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D'Alfonso difende il provvedimento «bavaglio»: «norma virtuosa»

I grillini: «è attentato alla democrazia

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D'Alfonso difende il provvedimento «bavaglio»: «norma virtuosa»

ABRUZZO. «E' una norma virtuosa direbbero i docenti di diritto parlamentare. Una norma che induce al migliore comportamento possibile da parte di tutti. Io sono convinto che non ci sarà bisogno di usarla, certo in passato troppe volte il Consiglio regionale è apparso un luogo di produzione di pozzanghere».

Così il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, a margine di una conferenza stampa, ha commentato il provvedimento che introduce gli emendamenti d'urgenza e che l’opposizione ha già ribattezzato ‘bavaglio’.

La trovata è semplice quanto efficace: istituire i cosiddetti emendamenti di urgenza quando «la giunta ravvisa motivi di urgenza e necessità di una approvazione celere di un progetto di legge». Questo vuol dire che l’approvazione dell’emendamento d’urgenza «determina la decadenza di ogni altro emendamento e subemendamento».

‘Ovviamente’ gli emendamenti d’urgenza possono essere presentati solo dal presidente della Giunta o un assessore competente alla materia trattata. L’opposizione resta a guardare e nel caso dovrà rinunciare alle varie proposte di modifica.

Ma se l’opposizione non ha dubbi e parla di «porcata», il presidente D’Alfonso difende questa iniziativa portata in aula da Camillo D’Alessandro.

«Oggi», spiega il governatore, «noi ci siamo dotati di una norma che è capace di rieducare i comportamenti peggiori, quelli dei duemila emendamenti, quelli che determinavano molte volte, con troppa facilità, l'infruttuosità e la non produttività delle sedute - ha aggiunto - quando è necessario, e solo quando è necessario, noi inviteremo ad un 'gentlemen's agreement' anche le opposizioni e se ci sono scadenze e urgenze noi possiamo disporre anche di una norma che ci consente di evidenziare l'urgenza».

«La scorrettezza e la malafede di questo governo regionale - ha commentato Riccardo Mercante del M5S- sono insite nello stesso modus operandi adottato. Non solo la maggioranza continua a convocare commissioni lo stesso giorno del Consiglio regionale facendo slittare l’inizio dei lavori alle tarde ore notturne con il bieco scopo di inserire norme intruse e vergognose; non solo continua ad ignorare progetti di legge fondamentali per l’Abruzzo solo perché proposti dal Movimento 5 Stelle, ma  adesso è arrivata addirittura al punto, con un subemendamento presentato in sordina ed all’ultimo minuto, di voler impedire alle minoranze ogni forma di discussione e partecipazione alla attività amministrativa e di governo, relegandole al semplice ruolo di comparse».

I grillini parlano di  «attentato alla democrazia», «vulnus istituzionale gravissimo».

Contesta il provvedimento anche l’ex consigliere regionale di Rifondazione Comunista, oggi fuori dal Consiglio: «la dichiarazione di Luciano D'Alfonso a difesa della norma liberticida dà l'idea della psicologia del personaggio. Pensa di essere il re dell'Abruzzo ma è soltanto un Presidente».
«Ci sarebbe da chiamare un'ambulanza se non fosse che questo signore è davvero Presidente della Regione e ha i numeri per concretizzare i suoi propositi», continua Acerbo. «Non è vero che la norma inserita nel regolamento serva a evidenziare l'urgenza, si tratta di una norma che consente al Presidente di fare quello che gli pare. Infatti altre regioni hanno una norma per l'urgenza ma nessuna ha una norma come quella che poteva venire in mente solo a un Luciano D'Alfonso poteva venire in mente».