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Assemblea Anci, Di Marco: «Si è aperto confronto per il bene del Paese»

«Pazienza e responsabilità, ma non di chiudere i servizi ai cittadini»

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Assemblea Anci, Di Marco: «Si è aperto confronto per il bene del Paese»

PESCARA. «Nonostante le ristrettezze e i sacrifici a cui sono sottoposte le politiche di bilancio e malgrado la lunga crisi economica, i Comuni sono e restano decisivi nel passaggio che dobbiamo affrontare».

E’ questo il cuore dell’intervento che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha tenuto davanti alla platea di sindaci ed amministratori riuniti a Torino per l’ultima giornata della XXXII Assemblea nazionale dell’Anci (29-31ottobre). Un’assemblea storica, perché caduta nel momento di trasformazione dell’organizzazione degli enti locali e alla vigilia di alcune modifiche costituzionali che cambieranno la governance delle amministrazioni pubbliche. Un’assemblea che ha aperto un confronto utile anche sulle Province, viste non più come enti da eliminare ma come “Hub dei servizi ai cittadini” da riorganizzare e mantenere ampliandone funzioni .
«Un successo su tutti i fronti», racconta Antonio Di Marco, presidente della Provincia di Pescara e Presidente dell’UPI Abruzzo, che ha seguito la tre giorni di lavori dell’assemblea, all’interno del Lingotto di Torino.

«Un successo per noi presidenti di Provincia impegnati all’interno dell’UPI, che dalla scorsa estate ci stiamo battendo con forza affinché le Province non vadano in dissesto. Abbiamo gestito un’emergenza istituzionale-finanziaria indotta, senza precedenti nella storia delle autonomie locali. Il decreto legge 78 ha dato un aiuto essenziale per salvare i bilanci 2015 dei nuovi enti di area vasta e siamo riusciti a fare i bilanci degli anni in corso,  e dunque a riprendere attività e investimenti. Ora dobbiamo riuscire, e dopo questa assemblea  sono ottimista, a far passare gli emendamenti in Senato per modificare la Legge di stabilità, cancellando il taglio di 500 milioni sulle Province che, se dovesse rimanere, manderebbe in dissesto tutte le Province italiane. Ora dobbiamo creare le condizioni per svolgere il nostro compito dal 2016 e negli anni successivi, programmare il futuro dei nostri territori».
«Nelle nuove Province dei Comuni» continua Di Marco, «il costo della politica è pari a zero: ogni risorsa utile è destinata ai servizi. Il presidente dell’UPI Achille Variati ha ribadito dal palco del Lingotto che ai sindaci può essere chiesta pazienza e responsabilità, ma non di chiudere i servizi ai cittadini. Per questo nei prossimi giorni l’UPI incontrerà diversi rappresentanti del Governo per discutere sulle modifiche necessarie alla manovra economica: sarà un confronto che porrà al centro l'interesse del Paese. Anche il sottosegretario Claudio De Vincenti ha ribadito ciò che il presidente Renzi ha chiarito nei giorni scorsi, e cioè che c'è il pieno impegno de Governo a garantire  i servizi essenziali delle Province. E' un segnale positivo che va nella direzione giusta».
Ma dall’assemblea di Torino sono venute fuori anche altre proposte. La riforma delle Province apre ad una straordinaria opportunità di semplificazione: i nuovi enti di area vasta, diventano le “Case dei Comuni” ovvero gli hub dei servizi sul territorio. Un concetto espresso dal presidente e sindaco di Pisa Marco Filippeschi, vice presidente Upi, ma ripreso da molti degli intervenuti. La Legge Delrio va vista anzi non come un punto di arrivo, ma un punto di partenza, che va attuata avviando un'opera di innovazione e di disboscamento delle miriadi di enti sul territorio. 
«Se utilizziamo l'area vasta come hub di servizi,  per le stazioni appaltanti, per costruire uffici unici centralizzati per tutti i comuni, per valorizzare al massimo la funzione di assistenza ai Sindaci che la Legge Delrio assegna alle nuove Province – ha detto Filippeschi -  non solo semplificheremo il sistema, ma ridurremo in maniera virtuosa la spesa pubblica, senza intaccare i servizi essenziali ai cittadini. Le nuove aree vaste  poi possono avere un ruolo chiave soprattutto se passerà la riforma che impone la fusione e non solo la fusione dei comuni piu' piccoli, con un nuovo modello di governance».
«Insomma un’assemblea utile per far ci capire che la strada sulla quale ci stiamo muovendo è quella giusta - ha concluso Di Marco - e che per i Comuni e gli Enti d’area vasta di apre una stagione nuova: una stagione che decreti un patto tra Comuni e Governo per guidare la ripresa del Paese e condividere le politiche di sviluppo, come ha ribadito il presidente dell’Anci Piero Fassino, nel suo discorso conclusivo dell’assemblea».