LA RICORRENZA

PrimaDaNoi.it, il miracolo che continua da 10 anni

Il 26 settembre del 2005 cominciava il nostro viaggio

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PrimaDaNoi.it, il miracolo che continua da 10 anni

ABRUZZO. Quel 26 settembre 2005 avevamo i brividi per l’emozione di fare qualcosa di nuovo e di inesplorato come se stessimo per lanciarci nel vuoto senza vedere il fondo. Una esperienza contemporaneamente emozionante e bellissima ma anche paurosa e angosciante. Sapevamo che in quel momento la nostra vita sarebbe cambiata per sempre.

Avevamo avuto l’ardire di pensare ad un quotidiano on line fatto in casa e sviluppato con software open source per  lunghi mesi di preparazione e per allora era una cosa non comune e non facile.

Ci sentivamo orgogliosi e spaventati per una cosa che sapevamo sarebbe diventata molto più grande di noi, e così ci siamo sentiti per moltissimo tempo ancora perché veder nascere e crescere PrimaDaNoi.it è stata una esperienza semplicemente complessa, liberamente impegnativa, formativa e deformante, costruttiva e distruttiva, nobile ma anche ignobile, utile ma anche una gran fatica.

A guardare bene indietro questo tempo si scoprono decine di ossimori e contraddizioni in noi e nella società che abbiamo raccontato, contrasti nati e mai risolti che sembrano gli stessi dell’Abruzzo di oggi.

In tutta franchezza siamo invecchiati ma non migliorati, siamo cresciuti ma non ci siamo evoluti (purtroppo), abbiamo fatto pulizia cento volte ma ci ritroviamo ancora la sporcizia tra i piedi, abbiamo faticato e speso risorse enormi spostandoci di poco dal punto di partenza, ci siamo scandalizzati così tante volte che ora è diventato tutto normale.

Abbiamo scritto, scritto e scritto ancora, seguendo passo passo le più importanti vicende locali, raccontando la storia di questo angolo d’Italia in tempo reale con tutte le difficoltà che questo comporta.

Abbiamo attraversato cambiamenti epocali, percorso tutto il declivio del nostro tempo per arrivare in fondo alla discesa e ritrovarci uguali ad allora, forse peggio di prima. 

Ci sentiamo così noi, questo siamo diventati, raccontando migliaia di storie abruzzesi senza mai fermarci, cercando di vederci chiaro, approfondire,  a volte spaccare il capello o analizzare i dettagli e sopportando tutto il peso che queste storie lasciano in chi le racconta.

Quasi 200mila articoli circa due mila inchieste e approfondimenti tutti sudati in proprio, circa 200milioni di contatti e non sappiamo più quante pagine… ad un certo punto abbiamo abbandonato i numeri ed abbiamo dato più importanza alle lettere, cioè alla qualità di quello che scrivevamo in perenne fretta.

Insomma oggi ci sentiamo gli stessi ragazzini di ieri, solo un po’ più cresciuti, sempre più anestetizzati e nemmeno più disgustati o scandalizzati ma profondamente delusi, forse proprio come tanti di voi che vivono in questa regione che non è più quella del 2005, refrattaria ai cambiamenti, isolata, chiusa, tradizionale e “felice” ma completamente diversa nel volto segnato, con la stessa anima di sempre. Tutto cambia per rimanere uguale.

I NUMERI

200.000.000 circa contatti totali

200.000 circa articoli scritti

750.000 email ricevute

2.000 inchieste e approfondimenti autoprodotti

8 totale collaboratori avvicendati

40 circa cause totali intentate contro di noi

18 per diffamazione

22 per diritto all’oblio

13 ritirate

10 vinte in primo e secondo grado

6 perse in primo grado

12 ancora pendenti

0 condanne definitive

200 circa le minacce e diffide di cancellazione articoli per “diritto all’oblio”

5.000.000 richiesta totale di risarcimento danni

10 si sono sentiti diffamati e poi sono stati arrestati

15 inserzionisti pubblicitari totali

3 offerte di acquisto del quotidiano

1 raccolta fondi avviata

0 finanziatori incontrati

0 finanziamenti pubblici

SEGNO MENO

Non ci piace fare bilanci perché si rischia di non essere freddi e oggettivi ma possiamo dire che da un lato il bilancio è negativo sotto vari aspetti: quello del mancato sviluppo di una impresa onesta che produce informazione indipendente affossata da mille rivoli di piccoli e grandi interessi trasversali che inquinano il nostro Paese, la politica ed il mercato.

Siamo sempre i soliti anche se a quest’ora avremmo potuto essere qualcosa di più grande e incisivo per tutti e sappiamo con certezza che in un altro Paese sarebbe stato così. Ma abbiamo metabolizzato anche questo.

Il bilancio può essere negativo anche perché a fronte di centinaia di migliaia di notizie, per certi versi eclatanti, opinione pubblica, politica, istituzioni sono rimaste inermi, immobili. Inspiegabilmente.

Per il primo decennio il bilancio è ancora negativo anche se fortemente tendente al positivo per quanto riguarda le cause giudiziarie che per i primi 7-8 anni ci hanno visti soccombere in primo grado e ci ha tramortiti tutta l’ignobile ondata modaiola del diritto all’oblio, una leva che ora i grandi poteri cavalcano a livello planetario con l’unico scopo di limitare la libertà di espressione e di stampa e che ci ha visti per primi essere vittima di una sentenza incredibile nel 2010. All’inizio del 2016 la Cassazione finalmente si pronuncerà e dirà se quei giudici così originali di Ortona avevano ragione e se gli enormi danni che ci hanno provocato erano legittimi oppure no.

 

ABBIAMO CAPITO CHE:

- essere liberi ha un prezzo altissimo

- i politici pensano prima al loro tornaconto personale (e poi alla loro clientela)

- la verità fa molto male

-la verità può cambiare la storia

- se sei dalla parte giusta anche da solo puoi resistere (ma non vincere)

- l'altruismo non paga

- fare una cosa solo perchè è giusta... è sbagliato

- non può esistere un giornale completamente libero e di successo

- il libero mercato è una menzogna (come la democrazia)

- le persone davvero indipendenti e non influenzabili sono rarissime

-la democrazia è una barzelletta che non fa ridere

- il 70% delle cose che ci raccontano sono bugie, il resto sono mezze verità

- la gente è per lo più disinteressata e apatica e preferisce subire passivamente

- l'omertà è dilagante come il clientelismo e lo scambio di favori

- le persone oneste sono davvero poche e quelle che fanno qualcosa per migliorare la nostra società ancora meno

- è difficile far capire che i problemi che abbiamo oggi sono la conseguenza di illeciti (spesso corruzione )

- il nostro Paese è corrotto fino al midollo

- ci sono poche persone che davvero fanno il proprio dovere (anche nelle istituzioni)

- la giustizia è malata e spesso amministrata da burocrati fuori dalla realtà

- l'ignoranza è inestirpabile

- il senso civico è al minimo storico

- in un Paese con la memoria corta a che serve l'oblio?

- se vuoi essere una persona davvero onesta preparati ad avere un sacco di problemi

- i poteri forti (e occulti) tengono in pugno uomini ed istituzioni

- Non esistono poteri forti "buoni"

- i soldi non possono comprare tutto, per il resto è sufficiente una poltrona o un incarico di potere

- non tutto è come sembra

- che sotto le casacche di una squadra spesso i politici indossano  quella degli avversari

- l'onestà predicata è ridicola se non seguono coerenza e fatti

- il giornale non è un ristorante e dunque non si prendono ordinazioni

SEGNO PIU’

Il bilancio, invece, è strapositivo sotto molteplici altri aspetti, per esempio proprio quello di essere rimasti uguali a noi stessi, con gli stesi propositi, la stessa ingenuità e purezza.

Ci appuntiamo una medaglia da soli per essere rimasti in questo tempo burrascoso sempre e comunque indipendenti e incuranti del vento che tirava. Abbiamo percorso la strada che abbiamo scelto all’inizio anche se abbiamo visto spesso altri percorrere vie più facili e brevi e arrivare prima alla meta.

Un'altra cosa di cui andiamo fieri è la coerenza tenuta sempre, coerenza facile da perseguire quando è dettata da pochi principi mai derogati come l’onestà, la verità, l’indipendenza e la trasparenza. Principi più che predicati messi in pratica con i fatti.

Resistere per tutto questo tempo e continuare ad esserci a queste condizioni è una vittoria di forza e costanza incommensurabile.

Abbiamo dimostrato che, pur nella estrema solitudine, è possibile rimanere incontaminati, lontani dalle lusinghe del potere anche se il prezzo che paghiamo è altissimo.

Abbiamo dimostrato che si può essere giornalisti ed avere un solo padrone: il lettore.

Siamo la prova vivente che il nostro Paese può tollerare la vera libertà di espressione o un giornale totalmente libero e slegato da qualunque partito, corrente, lobbies a patto che questo venga emarginato e affannato.

Abbiamo conosciuto troppo a fondo la politica per poter ben sperare per il futuro ed essere ottimisti per tutti.

Vivere dal di dentro le vicende di questa regione e poter scorgere le intime ragioni che hanno determinato la storia locale è stata una esperienza entusiasmante anche se a volte le verità in cui ci siamo imbattuti sono state difficili da digerire.

Guardare negli occhi gli uomini e le donne vere di questo Paese che combattono per un posto migliore è stata tra tutte la soddisfazione più grande.

ABBIAMO VISTO

- Infiniti politici percorrere il viale del tramonto

- infinite promesse disattese

- reiterare gli stessi errori

- controllori distratti

- politici avvisati per nulla salvati

- persone in estremo disagio

- storie ignobili per un paese civile

- persone mentire senza ritegno

- persone rischiare solo per il senso di giustizia

- persone essere d'accordo solo per il proprio tornaconto

- guardato negli occhi il potere vero

 

 

Infine un pensiero ed un ringraziamento va a tutti quelli che ci danno fiducia ogni giorno e che ci permettono di far arrivare a tutti informazioni importanti e vitali che qualcuno vorrebbe tenere segrete.

Un ringraziamento va al caro Sebastiano Calella che ha contribuito in misura determinante al progetto dissuadendoci più e più volte dal desistere.

E alla fine in questi 10 anni noi ci siamo stati e sappiamo in cuor nostro (ne abbiamo le prove) che la nostra presenza non è stata del tutto inutile per il bene comune di questo fazzoletto di terra.

Va bene anche così.

Grazie.