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Abruzzo Engineering, pasticcio infinito sui fondi europei: «almeno 10mln non giustificati a Selex»

La società mai controllata dalla Regione dal 2008: dove sono finiti i soldi e a cosa sono serviti?

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Abruzzo Engineering, pasticcio infinito sui fondi europei: «almeno 10mln  non giustificati a Selex»


ABRUZZO. Sempre peggio. Non solo gli affidamenti diretti per anni da parte della Regione Abruzzo sono stati illegittimi ma tra le carte tenute segrete si scopre anche che Abruzzo Engineering ha pagato milioni di euro a Selex senza opportune giustificazioni.
O mancano le carte o la cifra non ha giustificazioni sta di fatto che così sono passati decine di milioni di euro dalle casse regionali a quelle della società della galassia di Finmeccanica all’epoca presieduta da Sabatino Stornelli mentre ad del gruppo era Pierfrancesco Guarguaglini, entrambi con gravi accuse sulle spalle di corruzione negli appalti. Tutte operazioni rilevate solo nel 2014 dalla struttura speciale di supporto controllo ispettivo contabile della stessa Regione in una relazione depositata quasi un anno fa. Si tratta di operazioni talmente tanto sospette che una segnalazione è partita all’indirizzo della Corte dei Conti per ipotesi di responsabilità degli amministratori di allora nel periodo 2008-2011. 
Tra i rilievi emersi, oltre le cifre senza giustificazioni girate a Selex, c’è la disinvoltura della gestione dei fondi europei Por-Fesr Abruzzo utilizzati per asseriti lavori, mentre, invece, di fatto sono serviti per scopi diversi attraverso artifici contabili.

La Regione paga ed eroga fondi per taluni scopi e Abruzzo Engineering paga Selex con fatture poi regolarmente annullate o stornate. I soldi non si spostano dalle casse della società ma rimangono di fatto senza giustificazione creando non poca confusione nella gestione e rendicontazione.

Il tutto avviene grazie ad una delibera di giunta regionale (Giunta Del Turco e Quarta presidente di Abruzzo Engineering) del febbraio 2008 per poi espletare le asserite irregolarità fino agli anni 2011 quando a capo della Regione c’era Gianni Chiodi e Alfredo Castiglione vice e assessore al ramo.
Particolarmente dure le conclusioni del nucleo ispettivo: «mai nessun controllo della Regione».
Il documento firmato dalla dirigente responsabile, Giulia Marchetti, è particolarmente importante perché oltre le inchieste penali alcune ancora in corso che hanno accertato alcuni illeciti e che hanno coinvolto Selex e Finmeccanica, oltre i sospetti di gestione “allegra” della società mista e ampi sospetti sulle commesse affidate, da circa un anno esiste questo documento della Regione che dice alla Regione: occhio sono state fatte cose molto strane senza alcun tipo di controllo. Perché? 
Nonostante queste affermazioni la Regione e l’attuale centrosinistra in maggioranza ha comunque voluto salvare la società dalla chiusura senza fare chiarezza e persino accordandosi con Selex per chiudere un contenzioso che, tra l’altro, ragionevolmente si basava anche su partite dubbie  e fatture non regolari. 

2008 INIZIANO I PASTICCI
Il 25 febbraio 2008 la giunta regionale affida ad Abruzzo Engineering la realizzazione dell’Asse III del Por Fesr 2007-2013, si tratta di «miglioramenti della disponibilità di servizi Ict per le imprese…», «potenziamento delle reti immateriali (banda larga) nelle aree di montagna», «miglioramento della disponibilità servizi Ict per cittadini di aree di montagna».
Per questi lavori di cui non si conosce l’esito e non si ritrovano molte notizie sull’utilizzo dell’opera sono stati versati dalla Regione ad Ae 7,8 mln più 24,7 mln ed infine ancora 14,8 mln di euro per un totale di 47,2 mln di euro di fondi europei.

Via via che i pagamenti avvenivano Ae emetteva fattura ma il controllo ispettivo ha evidenziato che molto spesso diverse fatture venivano stornate con note di credito. A questo punto le cifre incassate rimanevano senza un giustificativo.
Una prima anomalia mai spiegata perché finora “sconosciuta” alla Regione ma solo perché non ha mai svolto il ruolo di controllo che era obbligata a fare in quanto socio di maggioranza.
  Una volta incassati i soldi Ae pagava per lo più Selex, socio privato. Per questi lavori sono stati accreditati 18,1 mln di euro.
Ma anche relativamente a questi pagamenti il gioco si ripete e così diverse delle fatture Selex  vengono poi successivamente stornate dopo l’avvenuto pagamento. Dopo lo storno l’addebito sul conto corrente di Abruzzo Engineering pari a diversi milioni di euro rimane primo di titolo giustificativo.
Questo tipo di operazioni si verifica per alcuni casi di fatture emesse nella prima metà del 2008 e poi stornate verso la fine di quell’anno orribile per l’Abruzzo: in mezzo gli arresti di Sanitopoli piombati all’alba del 14 luglio.


STORNI SELVAGGI
«Pertanto», scrive la dirigente della Regione Giulia Marchetti, «premesso che appare singolare la dicitura riportata nella nota 1465/08 di Ae che semplicisticamente “annulla e sostituisce le precedenti causali di pagamento”, non può non rilevarsi che tale comunicazione ha creato non poca confusione dal momento che, a parte che comunque i pagamenti erano stati già disposti con le relative causali, Ae ha ricevuto dalla Regione le relative somme con imputazioni anch’esse successivamente e ingiustificatamente variate». Come dire la Regione paga per avere i lavori relativi al Por-Fesr ma poi  quei soldi vanno in giro per altri fini…
Non mancano pasticci di fatture che ingarbugliano ulteriormente la cosa e spesso è difficile imputare i pagamenti alle relative causali.
Dei soldi ricevuti dalla Regione Abruzzo Engineering di fatto oltre 11mln di euro sono stati utilizzati per progetti diversi.
In alcuni casi l’ispezione non è riuscita a capire nemmeno se alcune fatture siano state pagate oppure no per il fatto che da alcuni schemi risulterebbero «compensati».
Inoltre tra le varie compensazioni viene citata anche una fattura, la numero 100 del 2008, che però si è data alla macchia,   che non risulta né dal partitario Selex 2008 né tra le fatture di Ae. Che fine ha fatto quella fattura e di che soldi si tratta?
Sempre nei documenti relativi alla compensazione a volte non combaciano fatture, causali e importi se si comparano i partitari Selex e Ae.
Alla fine della fiera l’ispezione evidenzia che dei fondi Por-Fesr incassati circa 6,3mln di euro sono stati utilizzati probabilmente per spese di gestione varie come retribuzione dei dipendenti, affitti passivi, contributi previdenziali e assistenziali e interessi passivi per le anticipazioni bancarie.
«Dunque», si legge ancora nella relazione, «la carenza di liquidità di Abruzzo Engineering, oltre ad aver portato la stessa a utilizzare fondi finalizzati erogati dalla Regione per far fronte alle ordinarie spese di gestione, ha portato la stessa anche a richiedere anticipi su fatture alle banche con i connessi oneri finanziari».

LA CESSIONE DEI CREDITI CON MONTE DEI PASCHI DI SIENA
L’ispezione poi inciampa anche nella mai chiarita abbastanza vicenda della cessione di crediti di Selex a Monte dei Paschi di Siena, cessione accettata e controfirmata da Abruzzo Engineering.
In sostanza Selex nel 2009 cede a Mps Leasing & factoring le fatture 21-22-23 relative a crediti da 10mln euro che vanta da Abruzzo Engineering. La società della Regione ed i suoi amministratori non battono ciglia quando vengono a conoscenza del contratto e chiedono dunque una dilazione dei pagamenti anche per le fatture che verranno cedute riconoscendo interessi enormi per l’ulteriore dilazione.
La dirigente Marchetti -che non entra nel merito- ravvisa tuttavia la disinvoltura della operazione ma soprattutto il concreto rischio che a questo punto gli amministratori di Ae hanno inchiodato anche la Regione che potrebbe essere chiamata come socio di maggioranza a pagare 10 milioni di euro al posto della insolvente Abruzzo Engineering.
Una operazione che la Corte dei Conti dovrà approfondire con particolare attenzione per stabilire se si trattava di operazione lecita e compatibile con lo status di società in liquidazione di  Abruzzo Engineering ed inoltre stabilire se le ulteriori dilazioni (e pagamento di ingenti interessi) non configurino un ulteriore danno erariale.
Stando così le cose la dirigente del servizio ispettivo invita la Regione ad una profonda riflessione sul futuro della società nell’ottica di costi e benefici: chiudere la società o rilanciarla ma solo in presenza di un solido piano industriale…


E alla fine il rapporto conclude asserendo che vi sono state:

1) Una assoluta mancanza di vigilanza, intesa quale mancanza di un costante e continuo monitoraggio in itinere circa l’utilizzo delle risorse finanziarie erogate, ancor più considerando il ruolo della Regione quale socio di maggioranza
2) Una assoluta superficialità nell’erogare le somme stesse, talora solo sulla base di note di debito (che hanno ben altra funzione contabile) e soprattutto a seguito di un alternarsi di fatture, note di credito, note di debito storni contabili che, rendendo difficile ricostruire le motivazioni hanno sicuramente contribuito a creare l’intricata situazione finanziaria.
«Poiché tutta la documentazione è stata via via inviata alla Regione non si comprende come mai, nei vari passaggi amministrativi, non sia mai stata rilevata la suddetta anomalia con conseguente attivazione delle necessarie procedure di verifica».

 Anche così è stata amministrata Abruzzo Engineering e vista la totale libertà di chi ha potuto fare tutto questo, incontrollato, si capisce perché la quasi totalità dei partiti ha deciso di salvare il carrozzone  ancora pieno di scheletri impolverati.

 Alessandro Biancardi