ABRUZZESI ILLUSTRI

Laurea ad honorem a Di Rupo. Di Stefano protesta: «offese le nostre Istituzioni»

Giovedì la consegna e il deputato di Forza Italia non ci sarà

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Laurea ad honorem a Di Rupo. Di Stefano protesta: «offese le nostre Istituzioni»

ABRUZZO. Giovedì prossimo Elio Di Rupo, già primo ministro del Belgio dal 2011 al 2014 ed ora sindaco di Mons, arriverà a Teramo per ricevere la laurea honoris causa in Scienze Politiche internazionali.

 Il riconoscimento gli verrà conferito per «alti meriti nel campo politico conseguiti durante la carriera culminata con la carica di Primo Ministro in Belgio e per aver propugnato ideali di giustizia sociale e libertà individuale».

La cerimonia solenne, che sarà aperta dal corteo accademico, si terrà alle 10.30 nell’Aula Magna del Campus universitario Aurelio Saliceti.

La cerimonia inizierà con l’intervento dal rettore Luciano D’Amico che ricorderà le fasi e i motivi che hanno portato l’Ateneo a conferire l’alto riconoscimento. A seguire il preside della Facoltà di Scienze politiche Enrico Del Colle terrà la laudatio al laureando Elio De Rupo che, dopo aver ricevuto la pergamena di laurea dalle mani del Rettore, terrà la sua lezione dottorale dal titolo Riconsiderare l’avvenire dell'UE.

Seguiranno gli interventi del sottosegretario di Stato all’Istruzione, Università e Ricerca Davide Faraone, del presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso e del vicepresidente del Consiglio Superiore della magistratura Giovanni Legnini.

La cerimonia sarà arricchita dalla presenza dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese e del tenore pescarese Piero Mazzocchetti.

Ma anche in questo caso non manca la polemica. Non parteciperà all’evento, sebbene sia stato invitato, il deputato di Forza Italia, Fabrizio Di Stefano che dice senza indugio: «reputo inopportuna l'assegnazione di tale onorificenza al prescelto. Non faccio riferimento a questioni extra politiche che, suo malgrado, lo hanno visto più volte coinvolto, quanto invece all'atteggiamento di chiusura ideologica che ha dimostrato sovente, con una scarsa disposizione ai princìpi di rispetto dei ruoli istituzionali e di dispregio dello Stato italiano».

Di Stefano ricorda che la laurea ad honorem può essere conferita soltanto a persone viventi che, per opere compiute o pubblicazioni fatte, siano venute in meritata fama di singolare perizia nelle discipline della Struttura Didattica e di Ricerca per cui è concessa.

 «Non si giustificano dunque, in questo personaggio politico, motivazioni adeguate al rilascio di codesto titolo onorifico, dal momento che non ci risultano né opere, né pubblicazioni dello stesso, atte a giustificare la "fama di singolare perizia"».

Ma Di Stefano fa anche un passo indietro e ricorda quando Di Rupo, nel corso di un Consiglio dei Ministri europeo del 1994, si rifiutò di stringere la mano a Giuseppe Tatarella, all'epoca Vice Presidente del Consiglio del Governo italiano, per la sua appartenenza politica.

«Così come non è stata un'opera meritoria», va avanti l’esponente di Forza Italia, «l'aver impedito, nel 2002, il quasi concluso gemellaggio tra la città di Frameries ed il Comune di San Giovanni Rotondo, colpevole quest'ultimo di avere in Giunta dei componenti di Alleanza Nazionale. Come riportato dalle cronache di quei giorni, l'indicazione di far saltare tutto sarebbe partita proprio da Di Rupo che, nella sua veste di presidente dei socialisti belgi, sarebbe stato perentorio con il sindaco di Frameries, compagno di partito: «Con gli italiani nessun gemellaggio, annulla tutto», riportano le cronache dell'epoca. Questi atteggiamenti offensivi verso le nostre Istituzioni nazionali e che palesano disprezzo nei confronti della nostra Patria, unitamente all'assenza di requisiti scientifici adeguati, rendono a mio avviso assolutamente inopportuno il conferimento della Laurea Honoris Causa al Ministro Di Rupo».