IL FLUSSO

Le cliniche propongono, D’Alfonso cambia il contratto: ora la Regione paga più facilmente

Soluzione trovata dopo anni di malumori ma il tavolo di verifica critica il commissario

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Le cliniche propongono, D’Alfonso cambia il contratto: ora la Regione paga più facilmente

D'Alfonso

ABRUZZO. Una modifica di poche parole, qualche riga che salta ed il gioco è fatto. In poche battute viene accolta la proposta delle cliniche private di cambiare il contratto che da alcuni anni regola il rapporto con la Regione. Ed è una modifica non esattamente irrilevante che potrebbe stravolgere il rapporto tra privato e pubblico.

Con il decreto del commissario straordinario alla sanità numero 64 si è andati a modificare appena pochi giorni dopo la sua approvazione il contratto approvato con il decreto numero 59, «depotenziando» quella parte che impediva alle cliniche di ottenere i rimborsi per quelle prestazioni che sforavano il budget.

In pratica le prestazioni sanitarie in convenzione vengono effettuate a determinate condizioni (accreditamento) e entro certi limiti (budget) che di volta in volta la Regione stabilisce tra i diversi operatori. Aveva già fatto scalpore la rimodulazione del budget dell’attuale commissario D’Alfonso che aveva di fatto elevato di molto la retribuzione per tutti gli operatori abruzzesi  (7 milioni di euro in più) ora si aggiunge anche questo ulteriore aspetto della possibilità di abbattere ogni limite al rimborso.

E’ la soluzione trovata dal presidente di centrosinistra, dopo anni di malumori, ricorsi e minacce poiché le cliniche si trovavano comunque a dover svolgere prestazioni in convenzioni sapendo che non sarebbero state rimborsate perché già oltre il limite.

Ora le cliniche saranno ben contente di effettuare tutte le prestazioni richieste sicure che saranno comunque pagate a carico del sistema sanitario nazionale.

 La cosa non è sfuggita al Ministero che ha pesantemente criticato le scelte del commissario D’Alfonso che nel verbale del tavolo tecnico di verifica di luglio scorso scriveva nero su bianco tutti i rilievi e le modifiche da attuare.

 Come detto il decreto commissariale 59/2015 ha ridefinito i tetti e lo schema contrattuale per gli anni 2014 e 2015, modificando il precedente decreto 164/2014; il valore dei tetti è stato fissato pari a 131,8 mln di euro, modificando il valore limite massimo regionale per l'acquisto di prestazioni ospedaliere previsto dal Programma Operativo 2013-2015  (Decreto 112/2013) e trovando copertura nella manovra di potenziamento territoriale.

E nella relazione si legge anche:

«Si rileva inoltre che il DCA n. 64/2015 depotenzia lo schema di contratto eliminando i riferimenti alla non remunerabilità delle prestazioni extra tetto (menzionati esclusivamente all'art. 13 comma 7 che prevede che "per produzione accertata e validata si intende il totale delle prestazioni fatturate poste a carico del SSR nei limiti del tetto di spesa sottoscritto che hanno superato i controlli ...", laddove nello schema allegato al DCA n. 59/2015 erano presenti in numerosi articoli) ed al DCA n. 64/2012 relativo all’approvazione dei protocolli dei controlli.

Tavolo e Comitato, rilevando che il Subcommissario non ha sottoscritto tali decreti, ricordano quanto già riportato nel verbale del 20 novembre 2014, in particolare che “la struttura commissariale deve operare nella sua interezza al perseguimento della governance del SSR e che quindi si devono condividere scelte programmatorie che hanno influenza sul SSR prima di formulare i relativi provvedimenti. Si invita, pertanto, a superare eventuali criticità nei rapporti all’interno della struttura commissariale”.

Il Commissario ed il Subcommissario rappresentano di aver raggiunto un accordo e che provvederanno ad emanare un provvedimento di aggiornamento dei citati decreti prevedendo il recupero e l’integrazione della clausola relativa al rispetto dei tetti, prevedendo la definizione del tetto relativo al triennio 2014-2016, ai sensi del comma 14 dell’art. 15 del decreto-legge n. 95/2012 come modificato dall’ art. 49, comma 2-bis, lett. b), del decreto-legge n. 69/2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 98/2013.

Tavolo e Comitato restano in attesa dei preannunciati provvedimenti sottoscritti dall’intera struttura commissariale contenenti quanto sopra rappresentato».

 

 Si attende.

Sta di fatto che le modifiche non sono state sottoscritte dal sub commissario Zuccatelli e sul perché non ci sono motivazioni. C’è poi anche il capitolo ulteriormente spinoso delle verifiche delle prestazioni e dei protocolli ispettivi del 2012 i quali stabilivano in buona sostanza tutte le prestazioni che le cliniche potevano svolgere e le modalità per rientrare nella retribuzione (appropriatezza e accreditamento ecc.). I protocolli ispettivi del 2012 stilati dal dirigente Muraglia poi rinnegati da Muraglia direttore di dipartimento vengono di fatti accantonati per ritornare ad una situazione molto simile a quella ante 2005, cioè quella precedente all’avvento di Del Turco,  e fase massima di dilapidazione della sanità pubblica.

 Ma dove verranno trovati i soldi per pagare di più le cliniche?

«La relazione dell’Advisor rileva che presso la GSA», si legge nella relazione, «vi è un accantonamento pari a 31,2 mln per il potenziamento dell'assistenza territoriale per gli anziani non autosufficienti ai sensi del Programma Operativo; tali risorse non sono state ancora destinate e i relativi costi non hanno avuto alcun effetto economico nei Bilanci d'esercizio 2014. Tavolo e Comitato prendono atto che una quota delle risorse destinate dal Programma operativo al potenziamento dell’attività territoriale sono state destinate a coprire costi relativi all’assistenza ospedaliera».

 E poi c’è la annosa questione di chi “erode” il budget sforandolo.

 «L’advisor specifica che», si legge nella relazione, «sulla base dei dati di produzione ospedaliera (SDO+SDAC forniti dalla Regione) a Consuntivo 2014, si evidenzia che gli operatori hanno complessivamente eroso il tetto per circa il 99%; le strutture che presentano una maggiore erosione sono: Pierangeli (110%), Spatocco (107%), Villa Serena (107%), mentre si registra una produzione inferiore rispetto al budget per le strutture Santa Camilla (79%) e L'Immacolata ed ex Santa Maria (87%). (…) Si segnala che le strutture hanno eroso complessivamente il 97% del budget e una maggior erosione da parte di: Villa Serena 106%), Pierangeli e Spatocco (104%).

Il valore del fatturato delle prestazioni ospedaliere erogate in regime ambulatoriale che sono ricomprese nel tetto dell’ospedaliera (DCA n. 50/2011 che individua i DRG trasferiti in regime ambulatoriale a rischio di inappropriatezza se effettuati in regime di ricovero ordinario) ammonta a circa 7,3 mln di euro ed è conforme con il dato di produzione SDAC. Si specifica che la stessa Casa di cura Pierangeli eroga il 40% del totale delle prestazioni ambulatoriali. Tavolo e Comitato chiedono chiarimenti in merito alla consistente erosione dei budget da parte di talune strutture private e alle eventuali azioni già intraprese, o da intraprendere, da parte della struttura commissariale; rilevano, inoltre, il perdurare del disallineamento tra produzione e fatturato».