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Rischio idrogeologico in Val Pescara: «i tralicci di Terna in mezzo alle vasche di colmata»

Terna:«enti cambino progetto vasche»

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Rischio idrogeologico in Val Pescara: «i tralicci di Terna in mezzo alle vasche di colmata»

CHIETI. Cosa ci faranno quattro tralicci del costruendo elettrodotto Villanova - Gissi di Terna in mezzo alle vasche che dovranno essere realizzate lungo il fiume Pescara con ben 54,8 milioni di euro stanziati dal CIPE due mesi fa nell'ambito del programma ItaliaSicura?

A domandarselo il Forum Abruzzese dei Movimenti per l’acqua che contesta il progetto, ritenuto indispensabile per la salvaguardia di cose e persone, portato avanti per anni dal commissario delegato governativo Adriano Goio.

Ora le mappe campeggiano in un accattivante depliant di ItaliaSicura del 6 agosto scorso che presenta i progetti approvati dal CIPE per salvare l'Italia dal dissesto e dai rischi. Il tutto nel giubilo del governo regionale guidato da D'Alfonso.
L'intervento prevede faraonici scavi dei terreni per abbassarne la quota e permettere di "invasare" grandi quantità di acqua in caso di alluvione, spiega il Forum. Più si scava e più mq sono disponibili, più liquido rimane "bloccato" a monte evitando, dunque, le piene a valle. Un intervento strategico per salvare Pescara.

«Peccato», fa notare Augusto De Sanctis, «che ora che dovranno entrare nella fase di progettazione esecutiva si ritroveranno, letteralmente in mezzo alle vasche, ben quattro piloni del nuovissimo elettrodotto di Terna, il 18, il 19, il 20 e il 21 (i cantieri del 19 e del 20 sono quelli immortalati sott'acqua durante la piena del Pescara dello scorso anno)».

E che cosa accadrà?, si domanda il Forum.

 Gli scaveranno attorno lasciando i piloni su quelle che diventeranno delle isole nelle vasche durante le alluvioni? Isole piuttosto larghe visto che dovranno tener conto delle fondazioni del pilone. Lasceranno una stradina rialzata per raggiungere il sostegno in caso di necessità di manutenzione?

«Forse  vogliamo credere», si interroga ancora il Forum, «all'ingegnere di Terna che in una riunione pubblica, rispondendo a chi faceva notare che stavano costruendo l'elettrodotto in piena area alluvione (senza peraltro neanche sapere delle vasche...), sostenne che la manutenzione la faranno in caso di necessità calando un tecnico dall'elicottero, suscitando così l'ilarità di molti dei presenti quando qualcuno aggiunse "magari di notte e tra i fulmini di un temporale, visto che stiamo parlando di alluvione?»

Nella Sintesi non tecnica del progetto delle vasche per la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, l'elettrodotto Villanova - Gissi non era stato neanche considerato tra i progetti in corso nell'area, nonostante il suo iter fosse partito da anni.

«Ora ci diranno», continua De Sanctis, «che sposteranno i limiti delle vasche, che scaveranno attorno ecc. con il risultato di diminuire la capacità d'invaso dell'acqua. Rimarrà l'azzardo di aver localizzato, come denunciamo da tempo, decine di piloni alti 50-60 metri in aree a rischio idrogeologico. Già questo avrebbe dovuto portare alla cancellazione del progetto. Ora, però, arriviamo all'inimmaginabile, un'opera realizzata nel 2015 in aree a rischio che influenzerà con la sua presenza anche le opere per la messa in sicurezza del territorio».

Cosa dicono a riguardo il direttore del Ministero dell'Ambiente Grimaldi e l'ingegnere Venditti, Responsabile Unico del Procedimento presso lo stesso Ministero? E quelli di ItaliaSicura messi a conoscenza dal Forum da un anno sull'elettrodotto realizzato per 1/3 in aree a rischio esondazione o frana?   
«Non sappiamo cosa deve accadere di più per fermare l'inutile elettrodotto Villanova - Gissi. Qualsiasi cosa dovesse accadere, comunque, non potranno certo dire "io non lo sapevo"».

TERNA:«NOI OTTENUTO AUTORIZZAZIONE»

Terna, in una nota, precisa che l'elettrodotto in questione «ha da tempo ottenuto l'autorizzazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico (gennaio 2013) ed è attualmente in via di completamento e di messa in esercizio».

«L’intervento di difesa idraulica è, invece, ancora in una fase di progettazione», spiega Terna, «sarà cura degli Enti competenti stabilire la compatibilità tra le due opere, ma, stante lo stato di costruzione della linea 380 kV Villanova-Gissi, il progetto delle cosiddette vasche di espansione, ancora in via di definizione, dovrà tenere conto della presenza della linea elettrica e dei sostegni che insistono sull'area interessata, come sempre avviene in situazioni analoghe.  Come più volte sottolineato, l'elettrodotto Villanova-Gissi rappresenta un'opera di grande importanza per una regione con un forte deficit elettrico e per risolvere criticità del sistema elettrico del centro-sud d’Italia che in questa area geografica conta una delle maggiori strozzature rimaste nella rete di trasmissione italiana».

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