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Sanità, documenti segreti e scelte autoritarie: l’Abruzzo al bivio

Domani audizione dell’assessore Paolucci in commissione. Giro vorticoso di documenti segreti

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Sanità, documenti segreti e scelte autoritarie: l’Abruzzo al bivio

Silvio Paolucci

ABRUZZO. Siccome la Regione, il commissario e l’assessore alla sanità non sono minimamente impegnati a fornire indicazinoi documentate e a pubblicare atti, si scatenano i complottisti e fioriscono ipotesi di scenari per lo più foschi.

La sanità che verrà agita fantasie e appetiti e per questo l'intera regione rimane con il fiato sospeso, così come gli operatori del settore, le imprese e l’indotto. Ormai però ci siamo e qualcosa dovrà per forza di cose accadere svelando i piani reali che si intende raggiungere, con la conseguenza di scontentare alcuni e accontentare altri.

Sulla paritta della sanità la maggioranza di centrosinistra si gioca il futuro e la rielezione, questo è scontato.

 Intanto non si placano le polemiche fomentate da interviste incrociate e non sempre coerenti sugli ospedali da tagliare, la asl unica anzi no, i pronto soccorsi da tagliare anzi no, i reparti da spostare, gli ospedali da costuire…

Domani mattina è in programma la V Commissione Sanità, voluta e richiesta da Forza Italia, alla presenza dell’assessore regionale Paolucci che «non avrà più scuse e sarà costretto a dire a noi e agli abruzzesi quali sono le intenzioni di questo governo regionale in tema di riforma ospedaliera», dicono i consiglieri di Forza Italia.

«Paolucci – prosegue la nota – dovrà svelare anche in Aula cosa ha raccontato a Roma durante il Tavolo di monitoraggio e quali sono i documenti che porterà al prossimo incontro in programma intorno al 16 novembre. E’ suo dovere spiegarci finalmente quali sono i piani fino a oggi segreti, suoi e del Commissario ad acta D’Alfonso tenuti fino a oggi segreti, per evitare sollevazioni popolari, rispetto alle intenzioni espresse in maniera ufficiosa ma mai ufficiale. Si parla infatti di un percorso che porterà alla chiusura o al declassamento di 10 nosocomi: Sant'Omero, Atri, Giulianova, Penne, Ortona, Popoli, Sulmona, Guardiagrele, Atessa e Castel di Sangro, con la soppressione, in quasi tutti, del pronto soccorso. Il quadro ipotizzato non prevede la presenza di nessun ospedale di secondo livello in Abruzzo (vale a dire quelli plurispecialistici), ma ci si vorrebbe affidare a una rete di strutture tutte di primo livello, con un'offerta sanitaria minima».

«Vogliamo capire inoltre le loro reali intenzioni rispetto all’istituzione di una Asl unica, ipotesi senza gambe per camminare, che sembra abbia come unico obiettivo quello di liberarsi di manager “sgraditi”. Nel resto d’Italia la Asl unica si è rivelata un autentico fallimento che non fa risparmiare (le figure apicali passerebbero da 12 a 8, sarebbe ridicolo) e soprattutto, cosa ancora più grave, allontana le decisioni dai territori. Questo perché Paolucci e D’Alfonso – concludono i rappresentanti di Forza Italia - vogliono a tutti i costi sottostare ai dettami del Decreto Lorenzin con il quale si punta solo chiudere gli ospedali ma che di fatto non servirà ad accelerare l'uscita dal commissariamento, perché i presupposti già ci sono e sono il frutto del lavoro del precedente Governo regionale di centrodestra».

In effetti restano per ora segreti i verbali delle riunioni tenute a Roma dove il governo impone direttive e obiettivi e in diversi casi bacchetta sveltine e tentativi di furbate.   

Ora pare che una parte dell’immensa partita sulla sanità si giocherà sugli ospedali da salvare e quelli da potenziare.

In Abruzzo dovrebbero esserci due ospedali di secondo livello che dovrebbero contenere le più alte specialità ed eccellenze come per esempio la cardiochirurgia che è presente solo a Chieti e a Teramo. Logica vorrebbe che, dunque, i due “super” ospedali fossero questi ma da che mondo è mondo la sanità abruzzese è sempre stata governata da campanili e c’è chi è pronto a scommettere che anche questa volta sarà lotta senza quartiere… ma con almeno quattro campanili, dove Pescara e L’Aquila sono quelli  svantaggiati.

CHIUSURA DEL PUNTO NASCITA DI ATRI DAL 1 NOVEMBRE

Intanto venerdi', alle ore 10, verranno inaugurate le nuove Sale Parto e la nuova sezione di Puerperio e Neonatologia dell'Ospedale "G. Mazzini" di Teramo. Si potenzia la struttura per effetto della chiusura del punto nascita di Atri dal 1 novembre.

Il restyling del Reparto di Ostetricia e Ginecologia ha moltiplicato le Sale Parto che passano da una a tre, indipendenti tra loro, e dove le mamme che hanno appena partorito potranno restare a lungo con il proprio bambino e i famigliari piu' stretti; ha creato ex novo un'intera ala dedicata al Puerperio che consentira' il rooming-in totale, cioe' le mamme avranno la culletta con il proprio bimbo vicino, 24 ore su 24, e potranno accudirlo nella stanza; ha previsto sue "baby pit stop" negli atrii in cui si affaccia il Reparto, che sono angoli dove le mamme, ma anche i papa', di passaggio per qualsiasi ragione in Ospedale, potranno fermarsi per allattare i propri figli e cambiargli il pannolino.