BUCHI NELL'ACQUA

Ombrina, comitato insiste: «referendum inutile per bloccare il progetto»

«D'Alfonso mobiliti gli altri presidenti delle regioni, i parlamentari e i sindaci»

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Ombrina, comitato insiste: «referendum inutile per bloccare il progetto»

ABRUZZO. «Fermare Ombrina con il Parco marino da istituire in pochi giorni in Consiglio regionale. Il referendum purtroppo non è lo strumento per bloccare questo progetto visto che la conferenza dei servizi è stata fissata per il 14 ottobre. Un eventuale voto referendario nella primavera 2016 non avrebbe valore retroattivo».
Così il Coordinamento No Ombrina commenta la notizia relativa all'iter di approvazione del progetto Ombrina giunto ormai alla fase finale.

Il Coordinamento No Ombrina ritiene quindi indispensabile approvare entro la prima settimana di ottobre il progetto di legge che è stato elaborato dal Coordinamento per far nascere il Parco marino regionale denominato "Trabocchi del chietino". Sarebbe esteso esclusivamente nel tratto di mare di fronte ai comuni di S. Vito Chietino e Rocca S. Giovanni, per circa 6 miglia.
Un'area protetta in cui scatterebbero i vincoli di salvaguardia come quello di non alterare l'ambiente e i fondali, del tutto coerente con l'istituzione da parte statale del Parco nazionale della Costa teatina nella parte terrestrea. Il Governo Renzi, ha fatto notare il coordinamento, potrebbe cercare di impugnare la norma davanti alla Corte Costituzionale ma dovrà dimostrare che la salvaguardia ambientale e paesaggistica, tutelati dalla Costituzione, sono subordinati alla sete di profitto di alcuni petrolieri stranieri.

Il Coordinamento No Ombrina chiede ai cittadini di mobilitarsi per essere presenti con un sit-in davanti al Ministero il 14 ottobre. «Riteniamo che il Presidente D'Alfonso debba portare l'intera giunta a Roma e invitare a parteciparvi tutti i consiglieri regionali, tutti i parlamentari e i sindaci a stare assieme ai cittadini. I pullman dovrebbero essere messi a disposizione dalle istituzioni se vogliono veramente tutelare gli interessi del popolo abruzzese».


QUALI PROGETTI SI SALVANO?
Il Coordinamento No Ombrina da luglio aveva espresso forti dubbi su questa ipotesi referendaria sia per quanto riguarda l'efficacia nella risoluzione concreta del problema Ombrina sia per il metodo seguito soprattutto per il rischio di non raggiungere il quorum in assenza di altri quesiti referendari su temi di richiamo come scuola e lavoro. Il Coordinamento, ritenendo il referendum uno strumento importante ma da usare con estrema attenzione, sta contribuendo con convinzione ad un percorso con gli altri movimenti che in Italia si occupano, appunto, di ambiente, lavoro e scuola. L'attuale quesito referendario per quanto riguarda il mare su 88 procedimenti per il rilascio di nuove concessioni andrebbe a colpirne 31b, quelle poste all'interno delle 12 miglia. Tutte le altre, oltre le 12 miglia e fino alle linee di delimitazione con gli altri stati, rimarrebbero intonse. Inoltre di queste 31 concessioni solo 8 ricadono interamente dentro le 12 miglia mentre ben 23 sarebbero riperimetrate con l'eventuale raggiungimento del quorum di 26 milioni di votanti. In sintesi, su 88 procedimenti in itinere nei mari italiani ne sarebbero bloccati completamente 8, che scenderebbero a 7 se venisse approvata Ombrina prima del voto. Anche l'altro grande progetto in fase molto avanzata, Vega B in Sicilia, potrebbe veder concluso l'iter prima del referendum.
«Non vorremmo», insiste il coordinamento, «che, con la crisi del prezzo del petrolio che ostacola nuovi investimenti in ricerca in tutto il mondo, alla fine, una volta "sistemati" questi due grandi progetti su cui Rockhopper ed Edison devono rientrare degli investimenti già fatti, si possa cercare di placare gli animi dei cittadini preoccupati presentando un taglio ad una quota limitata delle concessioni entro le 12 miglia come la salvezza dei mari italiani dalle trivelle. Le piattaforme già programmate continuerebbero ad arrivare da 12,1 miglia in poi e le concessioni rimarrebbero immutate con nuovi progetti petroliferi che potrebbero essere autorizzati non appena il prezzo del petrolio dovesse aumentare».

MAZZOCCA: «NOSTRO RUOLO NON PUO’ ESSERE BYPASSATO»
Intanto con una richiesta formale inviata ai Ministeri dello Sviluppo economico e dell'Ambiente, la Regione Abruzzo, per il tramite del Sottosegretario Mario Mazzocca, ha chiesto di essere invitata a partecipare alla Conferenza dei servizi decisoria, convocata il prossimo 14 ottobre, sul progetto di sviluppo del giacimento Ombrina Mare.
«Le decisioni assunte contro la petrolizzazione da parte dei vari consigli regionali - ha spiegato Mazzocca - non possono indurci a credere di avere vinto la battaglia. Questa vicenda è servita a rimarcare la volontà del nostro territorio di perseguire una politica di sostenibilità e, ancor di più, il ruolo dell'ente locale massimamente rappresentativo, la Regione, un ruolo che non può venire bypassato da prepotenze governative».
Nella riunione svoltasi qualche giorno fa a Bari la comune volontà dei Governatori contro la petrolizzazione ha messo in evidenza proprio questo, la riaffermazione di un diritto e, nel contempo, l'assunzione di responsabilità di chi, come D'Alfonso, ha in carico l'amministrazione dei territori.
«La presentazione del referendum non è certamente l'ultimo atto del nostro impegno», ha insistito Mazzocca. «L'effetto della legge regionale vuole essere anche quello di bloccare, almeno temporaneamente, l'iter procedurale relativo al progetto di Ombrina, anche se siamo perfettamente consci delle possibili contestazioni di legittimità costituzionale che possono essere avanzate da parte del Governo centrale. Noi intendiamo, comunque, continuare nel nostro impegno fino all’ ultimo, così come abbiamo fatto in questo anno di assessorato».

«MOBILITAZIONE POPOLARE»

Il M5S intende percorrere la strada, priva di pericolose scorciatoie, della mobilitazione popolare unita all'iniziativa politica in tutte le sedi istituzionali in cui è presente.

Il Gruppo consiliare abruzzese si è fatto parte attiva nel deposito della proposta di legge nazionale di iniziativa regionale, elaborata dal Coordinamento No Ombrina, la quale mira ad ottenere per via parlamentare l'abolizione delle stesse norme oggetto di referendum.

«Speriamo che questa proposta sia discussa il prima possibile» commenta Sara Marcozzi prima firmataria della legge. «Inoltre» continua la consigliera M5S «il Gruppo consiliare abruzzese ha presentato una risoluzione urgente, bocciata dalla maggioranza dalfonsiana, che mirava ad ottenere il recepimento di argomenti giuridici forti nel ricorso che la Regione Abruzzo si accinge a presentare al Tar del Lazio contro il Decreto ministeriale che esprime parere positivo sulla compatibilità ambientale di Ombrina Mare 2. Nonostante la bocciatura, quegli argomenti sono stati trasmessi all'Avvocatura regionale chiedendone il recepimento».

«In parlamento» aggiunge Gianluca Vacca portavoce alla Camera M5S «tutti i portavoce abruzzesi  si faranno promotori di una mozione parlamentare che mirerà ad imporre al Ministero dello Sviluppo Economico la sospensione del procedimento autorizzativo riguardante Ombrina Mare fino all'esito della discussione in Aula dei progetti di legge di iniziativa parlamentare già presentati e di quello in discussione in Abruzzo, i quali tutti mirano ad eliminare una parte del famigerato art. 35 del cosiddetto Decreto Passera. E su tale mozione» continua Vacca «verificheremo quanto certi parlamentari abruzzesi, che oggi si stracciano le vesti, siano disposti a fare davvero per fermare Ombrina. Presenteremo inoltre un esposto per chiedere alla magistratura di verificare se le anomalie da noi riscontrate nelle azioni dei ministeri, e che hanno permesso ad Ombrina di non essere bloccata già nel 2012, siano fondate e possano avere dei rilievi penali».