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Garanzia Giovani, i tirocinanti senza indennità. Ritardi e difficoltà: «moriamo di fame»

La Regione sostiene sia colpa dell’Inps

Redazione Pdn

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Garanzia Giovani, i tirocinanti senza indennità. Ritardi e difficoltà: «moriamo di fame»

ABRUZZO. Garanzia giovani: opportunità di crescita professionale per i disoccupati ma nessuna garanzia… sui pagamenti.

Decine di tirocinanti in Abruzzo lamentano enormi ritardi e la Regione Abruzzo si tira fuori sostenendo che sia colpa dell’Inps.

Il progetto è semplice, la parte complicata è riceve l’indennità prevista a fine mese: la Garanzia Giovani (Youth Guarantee) è il Piano Europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile destinato ai ragazzi tra i 15 e i 29 anni, residente in Italia non impegnati in un’attività lavorativa né inseriti in un corso scolastico o formativo.

«Un’iniziativa concreta», si legge sul sito, «che può aiutarti a entrare nel mondo del lavoro, valorizzando le tue attitudini e il tuo background formativo e professionale».

Viene riconosciuta un'indennità di partecipazione mensile, una indennità che però fatica non poco ad arrivare a destinazione, ovvero nelle tasche dei tirocinanti.

Si parla di circa 500 euro mensili che per i ragazzi sono una cifra importantissima mentre la Regione continua a sostenere che non si stia ritardando uno stipendio, ignorando forse che in tanti con quei soldi devono proprio camparci. I soldi sono vitali se non altro perché i ragazzi che fanno i tirocini comunque anticipano spese (a loro carico) di viaggio.

E chi aspetta deve farsi aiutare, quando è possibile, da mamma e papà, dar fondo ai risparmi che magari non si volevano consumare e sperare che i rimborsi arrivino prima possibile.

L’assessore Marinella Sclocco ha chiarito a PrimaDaNoi.it che non c’è alcuna anomalia sul fatto che i tirocinanti si siano ritrovati, a loro insaputa, a dover affrontare un corso del quale nessuno aveva parlato prima ma sui ritardi dei pagamenti la Regione non si è ancora espressa pubblicamente.

Su Facebook è nata una pagina che riunisce poco meno di 3000 tirocinanti e le proteste sono tantissime. C’è anche un altro gruppo che «si pone l'obiettivo di mettere in contatto tutti i tirocinanti interessati e di promuovere iniziative congiunte». Insomma i ragazzi non se ne stanno con le mani in mano. In molti criticano i fatto che pure da un progetto in teoria utile e positivo debbano venir fuori disagi e problemi, come a dire che in Italia le cose per bene proprio non si riescono a fare.

 GRANDE VANTAGGIO PER LE IMPRESE

Per qualcuno a guadagnarci in tutto questo sono solo le aziende che si avvalgono del lavoro dei disoccupati. «Parlando chiaramente, qui non si tratta di tirocinio», ci racconta Simona.

«Tutte le aziende che hanno partecipato al bando lo hanno fatto solo per avere del personale in più a zero spese. E soprattutto per piccole realtà, questo è stato fondamentale come lo è anche la consapevolezza che a fine dei sei mesi la percentuale che sarà assunta, a mio parere, sarà sicuramente bassa. E oltre il danno la beffa».

Anche lei aspetta le indennità arretrate: «ho iniziato il 16 maggio. Domani inizierò il quinto mese ma ho ricevuto solo una indennità».

CLASS ACTION?

Qualcuno propone una class action: andare in blocco da un avvocato del lavoro per esporre le loro problematiche e provvedere in seguito alla stesura di una lettera di ingiunzione di pagamento a Garanzia Giovani.

«A me hanno pagato solo 15 giorni (mensilità di aprile)... iniziato il 16 aprile.. oggi  3 settembre ho ricevuto una "cazzata" (scusate lo sfogo).. non se ne puo più», scrive Mirko. Ma la sua protesta è replicata quasi identica decine di volte da altri tirocinanti che sono precipitati nello stesso buco nero.

Sempre su Facebook c’è anche la pagina ufficiale di  Abruzzo Lavoro e anche qui non mancano le proteste.

Qualcuno alza anche i toni: l’esasperazione è tanta per chi si è imbarcato in un percorso che avrebbe dovuto sostenerlo e invece sta creando diversi problemi economici.

PIU’ CHE LA “FORMAZIONE” TIRANO I (POCHI) SOLDI IN CAMBIO

Perché, come ci ha scritto un’altra tirocinante, Emanuela, il proprio futuro viene messo in stand by: «ho una laurea ed una iscrizione ad un albo che comporta il dover sostenere corsi di aggiornamento ma pur di ritrovarmi qualche soldo in tasca ho deciso di sospendere la mia formazione post laurea».

 Scrive Alessio: «Faccio tutti i giorni Teramo-Mosciano Sant'Angelo per andare a lavoro, e giusto oggi sono rimasto a piedi con la macchina. Faccio mandare la fattura del meccanico direttamente a voi? Giugno-Luglio-Agosto. Sono 1800 € di arretrati, dovrei essere coperto no?»

 COLPA DELL’INPS?

Di chi sia la colpa (Abruzzo o Inps) ai ragazzi poco importa e tutti lamentano una difficoltà di comunicazione con chi dovrebbe quantomeno dare delle spiegazioni.

La Regione, via social network, sostiene di aver fatto regolarmente la propria parte: «abbiamo mandato all'Inps 3.246 richieste di pagamento. Tutti possono controllare. Inoltre non si tratta di lavoro, ma di tirocinio. La differenza è marcata, si viene sostenuti da una indennità/rimborso spese in un'esperienza di formazione».

Jessica protesta: «Tirocinio iniziato il 16/05 e ad oggi ancora non ricevo nessuna indennità. Ripeto Nessuna!»

Davide è sulla stessa barca: ha ricevuto il pagamento del primo mese e racconta le sue peripezie informatiche: «all'inizio mi viene detto di inviare le richieste ad un indirizzo email. L'indirizzo nei mesi successivi viene cambiato a mia insaputa, senza una benché minima comunicazione. Me ne accorgo per caso parlando con un ragazzo che ha iniziato il tirocinio nei mesi successivi al mio».

«I ragazzi», continua Davide, «sostengono delle spese "vive" giorno per giorno e non con pagamenti a quattro mesi; le difficoltà, visti i tempi che corrono, non possono essere sottovalutate».

PAGATO SOLO IL PRIMO MESE

«Fino ad ora», racconta a PrimaDaNoi.it Ilaria, «ho ricevuto una sola indennità, quella del primo mese, il 20 luglio...poi più nulla. E questa settimana inizio il quinto mese. Se non avessi i miei genitori che mi sostengono a livello economico non saprei veramente come fare. Molto probabilmente sarei morta di fame».

C’è chi prova ad andare all’Inps a chiedere spiegazioni ma torna a casa con un pugno di mosche. Risposte poco chiare e promesse disattese a fine mese.

«Ho chiamato», Annalisa racconta,  «e finalmente dopo giorni di tentativi mi hanno risposto dicendomi che i soldi per il mio nominativo erano stati mandati all’ Inps e che quindi dovevo rivolgermi a quest’ultimo per avere spiegazioni...ve la faccio breve... dopo due settimane in giro tra uffici mi è stato detto dalla Regione che addirittura non gli erano arrivati i miei documenti. Così ho dovuto rinviare tutto di nuovo e usando le maniere forti li ho invitati a mandarmi l’indennità al più presto, cosa che è servita in quanto una settimana dopo ho avuto l’ indennità». 
Oggi aspetto la seconda ma a differenza di prima né Regione né Inps rispondono ad alcuna telefonata».

 PROBLEMI ORGANIZZATIVI» 

«Ci sono anche tantissimi problemi di organizzazione», ci racconta invece Sara. «Il primo ostacolo sono i tantissimi moduli da compilare per poter iniziare il tirocinio; poi se sei fortunato e qualche azienda ti da opportunità di lavorare devi fare i conti con il ritardo dell'indennità di rimborso prevista. Io ho iniziato a maggio e, ad oggi 14 Settembre, ho ricevuto due indennità. Chiamare in Regione per chiedere spiegazioni significa perdere una mattinata perché nessuno risponde), il mio tirocinio avrà termine il prossimo mese.  È una vergogna, mi sento presa in giro, demotivata ed anche arrabbiata».

«Abbiano cercato spiegazioni», assicura Emanuela, anche lei in attesa dei pagamenti arretrati, «ma le nostre domande ormai si sono trasformate in lamentele e vengono bruciate velocemente rispondendoci che il pagamento che attendiamo non è una retribuzione lavorativa ma un semplice rimborso spese di un tirocinio formativo quindi è come se con questa frase volessero giustificare i gravi ritardi nel pagamento. Tutto ciò e veramente ridicolo abbiamo dei turni di lavoro ed in caso di malattia dobbiamo sospendere il tirocinio per poi eventualmente riprenderlo, se non conseguiamo il 70% delle presenze previste da calendario allegato al contratto perdiamo l'indennità...siamo vincolati a questo progetto in modo vergognoso infatti non possiamo neanche frequentare corsi di formazione o aggiornamento altrimenti rischiamo di perdere anche in questo caso le indennità».

«Ho mandato due e-mail all'indirizzo destinato a ricevere le documentazioni di indennità per avere qualche informazione», ci racconta invece Claudio. «Ad onor del vero ho avuto proprio oggi una risposta esauriente, ma comunque non basta per mettersi in pari con ritardi a dir poco clamorosi e una specie di indifferenza nei confronti di numerose richieste e reclami da parte di decine e decine di persone. E' una situazione abbastanza scomoda, che rasenta lo scandalo, e noi tirocinanti non riusciamo più a starcene totalmente in silenzio».

Ecco, questo è il quadro. Ragazzi speranzosi di poter fare esperienze lavorative hanno avuto la brutta esperienza di imbattersi – forse per la prima volta- con la… burocrazia.

Redazione di Pdn