigente del Servizio Amministrazione Risorse Umane,  è stata la giunta D’Alfonso a dicembre 2014 che è andato a pescare nella giunta Cialente scegliendo l’assessore in carica dal maggio 2012. Un incarico della durata di 3 anni rinnovabili come specificato nella delibera 867.

C’è da sottolineare che Moroni a febbraio 2015 ha presentato le dimissioni dalla carica di componente della giunta comunale, dunque è venuta meno la causa di incompatibilità.

Una decisione arrivata dopo la nomina di direttore amministrativo dell'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente, l’Arta. Un altro pastrocchio, contesta oggi Febbo. Ora che fine faranno tutti gli atti sottoscritti da Moroni? Procureranno danni? E chi li paga?

Secondo il consigliere regionale di Forza Italia la situazione era chiarissima e bastava darsi una letta all’articolo 7, comma 1 del decreto legislativo 8 aprile 2013 numero 39 che sancisce che «colore che (…) nell’anno precedente siano stati componenti della giunta o del Consiglio (…) di un Comune con più di 15.000 abitanti della medesima regione (…) non possono essere conferiti (…) gli incarichi dirigenziali nell’amministrazione regionale». «Moroni», sottolinea Febbo, «era in una evidente situazione di inconferibilità dell’incarico dirigenziale» anche perché nel momento della nomina a dirigente lui era ancora un assessore in carica.

Dal momento che l’incarico è stato conferito dalla giunta regionale, i relativi componenti a questo punto sarebbero responsabili delle conseguenze economiche degli atti adottati e non possono per i prossimi tre mesi conferire incarichi».

«E’ vero», sottolinea ancora Febbo, «che a febbraio 2015 Moroni si è dimesso dall’incarico di assessore comunale ma questo non rimuove l’originaria causa di inconferibilità».

a.b.