FORMAZIONE

Regione: la beffa per i tirocinanti, spunta un corso obbligatorio non inserito nel contratto

Chi non lo sostiene rischia di perdere l’indennità del tirocinio principale

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Regione: la beffa per i tirocinanti, spunta un corso obbligatorio non inserito nel contratto

L'assessore Sclocco


ABRUZZO. Tirocini formativi come opportunità per i giovani disoccupati: la Regione Abruzzo ha distribuito 31 milioni di euro  a sostegno dell'occupazione giovanile (Piano Garanzia Giovani)  ma non mancano le sorprese (negative).

Così una opportunità di lavoro e di specializzazione diventa anche fonte di problemi, spese e abusi. Sullo sfondo il comportamento di una pubblica amministrazione non proprio lineare.

Prima sorpresa: ritardi nei pagamenti dei tirocinanti (c’è chi è indietro di uno ma anche due mesi) che ha comportato non pochi disagi per dei ragazzi che comunque non hanno altra fonte di reddito. Seconda sorpresa: 16 ore obbligatorie per un corso formativo che potrebbe anche non c’entrare assolutamente niente con il percorso intrapreso.

E se non lo si vuole fare? Scatta la ‘punizione’: a rischio il pagamento del tirocinio che si sta seguendo.

Una situazione veramente paradossale anche perché i giovani si sono trovati davanti ad una situazione che non conoscevano e che nessuno aveva spiegato loro nel momento della firma del contratto. E’ legittimo, adesso, obbligarli a fare qualcosa che non sapevano di dover fare? E’ legittimo minacciare il mancato pagamento del tirocinio?

«La Regione Abruzzo», ci conferma una tirocinante impegnata da tre mesi presso una società di ingegneria a L’Aquila, «impone dei corsi obbligatori non previsti dal contratto presso organismi di formazione qualificati presenti sul territorio regionale».

LA MAIL E LA SCOPERTA

Qualche giorno fa ai ragazzi è stata inviata una mail dal Centro per l’Impiego de L’Aquila nella quale veniva comunicato che, oltre le 80 ore settimanali da svolgere secondo quanto stipulato dal contratto Garanzia Giovani, la Regione Abruzzo ha previsto l’erogazione obbligatoria di servizi formativi per tutti i tirocinanti.

Il totale di ore da svolgere è pari a 16 retribuite a 3 € l’ora, con pagamento dell’indennità al raggiungimento del 70% delle ore totali.

La Regione ha inoltre comunicato che «nel caso di mancata partecipazioni alle obbligatorie attività formative programmate, la Regione Abruzzo potrebbe non erogare il pagamento dell’ultima mensilità di tirocinio svolto».

Ma i ragazzi protestano e sostengono che quanto imposto dall’Ente non sia conforme con quanto è stato redatto dal contratto firmato da ciascun tirocinante.

E anche il Centro dell’Impiego de L’Aquila ha chiarito ai giovani che hanno chiesto spiegazioni che quando il contratto è stato firmato non era prevista la partecipazione a corsi formativi obbligatori.

Il contratto prevedeva, infatti, solo un tirocinio formativo presso l’azienda di 80 ore settimanali, per un totale di 480 ore in 6 mesi, senza menzionare alcun corso formativo obbligatorio.

Inoltre quando i tirocinanti hanno firmato il contratto la Regione non aveva ancora disposto alcun corso formativo obbligatorio.

Il tutto è avvenuto dopo.

 I CORSI FORMATIVI

Qualche mese fa, infatti, la Regione Abruzzo ha istituito una manifestazione di interesse da parte degli organismi di formazione per la costituzione di cataloghi formativi a supporto del tirocinio all’insaputa del tirocinante.

Nel documento che si trova on line è riportato il finanziamento dell'attività relativa al Tirocinio più, e l'importo assegnato a ciascun ente: 27 euro l'ora per ciascun tirocinante iscritto al corso di formazione.

Questi  corsi di formazione prevedono (come scritto sul sito) laboratorio di Career Coaching, consulenza sulla gestione della sicurezza del WEB, uso del pacchetto Office, che per alcuni tirocinanti non sono conformi alla principale attività formativa.

 I ragazzi che svolgono un tirocinio full time dovrebbero dunque seguire il corso di formazione dopo le sei di pomeriggio, lavorando così più di otto ore al giorno, o il sabato mattina, per una retribuzione di 48 € totali. Alcuni organismi di formazione, oltre a pubblicizzare il loro corso su gruppi di Facebook, aggiungono ai 3 € una retribuzione di 5 €; probabilmente ciò implica un maggior numero di iscritti al loro corso.

«Purtroppo quanto ci è stato imposto non prevede alternative in quanto o si decide di svolgere l’attività obbligatoria o si rinuncia forzatamente all’ultima indennità», lamentano gli studenti.

Per alcuni svolgere 16 ore di corso di formazione non è il problema principale, ma imporre a dei giovani tirocinanti una mancata erogazione dell’indennità mensile per una non partecipazione ad un corso di formazione non stipulata dal contratto viene ritenuta una violazione dei diritti del lavoratore.

«MAGGIOR VALORE ALLA FORMAZIONE»

Ma secondo l’assessore Marinella Sclocco è tutto regolare: «si tratta di piccoli spazi di formazione che integrano la formazione che i giovani stanno affrontando in quanto tirocinanti con contenuti che danno maggiore valore all’esperienza di tirocinio e maggiori strumenti in mano ai tirocinanti per affrontare domani l’accesso al mercato del lavoro.  È opportuno chiarire che questa ulteriore appendice di formazione non è inserita nel contratto di tirocinio di Garanzia Giovani perché essa è prevista "a monte" dalle Linee guida che, si ribadisce, regolano tutti i tirocini che si avviano sul territorio regionale. In questo senso non abbiamo registrato problemi da parte dei tirocinanti. Le previste 16 ore possono essere svolte con il massimo della flessibilità sia di tempo, sia di spazio. Si tratta di dare attuazione ad una previsione normativa, da qui l’obbligatorietà, e la Regione Abruzzo ha voluto farlo creando le migliori condizioni possibili, e non certo perpetrando un abuso, rendendo questa esperienza più funzionale ad un futuro inserimento al lavoro. La sicurezza sui luoghi di lavoro è un contenuto fondamentale, ma siamo in un’epoca di grandi cambiamenti nel mercato del lavoro e conoscerli è prerequisito fondamentale per potercisi muovere dentro in maniera più agevole possibile».