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Scuola, arrivati i 500 euro per la formazione dei docenti da parte del Governo

Renzi gongola e continua la propaganda

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Scuola, arrivati i 500 euro per la formazione dei docenti da parte del Governo

Matteo Renzi

 

ABRUZZO. Sono stati accreditati in questi giorni i 500 euro per la formazione a vantaggio di tutti i docenti italiani. Si tratta di uno dei provvedimenti contenuti nella “buona scuola” del governo Renzi.

«I 500€ per la formazione dei docenti», si legge nella comunicazione governativa, «sono validi dal I settembre 2015 fino al 31 agosto 2016, data ultima anche per rendicontare. In questi giorni stanno ricevendo il bonus sul proprio conto tutti i docenti a tempo indeterminato delle istituzioni scolastiche statali, part-time e full-time, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova. Sarà anche per i docenti di religione cattolica».

«Ricordiamo che», si legge nella mail, «la somma dovrà essere utilizzata per la formazione e l’aggiornamento professionale tra le seguenti alternative: 1. iscrizione a corsi in presenza e on-line di aggiornamento, formazione, qualificazione e certificazione delle competenze professionali laurea e corsi e master universitari in linea col profilo professionale o trasversali (BES, TIC, Pedagogia e didattica, ecc.); 2. acquisto di libri e testi, di hardware e software; 3. musei, mostre, eventi culturali e iniziative in linea col Piano Offerta Formativa e Piano Nazionale Formazione. Con CFIScuola puoi rendicontare tutti i corsi».

Si tratta dunque del compenso per la formazione obbligatoria riservata ai docenti.

Oggi Renzi ha ufficializzato la cosa con un post: «I 500 euro, la buona scuola, il commento di un prof. Lui è un professore umbro, si chiama Giovanni. Ha scritto questo post. Mi piace condividerlo senza aggiungere nulla. E riflettere insieme su quanto sia cruciale per la nostra società il ruolo del prof oggi più che mai».

Ha poi condiviso un post di un docente che non lo avrebbe votato ma lo decanta e lo ringrazia magnificando l’operato del governo.

 «E' la prima volta che succede in 25 anni che faccio questo mestiere», scrive il docente su Facebook, «in cui di governi e di ministri ne avrò visti passare due dozzine. E di promesse almeno il doppio. Un bonifico con cui mi regalerò finalmente - prosegue l'insegnante, di cui Renzi svela il nome, Giovanni, ma non il cognome - un mini abbonamento a Teatro, quel corso di aggiornamento fuori sede, quei due dizionari di psicologia costosi che puntavo da anni e non mi sarei mai potuto permettere. Ci potevano comprare i gessi e la carta igienica...grideranno scandalizzate e puntuali le anime belle di questo paese; invece io credo di no, che averli dati a noi sia stata la cosa più giusta e straordinaria di un governo dal dopoguerra. Perché gratificare un insegnante è l'investimento migliore di una società lungimirante. E quindi anche il più urgente e sommamente utile. Perché i gessi passano, mentre gli insegnanti restano, come presidio di civiltà e di umanità».

Si attendono le reazioni degli atri docenti e soprattutto si verificheranno nel tempo i reali risultati raggiunti da questa operazione.