DIETRO LA SANITA'

L’Abruzzo fuori dal commissariamento della Sanità? Sì, però…

Cosa accadrà nei prossimi mesi?

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L’Abruzzo fuori dal commissariamento della Sanità? Sì, però…

Silvio Paolucci

ABRUZZO. A sentire i vertici della Regione, l’Abruzzo è già fuori dal commissariamento della sanità, quella sorta di tutela stringente che di fatto ha sospeso la democrazia locale.

Da anni ormai il Consiglio regionale è spogliato del suo potere di decisione in materia sanitaria essendo stato sostituito dalle direttive e dal controllo del Ministero che, attraverso i tavoli di controllo, hanno verificato di anno in anno gli obiettivi raggiunti dalla nostra regione “canaglia”.

Ora il momento è delicato e, da una parte, l’assessore Silvio Paolucci presenta un ambizioso piano di riorganizzazione generale, una sorta di svolta copernicana, (lui dice: «passeremo dal Medioevo alla modernità senza passare dal Rinascimento») e, dall’altra, c’è il presidente Luciano D’Alfonso che annuncia che il prossimo 11 novembre sarà l’ultimo tavolo romano, quello che segnerà l’uscita dell’Abruzzo dal commissariamento.

In realtà non sarà cosa così semplice in quanto, come ben sanno Paolucci e D’Alfonso, c’è una ulteriore fase da espletare di “accompagnamento” verso l’uscita dal commissariamento, una fase intermedia che potrebbe durare  anche molti mesi.

Dunque prima che l’Abruzzo, attraverso il Consiglio regionale, potrà di nuovo occuparsi di sanità passerà del tempo.

Poi c’è la questione del merito, cioè il piano di riorganizzazione-riqualificazione presentato da Paolucci che prevede  cambiamenti “invasivi” del sistema di assistenza sanitario che potrebbero non piacere e già provocano proteste.

Tra gli obiettivi dichiarati c’è quello di eliminare i doppioni e specializzare le singole strutture ospedaliere per evitare inutili e dispendiose frammentazioni.

Per cui il piano salva otto presidi ospedalieri, a cui si aggiungono i quattro dei capoluoghi di province che saranno tra loro integrati (L'Aquila con Teramo e Pescara con Chieti) per formare due hub di secondo livello. Degli otto, ognuno avrà almeno una specialità di livello regionale (niente più fotocopie sbiadite di neurochirurgie, ad esempio), resa fruibile a tutti gli utenti abruzzesi anche grazie al potenziamento della rete di emergenza-urgenza.

I pronto soccorso dovrebbero essere ridotti a nove, con la possibilità che alcuni presidi ospedalieri (che rimarranno tali) possano condividere il servizio.

Un capitolo è dedicato anche al “nuovo” rapporto da intraprendere con le strutture private che non saranno affatto accantonate o trascurate ma, al contrario, potrebbero svolgere un ruolo anche maggiore rispetto ad oggi. 

E poi c’è la promessa della Asl unica che dovrebbe permettere qualche esiguo risparmio e una celerità di manovra e forse di coordinamento maggiore che oggi non c’è. Ma appare più una questione di forma che di sostanza se  vero che poi potrebbero avere ruoli decisori gli stessi manager Asl di oggi.

L’eventuale Asl unica, però, è materia che riguarda il Consiglio regionale e non il commissario, per cui se non si esce davvero dal commissariamento non ci potrà essere alcuna Asl unica.

Non secondario appare oggi il problema dei soldi, Paolucci prevede  investimenti sui territori pari a 94 mln di euro ma al momento appare difficile reperirli specie dopo aver utilizzato 30mln di euro prelevati dal fondo di accantonamento per darli alle cliniche private. 

Senza dimenticare che il piano Paolucci ad oggi è generico e ampio, ed è più una serie di linee guida da concretizzare nello specifico, una sorta di cornice o di steccato da riempire ed aggiornare con provvedimenti  concreti. Inoltre va aggiornato e adeguato con il recepimento del decreto 70 (Decreto Lorenzin), oltre a calcolo e restituzione dei fondi distratti pari ad almeno 100mln di euro.  Obiettivi che saranno valutati comunque il prossimo aprile quando si riunirà il tavolo come sempre avvenuto negli otto anni passati.

Dunque l'Abruzzo potrà uscire dal commissariamento ma non ancora dal piano di rientro, che è ciò che veramente interessa al governo nazionale.

E c’è infine l’aspetto politico che non è da trascurare.

Con l’uscita dal commissariamento si ripristina la democrazia con tutto quello che comporta, cioè lunghe ed estenuanti mediazioni in Consiglio regionale, ‘ricatti’, interessi campanilistici, ostruzionismi, tutto quello che da sempre e pubblicamente contesta l’attuale commissario e presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, che passerà da una situazione di ampia libertà operativa a quasi zero.

Forse è per questo che in realtà D’Alfonso non sembra proprio il primo a desiderare l’uscita dal commissariamento. Anche perché sarebbe un vero e proprio dramma se l’Abruzzo uscisse dal commissariamento per poi rientrarci pochi mesi dopo.

Ma almeno sul piano politico Abruzzo Civico sembra ad oggi aver capito l’antifona e lancia una scialuppa di salvataggio alla maggioranza Pd promettendo il pieno appoggio in consiglio e garantendo dunque i voti utili per le future votazioni.

«Apprendo», dice Mario Olivieri, consigliere regionale di Abruzzo Civico, «che l'assessore Paolucci ipotizza la è ristrutturazione del Servizio Sanitario Regionale, istituendo la ASL unica, ipotizzando cinque o sei aree "socio sanitarie" e riorientando la sanità verso il territorio, attraverso la riorganizzazione del servizio di emergenza - urgenza e  il potenziamento delle attività distrettuali, contestualizzandolo alla riclassificazione dei livelli e dei ruoli degli ospedali. Anche queste notizie sono accolte positivamente, sia perché vanno nel senso auspicato da Abruzzo Civico, attraverso il documento sulla sanità, elaborato e presentato, alla presenza dell'assessore Paolucci, a Vasto nella primavera del 2015, sia perchè siamo fortemente convinti che dobbiamo riprendere nelle nostre mani la programmazione sanitaria, allo scopo di rispondere in maniera equilibrata ai bisogni delle diverse aree della nostra Regione, che nella fase di commissariamento hanno subito squilibri, soprattutto nelle aree interne, che adesso vanno rimediati».

E’ fatta dunque, sì però….