"ISPIRAZIONI"

Di Pietrantonio (Pd) fa il grillino: «dimezzare stipendio dei consiglieri regionali»

«Di Pangrazio rinunci alle carte di credito»

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Di Pietrantonio (Pd) fa il grillino: «dimezzare stipendio dei consiglieri regionali»

ABRUZZO. Portare subito le retribuzioni dei consiglieri regionali da 10.000 euro netti al mese attuali a 5.000 euro.

E’ la richiesta del segretario Pd di Pescara, Moreno Di Pietrantonio che propone in questo modo di trovare alcuni milioni di euro  all’anno da destinare al progetto “Reddito di  dignità” (500 euro ai disoccupati). L’idea, tutt’altro che originale, è stata portata già in Consiglio regionale dal Movimento 5 Stelle, fino a questo momento, però, senza esito.

A luglio scorso, infatti, la proposta dei grillini è arrivata in aula ma è stata rimandata.

 Maggioranza e opposizione compatte (ad esclusione di Mauro Febbo di Forza Italia) e convinte che non sia ancora il momento opportuno per la sforbiciata .

Adesso la proposta viene rilanciata dal partito del governatore. Basterà per farla approvare dalla maggioranza?
«Crediamo che in un tempo come quello che stiamo vivendo di grande crisi nelle nostre famiglie», spiega Di Pietrantonio, «non siano più concepibili stipendi del genere per chi rappresenta i cittadini nelle istituzioni, diciamo questo senza nessun rischio di incorrere in improbabili populismi o forme di inutili demagogie».

Dunque il Pd pescarese fa da apripista e si aspetta che tutto il partito ne faccia tesoro «per una forza progressista e riformatrice come la nostra  una iniziativa del genere è un dovere», insiste Di Pietrantonio che si appella a D’Alfonso ma anche al presidente del Consiglio Regionale Di Pancrazio e a tutti gli assessori e consiglieri Regionali affinchè  venga predisposta al più presto una legge Regionale che istituisca il reddito di dignità e la riduzione del 50% delle retribuzioni ai  consiglieri Regionali.

Inoltre al presidente del consiglio Regionale Di Pietrantonio chiede di rinunciare alle spese di rappresentanza e alle carte di credito tutto a beneficio del fondo per il progetto.

«L'ipocrisia del Pd non ha limiti», commenta la consigliera del Movimento 5 Stelle, Sara Marcozzi. «In Regione il Pd boccia le proposte del M5S e nei Comuni si fa vedere virtuoso e propositivo. La proposta di legge di dimezzamento degli stipendi dei consiglieri regionali l'ha presentata il M5S in Regione un anno fa, io sono la prima firmataria, e i consiglieri regionali Piddini (così come tutti gli altri, a onor di verità) hanno fatto di tutto per non votarla. Mentre la proposta di legge sul Reddito di Cittadinanza l'ha depositata il M5S mesi fa, a firma del collega Riccardo Mercante e attende ancora di essere calendarizzata». 

Secondo Marcozzi questi ‘giochini’ accadono anche in Parlamento: «bocciano le nostre proposte per presentarle loro identiche».


LA PROPOSTA BOCCIATA DEI 5 STELLE

La proposta avanzata dal Movimento 5 Stelle, che fino ad oggi non ha avuto fortuna, attiene alle indennità di consiglieri e presidenti di Giunta e Consiglio le cui massime retribuzioni consentite sarebbero rispettivamente ridotte per i primi da 11.100 euro a  5.000 euro e per i secondi da 13.800 euro a 6.500 euro.
Altro taglio previsto è quello dei rimborsi spese,  nota dolente per le tasche della Regione, che elargisce ai consiglieri  fino a 4500 euro mensili. Un forfait che viene assegnato a prescindere da quanto si spenda effettivamente per vitto, alloggio e viaggio e a prescindere dal luogo di provenienza.  
Tagli sono previsti anche per le indennità di Vice Presidente e Segretari di Commissione. Sono previste l’abrogazione della Polizza assicurativa in caso di morte o  infortunio del Consigliere, l’abrogazione del trattamento di fine mandato e la riduzione dei vitalizi con percentuali maggiori in caso di cumulo di vitalizi diversi. Infine lo spostamento da 60 a 67 anni per la fruizione del vitalizio per i consiglieri che ne abbiamo maturato il diritto, come per i lavoratori “comuni”.