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Prodi a Pescara, Acerbo contesta D’Alfonso: «cena in un abuso edilizio»

Il professore dopo il convegno si è spostato in piazza le Laudi

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Prodi a Pescara, Acerbo contesta D’Alfonso: «cena in un abuso edilizio»

PESCARA. «La Regione Abruzzo ha portato Romano Prodi a cena in abuso edilizio sul mare».

Non usa mezze parole  l’ex consigliere regionale, Maurizio Acerbo, (Rc) che contesta la decisione di D’Alfonso di portare l’ex presidente del Consiglio nel ristorante di De Cecco sul lungomare sud della città.

Quel locale su cui proprio Acerbo e Rifondazioni hanno fatto battaglie per anni.

«Non ci stupiamo più di nulla», dice l’ex consigliere regionale che oggi è fuori dal Consiglio, «ma dà davvero la misura del senso delle istituzioni e della cultura della legalità che caratterizza la classe dirigente del Pd che il Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, già noto per le molteplici vicende giudiziarie, al termine di un convegno abbia portato a cena Romano Prodi e gli altri relatori presso un ristorante sul mare oggetto di una sentenza definitiva di condanna per abuso edilizio sul demanio marittimo».

E Acerbo insiste: «è davvero indicativo dello stile berlusconiano di Luciano D’Alfonso che per una cena istituzionale con l’ex-Presidente del Consiglio ed ex-Presidente della Commissione Europea scelga un abuso edilizio da lungo tempo in attesa di demolizione».

Secondo l’esponente di Rifondazione è «grave» che anche esponenti di Sel non abbiano declinato l’invito facendo presente l’inopportuna circostanza.

Prodi, fa notare Acerbo, probabilmente ignora la storia di quel ristorante ma «di sicuro D’Alfonso e tutti i commensali abruzzesi  sono a conoscenza della situazione del locale visto che la vicenda dello stabilimento Les Paillottes è stata oggetto non solo di vicende giudiziarie conclusesi con la condanna del cavaliere Filippo Antonio De Cecco ma anche di ampia attenzione da parte degli organi d’informazione non solo locali e di scontro politico nelle aule istituzionali».

Lo stesso De Cecco querelò Acerbo per aver denunciato in Consiglio Comunale quegli abusi ma che poi fu lui a finire sotto processo (il settimanale L’Espresso titolò Spaghetti boomerang).

La scorsa primavera la società Portanuova entertainment, ha presentato altri due ricorsi. Il primo, davanti al Tar, per far annullare l’ordinanza di demolizione emanata dai tecnici del Comune nel dicembre 2014; l’altro, davanti al Consiglio di Stato per contestare la decisione del Tar di Pescara di respingere un suo precedente ricorso presentato per richiedere l’annullamento della vecchia ordinanza comunale (gennaio 2014) di rimozione delle opere abusive nello stabilimento Lido delle sirene.

E il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta   e ha sospeso la demolizione di quella parte dello stabilimento (‘Il Granchio’) al centro del contenzioso La decisione nel merito dovrebbe esserci proprio tra due giorni. 

«Rispetto la sentenza e adeguerò la struttura, ma ho agito in buona fede: resto convinto che i permessi edilizi che il Comune mi aveva rilasciato a suo tempo fossero regolari», disse De Cecco quando la Cassazione lo ha condannato  ad undici mesi con ammenda di 39mila euro.