BUCHI NELL'ACQUA

Trivelle: «referendum inutile per bloccare il progetto»

Intanto la Croazia blocca tutti i contratti con le società petrolifere…

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Trivelle: «referendum inutile per bloccare il progetto»

ABRUZZO. Ieri il Consiglio regionale ieri ha detto sì a due delibere relative a due richieste di referendum abrogativi degli articoli 35 e 38 del decreto sblocca Italia sulle disposizioni in materia di ricerca ed estrazione di idrocarburi.

L'Abruzzo si allinea così ad altri 5 Consigli regionali (Basilicata, Marche, Molise, Puglia e Sardegna) che con questa misura si sono opposti a nuove trivellazioni autorizzate dal governo.

Ma non tutti gli ambientalisti pensano che questa sia la mossa giusta per fermare la petrolizzazione.

Come ad esempio  il Coordinamento No Ombrina che domani mattina terrà una conferenza stampa sugli ultimi sviluppi del progetto Ombrina e, in particolare, sulle conseguenze della Conferenza dei Servizi decisoria convocata per il 14 ottobre a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Il Coordinamento, fin da luglio, aveva espresso per tempo, anche al Consiglio regionale, grandi dubbi sull'efficacia della proposta referendaria che diventerà inutile per il progetto Ombrina, il principale progetto nelle 12 miglia in Italia, in caso di esito favorevole della Conferenza dei Servizi. Infatti un referendum da svolgere nel 2016, anche ammesso che si raggiunga il quorum, non avrebbe validità retroattiva.

Il Coordinamento No Ombrina rinnoverà quindi con forza al Consiglio Regionale la richiesta di approvare la proposta di istituzione di un parco marino di fronte a S. Vito chietino e a Rocca S. Giovanni per tutelare il nostro mare.

Perplessità, seppure con voto favorevole in aula, sono state espresse ieri anche dal Movimento 5 Stelle. Secondo loro lo strumento referendario sarebbe legato a troppe incontrollabili variabili come quello del quorum che con molta probabilità non si raggiungerà anche per la poca informazione che arriverà ai cittadini visto che il governo pro tempore (Pd in primis) non ha interesse al raggiungimento del 50% più uno.  

Intanto in Croazia il governo ha deciso di rinviare la firma di tutti gli accordi di petrolio e di gas fino a dopo le elezioni generali di quest'anno, una mossa che potrebbe ritardare l'afflusso delle entrate delle concessioni.

Stop dunque per il momento agli accordi con Eni SpA, Medoil Plc, INA Industrija nafte dd, Oando Inc e Vermilion Energy Inc per la perforazione on-shore e off-shore. Ma dietro c’è un motivo ben preciso e soprattutto momentaneo:  il governo uscente, infatti, come ha spiegato il ministro dell’Economia Ivan Vrdoljak vuole evitare la pressione dei gruppi ambientalisti e dell'opposizione in campagna elettorale: «non vogliamo che questi contratti, per i quali abbiamo fatto un sacco di duro lavoro, diventino discussione in campagna elettorale. Speriamo di vincere e firmare i contratti nella prima sessione di gabinetto».

La data delle elezioni sarà scelto dal presidente Kolinda Grabar Kitarovic dopo lo scioglimento del Parlamento, previsto proprio per oggi. Si andrà al voto  in una delle cinque domeniche consecutive a partire dal 25 ottobre.

WWF E LEGAMBIENTE: «LA POLITICA SIMOBILITI DAVVERO»

«In Conferenza dei Servizi, la Regione dovrà essere presente e dovrà esprimere un parere ed è importante che faccia sentire la propria voce di dissenso, in linea con quanto hanno chiesto più e più volte i cittadini. Gli abruzzesi vogliono anche sapere quale sarà la linea dei vari Ministeri coinvolti (Sviluppo, Ambiente, Pesca, Difesa) e se continueranno a ignorare la volontà della stragrande maggioranza dei cittadini».

«Chiediamo – dichiarano il presidente regionale di Legambiente Giuseppe Di Marco e la referente energia del WWF Abruzzo Fabrizia Arduini - che la Regione si presenti in Conferenza dei Servizi agguerrita e motivata, supportata da qualcuno degli esperti che hanno già collaborato con le associazioni per le osservazioni contrarie ad Ombrina».

WWF e Legambiente chiedono un segnale politico forte e autorevole alla Regione, che siederà in Conferenza a nome dei cittadini del territorio. Ma lo chiede anche a tutti i sindaci della costa, ai consiglieri regionali e agli eletti in Abruzzo alla Camera e al Senato. La presenza sarà una maniera concreta per dimostrare che gli impegni assunti a parole contro Ombrina non sono soltanto chiacchiere.

«Il 14 ottobre la politica abruzzese si dia appuntamento sotto gli uffici in cui si svolgerà la conferenza dei servizi. È il minimo che possa fare, e i cittadini saranno informati su chi sarà presente».