SANITA'

Vista, Mastropasqua punta sull’occhio bionico

Ricerca in atto anche per contrastare il discomfort oculare

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Vista, Mastropasqua punta sull’occhio bionico

D'Alfonso e Mastropasqua

ABRUZZO. Individuati i primi due obiettivi di “Abruzzo Regione della Vista” – il Centro di Ricerca e Innovazione fortemente voluto dal presidente della Giunta regionale Luciano D’Alfonso – che vede la collaborazione della Regione Abruzzo, del Centro Nazionale di Alta Tecnologia e Centro di Eccellenza in Oftalmologia dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, diretto dal professor Leonardo Mastropasqua,  dell’azienda biofarmaceutica Dompè e del Polo chimico-farmaceutico Capitank. I progetti di ricerca riguardano l’occhio bionico e il discomfort oculare,  patologia neuro-degenerativa a carico della retina, la prima, e da alterazione del film lacrimale, la seconda.

OCCHIO BIONICO
Il progetto di ricerca è finalizzato all’acquisizione di uno dei più moderni e sofisticati sistemi di retina elettronica, per restituire parte della visione centrale in soggetti affetti da malattie neuro-degenerative della retina, in particolare della retinite pigmentosa. 
Un dispositivo bionico-elettronico consente a chi è non vedente di recuperare parzialmente la visione centrale e di riconoscere le sagome, le lettere e le figure ben contrastate, sebbene si tratti di una visione ancora rudimentale e in scale di grigio. 

In particolare,  la protesi bionica Argus II è costituita da una parte interna composta da una serie di elettrodi impiantati a diretto contatto con la retina e da una parte esterna composta da una telecamera collegata ad un computer. 
Le immagini vengono elaborate dal computer e tramite un’antenna wireless, posta sugli occhiali del paziente, vengono trasferite sul dispositivo messo a contatto con la retina che stimola così le cellule neuronali ancora funzionanti. Le immagini raccolte dalla telecamera vengono quindi trasformate in percezione di segnali luminosi da parte del cervello.
L’impianto delle protesi bioniche è stato effettuato con successo su circa 80 pazienti.
«Questa è l’unica reale promessa per poter ripristinare una minima visione attraverso l’impiego di dispositivi artificiali» commenta il professor Leonardo Mastropasqua.

DISCOMFORT OCULARE
Il discomfort oculare è caratterizzato da una serie di sintomi dovuti al disordine del film lacrimale per deficit di lacrimazione o eccessiva evaporazione, che causano un danno alla superficie oculare.
I sintomi sono secchezza oculare, sensazione di sabbia negli occhi, sensazione di corpo estraneo, bruciore, rossore, prurito, dolore, lacrimazione e difficoltà ad aprire gli occhi al mattino.
Tale sintomatologia, che colpisce fino al 35% della popolazione ed aumenta con l’età, si acuisce nelle attività giornaliere, nella lettura e nell’uso dei video terminali.
Le terapie attuali si basano su sostituti lacrimali artificiali, spesso non risolutivi e sull’utilizzo di farmaci antinfiammatori e/o immunosoppressori che possono indurre effetti collaterali. 

«L’obiettivo della ricerca futura – afferma Mastropasqua – deve andare, invece,  nella direzione di identificare molecole che risolvano i sintomi per un effetto di lunga durata, senza alterare la qualità della visione e senza effetti collaterali».  
Nella Clinica Oftalmologica di Chieti-Pescara sono in corso studi sperimentali finalizzati alla valutazione medico-scientifica degli effetti neurali della somministrazione di un collirio a base di Nerve Growth Factor (NGF), la neurotrofina, tra i fattori di crescita neuronali individuati dalla professoressa Rita Levi Montalcini, insignita per tale scoperta del premio Nobel. Tali molecole trovano un razionale scientifico usate singolarmente o in sinergismo con la retina artificiale.