TEATRO E TEATRINO

A capo del Tsa solo perché di famiglia importante? Polemiche su miss Dompè

Secondo Acerbo e Marola «D’Alfonso cerca di ingraziarsi il colosso farmaceutico»

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A capo del Tsa solo perché di famiglia importante? Polemiche su miss Dompè

Nathalie Dompé

L’AQUILA. «La nomina della giovane ereditiera di 27 anni Nathalie Dompé alla presidenza di un'istituzione culturale pubblica importante come il TSA suona come un'offesa a milioni di coetanei che non sono "figli di" e si barcamenano tra disoccupazione e lavori precari».

La protesta arriva da  Maurizio Acerbo, segreteria nazionale Prc, ex-consigliere Regione Abruzzo e Francesco Marola, segretario provinciale Prc che contestano la scelta fatta dalla giunta regionale che ha nominato la giovane manager -rappresentante di Farmindustria nel Consiglio generale di Confindustria. Non poteva essere diversamente e non poteva scivolare senza polemiche la nomina di una giovane che finora non era conosciuta in Abruzzo nel mondo della pubblica amministrazione e della politica.

 Dompé aveva già accettato nei giorni scorsi, dopo una serie di colloqui con i vertici della Regione, a partire dal presidente Luciano D’Alfonso, che ha anche la delega alla Cultura, e dal vicepresidente della giunta Giovanni Lolli. Tra gli incarichi in seno al gruppo guidato dal padre Sergio, la giovane manager è responsabile corporate social responsibility e si occupa di iniziative sociali. È erede della famiglia che gestisce l’omonimo colosso farmaceutico e che ha uno stabilimento, all’Aquila da oltre vent’anni. Andrà ad affiancare il direttore Alessandro D’Alatri, nella gestione del Tsa. Laureata in Business administration alla Bocconi di Milano, la nuova presidente parla tre lingue e ha studiato anche teatro, all’Università delle Arti di Londra Central Saint Martins.

Ma per Rifondazione il suo curriculum non è sufficiente: «nessun pregiudizio nei confronti della nominata che probabilmente avrà condotto brillanti studi e avuto occasione anche di fare esperienze lavorative di alto livello ma è forte la sensazione che più del curriculum conti il cognome. Anche da queste cose si nota la mutazione genetica del PD che ormai è il partito della Confindustria, si sarebbe detto un tempo dei "padroni"». 
Secondo Acerbo e Marola l’intenzione del presidente D’Alfonso sarebbe quello di « ingraziarsi un importante gruppo industriale farmaceutico che opera a L'Aquila ma appare quantomeno feudale che lo facciano usando la presidenza del Teatro Stabile».

«Benissimo che quel gruppo faccia assunzioni in Abruzzo», insistono i due esponenti di Rc, «ma a tal fine probabilmente beneficia anche di fondi pubblici e davvero appare eccessivamente spregiudicata questa captatio benevolentiae. E' vero che altrove i miliardari presiedono teatri, musei, fondazioni culturali ma lo fanno perché li finanziano loro. Il Teatro Stabile invece è finanziato con denaro pubblico. Nulla dunque contro la Dompè che siamo certi non abbia particolare bisogno di questa carica né l'abbia ricercata ma esprimiamo forte dissenso per la scelta della Giunta Regionale».

Ovviamente di segno opposto i commenti del Pd.

«Si apre una nuova stagione per il prestigioso teatro abruzzese - ha commentato il Presidente Luciano D'Alfonso - Si volti pagina e si riprenda da questa elezione per confermare l'autorevolezza e l'importanza della massima Istituzione abruzzese, attraverso un percorso di rilancio e di affermazione. La sua presenza potrà essere buona guida per il nostro sistema teatrale. Un ringraziamento particolare va a Ezio Rainaldi per il lavoro svolto fin qui con grande passione».

 «Alcuni interventi a gamba tesa sulla nomina di Nathalie Dompè a presidente del TSA sono inopportuni e scorretti», dice invece Stefania Pezzopane, «la nuova presidente parla tre lingue e ha studiato anche teatro, all’Università delle Arti di Londra Central Saint Martins. È' una donna dalla spiccata personalità, intelligente e competente. Nell'elenco dei presidenti del TSA, tra cui mi annovero con orgoglio, non tutti possono vantare un curriculum di tale rispetto, anche considerando la giovanissima età».

 «La sua competenza in fatto di economia e' ineccepibile - prosegue il consigliere Di Nicola - visto che si e' laureata alla prestigiosa universita' Bocconi di Milano, cosi' come la sua conoscenza dell'ambiente teatrale, considerati i suoi studi di tecniche della recitazione alla Saint Martins School of Arts di Londra».

 Vere o false che siano i reali interessi  o legami con il colosso farmaceutico il tempo dirà se la scelta è davvero giusta.

In alternativa basta un poco di zucchero e la pillola va giù…

DOMPE’:«MI IMPEGNERO’ AL MASSIMO MA CHIEDO DI ESSERE GIUDICATA PER I RISULTATI»

«Essere “responsabili” ha nella stessa etimologia del termine il rimando al concetto del rispondere delle proprie scelte e azioni non solo a se stessi, ma anche agli altri.

Ho sempre ritenuto questo principio il punto cardine del mio lavoro, che fa della Responsabilità Sociale il fulcro del proprio approccio»

Sono queste le prime parole di Nathalie Dompè che non si lascia trascinare nella polemica politica ma risponde con una certa classe e annuncia i suoi impegni.

 «Ho riflettuto a lungo prima di accogliere questo incarico», dice, «Desideravo comprendere in pieno le necessità di partenza e, soprattutto, le potenzialità che il mio contributo avrebbe potuto generare. Lavorando in azienda, sono infatti abituata ad essere misurata sulla concretezza dei risultati più che sulle intenzioni. Conosco bene il tessuto sociale e culturale di questa regione, che frequento da anni in una chiave che non è solo professionale, ma direi affettiva. Un territorio che in questi anni è stato chiamato a ripensare se stesso, per dare un nuovo senso alla parola “futuro”, in particolare dopo la tragedia del terremoto del 6 aprile 2009. Mai come in altri contesti, sono certa che proprio la cultura possa essere una scelta strategica sulla quale porre le basi di una ricostruzione che non è soltanto di strutture, ma di identità civica e valori condivisi».

 Lo sforzo che la giovane «ereditiera» come è stata definita da Acerbo sarà «cercare di contribuire a generare valore in un settore che ha margini di evoluzione. Nelle prossime settimane avrò modo di presentare il programma prospettico che guiderà il mio periodo di Presidenza e sono certa di riuscire a realizzarlo, al fianco degli amanti del teatro in Abruzzo e delle Istituzioni».

 «Chiedo a tutti di valutare il mio lavoro quando avrò avuto modo di attuarlo. Chiedo di superare un giudizio a priori, che rischia di non dare la possibilità di concretizzare un’opportunità. Cercherò dunque di affrontare con umiltà questa bellissima esperienza, che va ad affiancarsi al mio impegno in azienda. Due prospettive che considero unite dal medesimo fil rouge: il senso di responsabilità».

 Dompè, che nella sua azienda si occupa di progetti di alto valore sociale, dovrà comunque superare l’ostacolo della scarsità di fondi pubblici dando fondo alle sue capacità e risorse per reperire sostanze per lo più da privati per organizzare eventi in grado di calamitare attenzione e interesse.