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Norma bavaglio e crisi maggioranza: Mazzocca si astiene e non appoggia D’Alfonso

La crisi politica si riflette sul Consiglio regionale?

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Norma bavaglio e crisi maggioranza: Mazzocca si astiene e non appoggia D’Alfonso

Gerosolimo e Mazzocca

L’AQUILA.  Le tensioni della giunta D’Alfonso, con l’ormai ex assessore Mazzocca disarcionato e nominato sottosegretario (ma lui non ha ancora controfirmato l’incarico) si riflettono anche sul Consiglio regionale.

 I lavori fiume del Consiglio regionale, iniziato martedì mattina e conclusosi mercoledì mattina,  dimostrano ancora fibrillazioni, malumori e spaccature all'interno della maggioranza di centrosinistra. Infatti proprio sull'approvazione della norma che il presidente della Commissione Vigilanza, Mauro Febbo, ha definito  “porcata”, che intende mettere a tacere le opposizioni, si è registrato l'astensione dell'ex assessore Mazzocca del partito di Sel.

«Una presa di posizione che sottolinea un malessere ancora persistente all’interno della coalizione targata D'Alfonso», è convinto Febbo.

Altra prova sarebbe, sempre secondo l’esponente di Forza Italia, l' astensione registrata subito dopo nella discussione sulla Legge, proposta dal consigliere  di maggioranza di Abruzzo Civico Mario Olivieri, inerente i 'soggetti con disturbi specifici di apprendimento DSA'.

Infatti sia l'assessore Marinella Sclocco sia l'assessore Silvio Paolucci hanno manifestato in Aula la loro astensione perché, parere loro, in contrasto con la legge nazionale.

«Pertanto - conclude Febbo - oggi sono ancora più evidenti le profonde divergenze e difficoltà soprattutto tra l’esecutivo e i consiglieri di maggioranza».

 Altra prova sarebbe anche l'abbandono dell’Aula consiliare, già dal pomeriggio di martedì, da parte dell'assessore di Donato Di Matteo lamentandosi della conduzione dei lavori da parte del Presidente Di Pangrazio.
Intanto come annunciato all’indomani delle dimissioni della giunta regionale abruzzese, Sinistra Ecologia e Libertà ha dato il via ad una fase di consultazione con le forze sociali, le associazioni di categoria, gli amministratori e i sindacati.

Consultazioni che contribuiranno a definire i punti chiave della futura verifica sul programma e gli impegni prossimi dell’amministrazione regionale, da portare in discussione nel prossimo confronto con il presidente D’Alfonso e l’esecutivo regionale.

Nella giornata di ieri una prima tornata di incontri ha riguardato: associazioni ambientaliste, Wwf, Legambiente, Zona 22, associazioni di categoria, C.I.A., Ancodas, i sindacati e gli amministratori comunali. «Un dialogo costruttivo che ha abbracciato tutti i temi sui quali si giocherà nei prossimi anni il futuro dell’Abruzzo», dicono da Sel.

I temi emersi, a cominciare dalla tutela ambientale, mantenendo l’impegno contro la petrolizzazione e Ombrina, continuando nel percorso di costruzione del Parco della Costa Teatina, rappresentano «esigenze ineludibili».

Altrettanto cruciale viene vista la questione relativa al reddito minimo garantito e la costituzione di una rete di solidarietà che possa dare risposte concrete ai ceti più deboli.

Densa di proposte anche la discussione con i sindacati. Il quadro tracciato da Cgil, Cisl e Uil rivela forti preoccupazioni in merito alla mancanza di una visione politica, che rischia di penalizzare l’Abruzzo nel confronto con il governo nazionale su temi decisivi, dai trasporti alle infrastrutture, dalla difesa del territorio alla programmazione economica.

Forte poi l’esigenza di elaborare una strategia comune per creare occupazione e superare le criticità legate alla fine del commissariamento nella sanità.

In un momento delicato come l’attuale, si deve lavorare, sostengono i sindacati, in accordo con SEL, su una nuova programmazione che metta insieme le risorse europee e quelle legate al Masterplan.

Importante e condivisa anche la discussione sul metodo: «si chiede che verifiche programmatiche di questo tipo diventino prassi e soprattutto che sia tutta la maggioranza di governo ad aprirsi al confronto ed alla verifica periodica; occorre una maggiore concertazione e una reale partecipazione, al di là della riunioni di prammatica, sulla riorganizzazione della Regione e dei suoi settori chiave. Da parte nostra, abbiamo recepito le istanze e condiviso in molti punti le analisi dei nostri interlocutori. Il nostro obiettivo è quello di farci interpreti e promotori delle esigenze espresse nella prossima verifica programmatica, all’esito della quale è condizionata la nostra partecipazione, o meno, al governo della Regione».