LA SAGA CONTINUA

Saga e il silenzio degli innocenti: nessuna volontà di migliorare davvero le cose

Oggi intanto potrebbero giungere le “nuove” nomine del Cda

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Saga, incarico a Mattoscio gratis? D’Alfonso conferma ma la Regione smentisce

Mattoscio e D'Alfonso

ABRUZZO. Per migliorare e cambiare le cose c’è bisogno di fare pulizia, magari anche cominciando da zero e facendo trasparenza per capire davvero come è stato possibile tutto quanto. Alcune volte è dovere civico primario -oltre che morale- anche denunciare.
Ma qui da noi le cose vanno diversamente.
Lampante è il caso della Saga, la spa pubblica che gestisce l’aeroporto d’Abruzzo, dopo le rivelazioni d PrimaDaNoi.it e le carte tenute segrete con i pesantissimi rilievi del ministero delle Finanze, sembrano apparentemente cadute nel vuoto: non parlano gli “innocenti” cioè i componenti dell’ultimo cda, ex da un paio di settimane dopo le dimissioni di massa imposte dal presidente D’Alfonso. Non parlano nemmeno i vecchi componenti dei vari cda che negli anni si sono susseguiti e che hanno preso parte a decine di decisioni, alcune discutibili, altre bollate pesantemente come irregolari dal Ministero delle finanze. Non parlano forse perché non saprebbero cosa rispondere visto che a inchiodarli sono le carte che loro stessi hanno prodotto. Oppure non parlano perché preferiscono pensare che non ci saranno conseguenze.

Insomma per un motivo o per un altro tacciono tutti i responsabili ma anche coloro che con il silenzio hanno permesso che la Saga potesse amministrare (e bruciare) milioni di euro pubblici negli anni. Responsabili tutti anche se con sfumature diverse.

LA GUERRA PER FINTA

E’ un peccato perché a fare pulizia potevano essere benissimo i nuovi nominati dalla giunta di centrosinistra, dall’ex presidente Nicola Mattoscio in giù; invece il loro atteggiamento è stato in linea con quel modus operandi che è proprio degli “eletti” della casta: non pestarsi i piedi tra di loro.
Poteva approfittarne Nicola Mattoscio, 64 anni, originario di Gessopalena, presidente della Fondazione Pescarabruzzo, attaccato pesantemente dal senatore Fabrizio Di Stefano (Forza Italia) della stessa squadra dell’ex presidente Gianni Chiodi che aveva nominato nel 2011 il presidente Lucio Laureti e che nella sua gestione ha anche avuto il pregio di aver risparmiato qualcosina (non i suoi rimborsi spesa) ma facendo anche molto altro. Mattoscio, invece, ha preferito rispondere velatamente all’”attacco politico” del senatore invitando la controparte a non alzare i toni perché altrimenti si sarebbero potute scoprire tante altre cose…

Nessuna volontà da parte dell’ex presidente di fare davvero la guerra agli sprechi e agli “avversari politici” se è vero che nella stonatissima nota indirizzata proprio a PrimaDaNoi.it Mattoscio ha fatto scrivere prima di tutto che la Saga (cioè lui stesso) non aveva autorizzato la pubblicazione dei documenti  'interni', quelli su Ryanair o quelli dei maxi rimborsi spesa del presidente amico della destra, lanciando messaggi chiari al senatore forzista e persino rivendicando con orgoglio quella opacità di gestione che è stata il filo conduttore di tutte le gestioni Saga e la conditio sine qua non per poter costruire il pesante deficit. Un amministratore che vuole cambiare rotta invece in un paese normale avrebbe denunciato con forza eventuali sprechi. Da Mattoscio, invece, nemmeno una parola e di fatto una strategia politico comunicativa inefficace e deleteria.


LE 25 COLTELLATE
Rimangono comunque 25 i rilievi mossi dal Mise sulla gestione mentre altre grane giungono in questi giorni dall’Enac che pare pronta a nuove determinazioni sfavorevoli ma la cosa viene tenuta ancora segreta per evidenti ragioni.
Tra gli errori del passato che potrebbero costare caro all’Abruzzo (persino una infrazione della Commissione europea per aiuti di stato illegittimi) ci sono i finanziamenti elargiti sotto varie forme a Ryanair e tra questi gli incentivi perpetui ai collegamenti “low cost”, molteplici sconti su tariffe, qualche vantaggio dovuto all’incasso dei tributi per conto di Saga poi compensati e non versati a quest’ultima, l’esosa pubblicità sul sito irlandese di cui pare nessuno si sia mai interessato di richiedere giustificativi e valutarne la efficacia.
Di fatto un affidamento diretto che sarebbe stato gestito in perfetta “solitudine” dai vari presidenti pro tempore della Saga senza nemmeno far passare la discussione nei blindatissimi cda di cui mai sono stati pubblicati i verbali. Difficile credere che nessun consigliere di amministrazione pure chiamato a votare e dunque ad enormi responsabilità anche personali (sia penali che amministrative-contabili) abbia mai preteso di vederci chiaro rendendosi di fatto partecipe anche se apparentemente spettatore distratto e disinteressato.
  Tra le altre cose nessun componente, nemmeno del vecchio cda presieduto da Laureti, risulta aver puntato i piedi sul pericolosissimo rinnovo (persino migliorativo per il privato) del contratto di Ryanair a due mesi dalla scadenza del mandato del consiglio di amministrazione. Un fatto anche questo che ha richiesto un pesantissimo impegno finanziario (circa 6mln di euro) e deciso da una sola persona che materialmente si è esposta con la propria firma.

MARIONETTE E PUPARI

Verrebbe da chiedersi ma a che serve un Cda così distratto (quando va bene), muto, accondiscendente e semplice passacarte?
Ma non si deve pensare che ad affossare la Saga siano state solo le irregolarità sanzionate dal Ministero, il danno maggiore forse lo hanno procurato proprio quelle scelte legittime ma miopi, inefficaci, inconcludenti e che di fatto non hanno avuto nulla a che fare con lo sviluppo reale del turismo.

Per esempio la scelta di aggrapparsi mani e piedi ai “benefattori” irlandesi come se fossero davvero l’unica compagnia aerea low cost e di fatto lasciandoli fare, contribuendo a drogare il mercato e a mettere in crisi le altre compagnie messe fuori gioco dai finanziamenti pubblici.
Scelte manageriali da impiccagione (nel senso che hanno impiccato Saga) sono quelle che riguardano la compensazione dei crediti con Ryanair e la conseguenza insolvenza con l’erario che hanno generato un ulteriore debito accresciuto da interessi di cui si poteva fare benissimo a meno.

INTERESSE PUBBLICO E CONCORRENZA DOVE SIETE?

Altra cosa sarebbe stata se -a parità di spese- ad operare su Pescara ci fossero state 4-5 o più compagnie low cost in grado di farsi concorrenza vera tra di loro.
Tra i tanti benefici ci sarebbe stato anche la forza contrattuale di Saga che dalle carte, invece, appare del tutto inesistente, specie se si analizzano i disequilibri contrattuali con Ryanair.
Scelte magari legittime ma che non possono essere accreditate a manager capaci, intelligenti, lungimiranti e tendenti a perseguire l’interesse pubblico.

Per non parlare anche delle 22 subconcessioni  demaniali che Saga ha concesso negli anni per poi praticamente dimenticarsi di riscuotere gli affitti. Ma si può essere così distratti oppure c’era da essere gentili con 18 soggetti più uguali degli altri, visto che in regola sono solo 4 subconcessionari?

Mattoscio ed i suoi (alcuni saranno riconfermati nel nuovo cda) potevano dare un taglio vero al passato così come potevano fare anche gli altri componenti del Cda, persone che fra l’altro nulla c’entrano con l’aviazione e la gestione di un aeroporto provenendo da altri settori come Antonello Ricci, manager del gruppo Maresca; Valentino Sciotti, amministratore delegato dell’azienda vinicola Farnese; Barbara Becchi, preposta alla struttura “Attuazione del Programma di Governo e Controllo Strategico” per la Regione Abruzzo; per il Comune di Pescara, la candidatura è per l’ex pilota comandante Emidio Isidoro, già insignito del Ciatté d’oro.

I SOLDI NON CI SONO CHE SI INVENTERANNO?
E’ un peccato perché si poteva risparmiare tempo ed evitare strascichi dolorosi per tutti ed invece anche dalle risposte della Saga date all’ispezione ministeriale si capisce (al di là della fondatezza nel merito) che c’è un’unica linea possibile: quella della continuità. E così sarà.
Solo per questo persino dopo le 97 pagine degli ispettori ministeriali a nessuno è venuto in mente di denunciare piccole e grosse anomalie che oggi pesano ancora sulle casse pubbliche. Tutti uniti ad ogni costo?
Così la Saga è stata ricapitalizzata nel 2014 ma la Corte Costituzionale ha bocciato l’operazione e questo di fatto ha incrementato il buco di bilancio già pesantemente gravato da inefficienze. Nel 2015 -cambiando il titolo della storia- la Regione è riuscita a ricapitalizzare nuovamente con 7 mln che di fatto sono serviti per tappare il buco del capitale sociale utilizzato per tamponare un anno di mancato finanziamento regionale, l’unica vera entrata di bilancio.
Insomma la situazione è grave e per ora tutti tacciono, comprese le forze politiche anche se hanno sempre mosso le fila di tutto perché le mani sull’aeroporto le hanno messe in tanti.

a.b.