LA PROTESTA

Imprese funebri impugnano delibera Regione al Tar: «è incostituzionale»

«Necessario introdurre qualifica professionale dell'Artigiano funebre»

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Imprese funebri impugnano delibera Regione al Tar: «è incostituzionale»

Consiglio regionale

ABRUZZO. L'ANIFA, associazione nazione imprese Funebri Abruzzi, ha promosso un ricorso al TAR Abruzzo denunciando l'incostituzionalità della delibera 873/2014 e per  eccepire i vizi di incostituzionalità dell' articolo 35 della legge regionale 41/2012.

La legge 41/2012 all'art. 35 (attività funeraria) prevede l'obbligo di far frequentare al personale dipendente un corso professionale di 24 ore: «il regolamento attuativo», spiega l’Anifa, «in modo del tutto illegittimo, ha individuato alcune figure professionale ed ha istituito corsi professionali con effetto retroattivo erga omnes».

L'associazione giudicando il regolamento «un atto irrispettoso della categoria» e un  esempio di attività amministrativa «demenziale», ha promosso un ricorso al TAR Abruzzo denunciando l'incostituzionalità della normativa.

«Questa nostra iniziativa non è stata resa pubblica per non influenzare l'attività riformatrice del progetto 84/2015», spiega l’associazione, «ma dopo aver letto il resoconto della seduta consiliare riteniamo opportuno che si sappia che la legge 41/2012 soprattutto nella parte che riguarda l'attività funebre è da ritenere una fetecchia incostituzionale».

 Dal resoconto l’associazione ha scoperto che il firmatario del progetto non è presente in aula e che la discussione si sarebbe poi avvitata su un punto «insignificante, inutile, assurdo, demenziale»: obbligare l'imprenditore funebre a possedere in proprietà un mezzo funebre.
Punto nodale per altre associazioni di categoria ma non per l’Anifa

 «Gli imprenditori funebri», contesta ancora l’associazione, «con 30, 40, 50 anni di attività invece di essere coinvolti nell'attivtà formativa sono stati intimati a partecipare a corsi di 16 ore dove avrebbero dovuto imparare come gestire la loro attività trentennale, quarantennale, cinquantennale. La 41/2012 è una legge che introduce alcune norme a nostro giudizio molto importanti per l'evoluzione positiva di questo comparto ma nella parte che si occupa specificatamente della figura dell'imprenditore funebre ha fallito, il progetto 84/2015 poteva essere l'occasione per integrare la legge non certo annullarla».

L’associazione apprezza però la decisione del Consiglio Regionale di posticipare al 31 dicembre prossimo l'efficacia dell'articolo 35 della legge 41/2012: «evidentemente si è voluta lasciare una porta aperta per poter verificare le condizioni per approvare una così importante riforma».

 «E' nostra intenzione», chiude l’associazione, «ripartire dalla relazione della V Commissione nella speranza di far capire al Consiglio Regionale l'importanza strategica di introdurre la qualifica professionale dell'Artigiano funebre, siamo certi che il Consiglio Regionale non ignorerà gli effetti virtuosi che questa nuova visione dell'onoranza funebre può scatenare, l'opposizione di una parte della categoria è la riprova che con una riforma del genere nulla potrà rimanere come adesso e qualcuno evidentemente ne ha molta paura».