LA DECISIONE

Abruzzo. Garante dei detenuti: il Tar riammette Rita Bernardini

Esclusione annullata perché illegittima

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Garante dei detenuti, «illegittima l'esclusione di Rita Bernardini»

Rita Bernardini


 

ABRUZZO. Il Tar riammette Rita Bernardini Garante dei Detenuti abruzzesi: l'esclusione è annullata perché illegittima.

 La competenza della decisione spettava ai capigruppo del Consiglio regionale e non agli uffici amministrativi, che avevano “scartato” la candidatura di Rita Bernardini per motivi infondati prima ancora che potesse essere discussa dalla Regione Abruzzo: ritenuta la fondatezza del ricorso presentato dagli avvocati Paolo Mazzotta, Giuseppe Rossodivita e Vincenzo Di Nanna, il tribunale, con sentenza semplificata, ha quindi ritenuto nullo il motivo di esclusione.

«La decisione del Tar dimostra quanto può essere rapida ed efficiente la giustizia italiana: la sentenza è giunta in sole due settimane», ha commentato Di Nanna, segretario di Amnistia, Giustizia e Libertà Abruzzi, che ha poi aggiunto: «abbiamo agito nell'interesse del Consiglio per tutelarne le competenze esclusive, l'on. Bernardini ha messo a disposizione la sua candidatura e dev'essere il Consiglio a votarla».

Bernardini era stata esclusa per le sue condanne per disobbedienza civile (legge Severino), che hanno riguardato la legalizzazione della cannabis.

«Per nostra storia e comportamenti», aveva detto la diretta interessata, «non abbiamo mai ritenuto che ci fossero ‘posti’ da riservare ai radicali».

«Ringraziamo tutte le forze politiche, i giornalisti, i professionisti, gli esponenti dell'avvocatura e delle Camere Penali che in queste settimane hanno espresso il loro appoggio e fatto sentire la loro vicinanza», chiude Di Nanna.

Sul caso era intervenuto anche Adriano Sofri che su Il Foglio aveva commentato il caso scrivendo: «mi sono messo a ridere, poi a piangere».

Il garante dei detenuti riceve segnalazioni sul mancato rispetto della normativa penitenziaria, sui diritti dei detenuti eventualmente violati o parzialmente attuati e si rivolge all’autorità competente per chiedere chiarimenti o spiegazioni, sollecitando gli adempimenti o le azioni necessarie. Il suo operato si differenzia pertanto nettamente, per natura e funzione, da quello degli organi di ispezione amministrativa interna e della stessa magistratura di sorveglianza.

I Garanti possono effettuare colloqui con i detenuti e possono visitare gli istituti penitenziari senza autorizzazione, secondo quanto disposto dagli artt. 18 e 67 dell’ordinamento penitenziario (novellati dalla legge n. 14/2009).