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Trivelle: Conferenza Regioni approva 'Manifesto' Termoli

Mazzocca: «passo importante»

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Trivelle: Conferenza Regioni approva 'Manifesto' Termoli



L’AQUILA.  La Conferenza delle Regioni ha approvato oggi, all'unanimità, il documento sottoscritto il 24 luglio scorso a Termoli dai rappresentanti di sei Regioni italiane (Molise, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Marche e Puglia), riunite per condividere una visione ed una politica comuni sul tema della ricerca e coltivazione di idrocarburi in mare.

«E' un ulteriore importante accadimento - commenta il Sottosegretario con delega all'Ambiente Mario Mazzocca della Regione Abruzzo - con cui il Governo dovrà confrontarsi. Se il documento di Termoli poteva essere interpretato come una manifestazione di volontà di una parte dell'Italia, con la sottoscrizione dei referendum e l'odierna unanime validazione da parte della Conferenza delle Regioni riteniamo che si sia in presenza di un fatto politico dirompente e dirimente, con il quale il Governo centrale dovrà necessariamente fare i conti».

«Siamo consci - conclude Mazzocca - che l'obiettivo, pur se avvicinatosi progressivamente soprattutto negli ultimi mesi, non è stato ancora raggiunto; non un punto di arrivo, dunque, ma un'ulteriore importante stazione intermedia lungo l'accidentato percorso del perseguimento di un modello di sviluppo finalmente e fattivamente improntato a criteri di reale sostenibilità».

A luglio scorso venne elaborato un documento articolato su sette punti: condivisa preoccupazione per lo sviluppo incontrollato di attività estrattive in zone costiere, oltre che di pregio storico e naturalistico; mantenimento in capo alle Comunità regionali della prerogativa di elaborare le scelte di protezione e valorizzazione delle proprie coste e del mare; necessità del graduale superamento della attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi in quanto basata sul consumo di fonti energetiche fossili, e contestuale progressivo ricorso a fonti energetiche alternative e rinnovabili; ineludibilità della concertazione con le Comunità regionali del mantenimento di attività estrattive nei tratti di mare prospicienti le coste; urgenza di una Cabina di Regia nazionale fra Regioni costiere e competenti organi dello Stato; centralità della via della condivisione e del dialogo con l'amministrazione centrale e richiesta al Governo dell'immediata apertura di un tavolo di confronto di caratura stabile e duratura; ricorso a tutti i mezzi previsti dall'ordinamento italiano, europeo ed internazionale, qualora non si consentano forme di condivisione e di dialogo.