CARTA CANTA

Ginecologia Oncologica, il ‘bluff’ del potenziamento dell’ospedale di Ortona

Il reparto è solo temporaneamente allocato al Bernabeo poi tornerà a Chieti

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Ginecologia Oncologica, il ‘bluff’ del potenziamento dell’ospedale di Ortona

Silvio Paolucci

ORTONA. Tutti felici e contenti per la ‘nuova vita’ del reparto "Ginecologia Oncologica" dell'ospedale di Ortona.

Nei giorni scorsi è stato nominato il primario: si tratta di Francesco Fanfani, 41 anni, scelto per il suo «prestigioso curriculum» ma soprattutto perché è stato l’unico a presentarsi per quel ruolo.

Il 7 settembre 2015 la Asl di Chieti pubblica un avviso per il conferimento dell’incarico che dura dieci giorni nei quali giunge la sola domanda del professor Fanfani che ha «curriculum scientifico e professionale idoneo a ricoprire tale carica». 

Fanfani, laureatosi nel 1998 al Sacro Cuore di Roma, autore e coautore di 93 pubblicazioni e 5 libri, ha lavorato all’ospedale Burlo Garofolo di Trieste e al Gemelli di Roma. Nella capitale, come riportavano i giornali friulani nella scorsa primavera, sarebbe tornato dopo la delusione  per non aver acquisito un ruolo di carriera più alto in conformità alle sue ambizioni.

Ma la svolta abruzzese potrebbe essere in linea proprio con le sue aspirazioni (con uno stipendio di 18mila euro per 13 mensilità).

      La nomina è stata utilizzata dall’assessore alla Sanità, Silvio Paolucci, per dimostrare che l’ospedale di Ortona non è morto ma è vivo e vegeto, nonostante le polemiche dell’opposizione che condanna i tagli operati. Anzi di più, diventa sempre più prestigioso, ha detto Paolucci, e insieme al reparto di senologia direttore da Ettore Cianchetti ora può vantare anche il reparto di oncologia ginecologica.

«La nomina del professor Fanfani, nome di assoluto rilievo nel campo della ginecologia oncologica, consolida quel percorso di rafforzamento come eccellenza dell'ospedale di Ortona - ha commentato Paolucci -. Su questo punto la programmazione sanitaria del governo regionale ha voluto concentrare sull'ospedale di Ortona una specializzazione di qualità, respingendo in questo modo ogni dichiarazione strumentale di ridimensionamento. Ad Ortona, dunque, completiamo l'offerta alzando l'asticella della qualità in un settore dove l'Abruzzo da tempo riesce ad esprimere eccellenze».

Ed è proprio al quarto piano dell’ospedale di Ortona, ala est, «in continuità» con gli spazi della Uoc di Senologia che si sono sistemati Fanfani e tutto il personale dirigente medico.

Si motiva tecnicamente lo spostamento da Chieti ad Ortona per fare spazio nei corpi C e D interessati dai problemi strutturali.

Ma se la mossa non può definirsi in toto un bluff (il reparto esiste veramente) di certo Paolucci ha condito la novità con un po’ troppa enfasi.

Infatti l’Unità operativa semplice a valenza dipartimentale è stata spostata solo temporaneamente ad Ortona in quanto già prevista nell’ospedale di Chieti.

Non potrebbe essere diversamente dal momento che Ortona, diventerà presto, con la nuova riorganizzazione della rete ospedaliera, con il recepimento della Lorenzin, un ospedale di base. Diventando ospedale di base, dunque potrà conservare esclusivamente ortopedia, chirurgia generale e medicina. A quel punto, la cosiddetta "ginecologia oncologica", come ovvio, sarà trasferita a Chieti, sotto il dipartimento di ginecologia. Quindi il "potenziamento" di Ortona è solo una cosa «temporanea».

Non si tratta di illazioni o bugie ma tutto è scritto nelle carte firmate dal direttore facente funzione della Asl di Chieti che prima spiega che è soppressa la Uosd Ostetricia e Ginecologia del presidio di Ortona (il punto nascita) e poi ricorda che la Ginecologia Oncologica già prevista nell’atto aziendale di Chieti «viene temporaneamente allocata  presso il presidio di Ortona negli spazi ubicati al 4° piano ala est in continuità con quelli di  della Uoc Chirurgia Senologica, stante la necessità di proseguire il processo di evacuazione/svuotamenteo dei corpi “C” e d “F” del presidio di Chieti». In sostanza si può dire che «temporaneamente» il presidio di Ortona tutto sommato non sarà ridimensionato avendo perso il punto nascita e avendo ottenuto per un po’ il nuovo reparto.

Difficile però parlare di svista o errore dell’assessore Paolucci che non poteva non sapere. Piuttosto sembra si voglia battere la strada della superficialità e della dialettica propagandistica che non porta molto lontano, che desta sospetti e dietrologie e fornisce il destro per sospettare e bollare come nefasta tutta la copernicana riforma della sanità che si sta operando.

Senza dire che anche questa delibera di nomina di Fanfani, firmata dal direttore generale facente funzioni, Pasquale Flacco, come centinaia da giugno a questa parte, potrebbe anche essere nulla se si considera l’interpretazione giuridica che alcuni cultori della materia stanno dando sulla nullità presunta della nomina di Flacco autonominatosi reggente dopo le dimissioni di Zavattaro.

Una nomina, quella di Flacco, però contesta non solo perché scaduta (bisognava trovare un sostituto del manager dimissionario entro 60 giorni) ma anche perché arrivata quando Zavattaro era tecnicamente ancora in carica (il 13 giugno scorso).

Per ora però Paolucci va dritto per la sua trionfale strada ed è pronto per una nuova intervista.  Invece l’incarico partito lo scorso 1° novembre a Fanfani ha durata triennale ma è rinnovabile e se la nomina non decadrà per i cavilli giuridici per lui non ci saranno problemi: basterà trasferire armi e bagagli da Ortona a Chieti.