LA PROTESTA

La protesta, giovedì anche i vigili del fuoco abruzzesi a Roma

La richiesta delle forze di polizia è il rinnovo del contratto

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

84

La protesta, giovedì anche i vigili del fuoco abruzzesi a Roma

ABRUZZO. Giovedì 15 ottobre le divise della sicurezza e del soccorso manifestano a Roma per il rinnovo del contratto di lavoro. “Divise in piazza” è il titolo della mobilitazione di protesta, promossa dai sindacati Conapo (vigili del fuoco), Sap (polizia di stato), Sappe (polizia penitenziaria) e Sapaf (corpo forestale dello stato) raccolti nella Consulta della Sicurezza, Coisp, Consap, Ugl, Cotipol, e dai gruppi Facebook “Assegno di funzione e blocco stipendiale” e “Siamo tutti cretini”, che farà confluire nella capitale migliaia di uomini e donne in divisa tra vigili del fuoco, poliziotti e forestali. L’appuntamento è alle 11 in piazza Montecitorio.

«La Corte Costituzionale - ricorda Antonio Brizzi, segretario generale del Conapo - in maniera lapidaria ha dichiarato che il blocco dei trattamenti economici del pubblico impiego è illegittimo, significando che sono stati indebitamente sottratti alle famiglie dei dipendenti pubblici ingenti somme di denaro attraverso il blocco dei contratti. Comprendiamo, anche se non condividiamo, le motivazioni per cui la Corte non ha disposto anche la restituzione del maltolto, ma noi non ci stiamo! Crediamo sia doveroso provvedere a indennizzare questo danno ingiustamente cagionato».

«Con la protesta del 15 ottobre a Roma - spiega Brizzi - intendiamo chiedere al Governo che provveda a stanziare nella Legge di Stabilità, in fase di stesura, le somme necessarie per corrispondere una tantum agli appartenenti al Comparto Sicurezza e Vigili del Fuoco, che possa risarcire almeno il 25% di quello che ci è stato scippato illegittimamente, cifra valutabile in 1.500 euro netti. Allo stesso modo chiediamo che il Governo stanzi le risorse necessarie per un rinnovo contrattuale dignitoso per i servitori dello Stato. Comprendiamo le difficoltà dovute alla crisi economica e le esigenze di risanamento della finanza pubblica e pertanto non avanziamo richieste demagogiche, ma riteniamo impossibile scendere al di sotto del minimo storico dei nostri contratti di lavoro. Dopo un blocco contrattuale che dura ormai da sei lunghi anni, riteniamo ragionevole e doveroso riconoscere un aumento contrattuale valutabile in 100 euro netti pro capite».

«Non ci si risponda - termina Antonio Brizzi - che si tratta di una richiesta esosa o incompatibile con lo stato delle finanze pubbliche perché il Governo, se vuole, ha la possibilità di provvedere al recupero di gran parte delle somme necessarie tramite una operazione di vera giustizia sociale. Sono irricevibili, lo si sappia fin da subito, gli 8 o 9 euro lordi di aumento mensile cui fanno riferimento le indiscrezioni di questi giorni».

«Giovedì in piazza Montecitorio - aggiunge Luigi Conti, segretario regionale del CONAPO - non mancheremo di esprimere il nostro disappunto anche per gli effetti disastrosi che, prevediamo, saranno generati dalla riorganizzazione in atto del ministero dell’Interno. La tagliola che scatterà su Teramo e Chieti, i cui comandi provinciali dei vigili del fuoco saranno accorpati rispettivamente a L’Aquila e Pescara, apre scenari preoccupanti su efficacia ed efficienza del soccorso pubblico da garantire ai cittadini. Se riorganizzazione deve essere, in nome della spending review - termina Conti -, riteniamo che questa non può che passare attraverso un’attenta analisi e un approfondito confronto con i rappresentanti del personale in divisa che tutti i giorni opera in prima linea».