ISTRUZIONE

Bambini non vaccinati, «la scuola non può respingerli»

«Chi lo fa rischia una denuncia per abuso»

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SCUOLA


 PESCARA. La scuola non può vietare l’iscrizione ad un bambino che non sia vaccinato.

 Lo ricorda l’associazione Codici che in questi giorni, insieme all’associazione Centro Zoé e la Federazione per il Diritto alla Libertà di Cura, ha  ricevuto diverse segnalazioni da parte di alcuni genitori che riferiscono che alcune scuole pretendono, per l’iscrizione dei loro figli, il certificato delle vaccinazioni o fotocopia libretto vaccinazioni.

I genitori che decidono di non vaccinare i propri figli devono firmare i moduli per il dissenso informato da mandare alla Asl. Si tratta di un modulo (scaricabile se si è associati al Comilva) in cui i genitori comunicano alle autorità sanitarie che hanno preso visione della normativa, che sono a conoscenza dei rischi e pericoli a cui si incorre e che operano per il bene del proprio figlio.

 «Addirittura», spiega Gabriele Bettoschi dell’associazione che tutela i diritti dei consumatori, «l’Istituto Comprensivo di Via Milano,  richiede ai genitori che dichiarano di non aver ritenuto di vaccinare i propri figli, anche un certificato del pediatra sulle buone condizioni di salute del bambino. Tali richieste sono in contrasto con le normative vigenti che consentono inequivocabilmente  l’ammissione dei bambini non vaccinati ad ogni ordine  e grado scolastico. L’esclusione o l’ammissione del bambino  con riserva è quindi assolutamente illegittima».

La scuola materna, insiste Codici, «non può attuare questa esclusione e la direzione scolastica rischia una denuncia ed un’azione per danni.  L’allontanamento o non accoglimento per mancata vaccinazione e’ un abuso di autorità».

Con il DPR 355/99 del 26.01.1999 è stato eliminato l'obbligo della vaccinazione per aver accesso alle scuole di ogni ordine e grado. E il Ministero dell'Istruzione aveva già alcuni mesi prima emanato delle circolari che andavano in questo senso.

Conseguentemente, il bambino deve essere ammesso a frequentare l'istituto a prescindere dal fatto che sia vaccinato o meno.

 «Tali normative sono considerate valide anche ai fini dell’ammissione per le scuole dell’infanzia», sottolinea Bettoschi.

«Si invitano le autorità scolastiche provinciali e regionale ad intervenire presso le direzioni scolastiche di propria competenza per porre fine agli abusi di autorità segnalati».

PROBLEMI A SPOLTORE

Sempre Codici ha raccolto le proteste dei genitori degli alunni di Spoltore che contestano una  discriminazione di trattamento che l’amministrazione riserva agli alunni di Caprara, con il servizio di pre scuola riservato solo ai bambini di Santa Teresa che vanno a Caprara, mentre gli altri dovranno attendere fuori il suono della campanella.

I genitori contestano anche l’«accentuazione dei disagi con l’illogico trasferimento delle  classi meno numerose in locali capienti,  mentre quelle più numerose trasferiti  in locali  angusti, come è accaduto con  quarte classi di S.Teresa, nei  capienti locali di Caprara, mentre le quinte,  decisamente più numerose,  sono stati trasferiti negli angusti  locali di S.Teresa».

Viene contestata anche la disposizione del sindaco di trasferire l’intera Direzione Didattica  dalla sede di via Alento a Via Nora: «ha trasferito tutti gli uffici della direzione scolastica, meno il suo, sottraendo prezioso spazio e spaccando di fatto in due la direzione scolastica e ciò con conseguenze negative sull’organizzazione del servizio scolastico».

Codici Abruzzo presenterà nei prossimi giorni un esposto, «per chiedere che finalmente sia accertato  il nesso di correlazione tra la situazione di incompatibilità ambientale e il comportamento della dirigente scolastica Anna Maddalena Belcaro, fortemente lesiva anche del prestigio dell’ istituto scolastico e adottare i provvedimenti previsti dall’art. 468 del D.Lgs 297/1994, come modificato dall'art. 2 della Legge 176 del 25 ottobre 2007 , che consente il trasferimento anche durante l’anno scolastico per accertata incompatibilità di permanenza nella scuola».