LA DECISIONE

Tribunale Teramo decreta fallimento della Cirsu

Nominati i curatori, fissata per il 15/12 approvazione passivo

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

883

Tribunale Teramo decreta fallimento della Cirsu

Angelo Di Matteo

TERAMO. Il Tribunale di Teramo, nella persona del giudice fallimentare Giovanni Cirillo, ha decretato questa mattina il fallimento del Cirsu, il consorzio per la gestione dei rifiuti di cui sono soci i Comuni di Bellante, Morro D'Oro, Notaresco, Mosciano, Giulianova e Roseto.

Con lo stesso dispositivo il giudice ha nominato curatori fallimentari i commercialisti Gabriele Bottini ed Eda Silvestrini e l'avvocato Carlo Arfè, fissando la data del 15 dicembre per l'adunanza di approvazione dello stato passivo.

Una decisione, quella del giudice Cirillo, che sembra destinata a mettere la parola fine ad una vicenda che si trascina ormai da anni, con il Tribunale di Teramo che aveva inizialmente rigettato la richiesta di fallimento accettando il piano di risanamento aziendale presentato dal consorzio.

La Deco aveva però proposto ricorso in appello, ricorso accolto dai giudici che a loro volta avevano rinviato gli atti al Tribunale di Teramo affinché rivalutasse le carte. Oggi la decisione del giudice delegato, arrivata appena pochi mesi dopo una conferenza stampa in cui il Cirsu aveva annunciato l'avvio di una nuova fase nella quale il consorzio avrebbe dovuto rappresentare un punto di riferimento per l'intera provincia.

Per le ore 16 il presidente del consorzio, Angelo Di Matteo, ha convocato una riunione d'urgenza dei sindaci per valutare le implicazioni della sentenza sull'attività dell'ente.

Ad ottobre 2014 l tribunale di Teramo aveva invece rigettato l'istanza di fallimento presentata dalla Deco e il consorzio per i rifiuti pareva pronto ad andare avanti.

Nel documento firmato dai giudici quasi un anno fa venne evidenziato come l'istanza di fallimento dovesse essere respinta perché, per dimostrare lo stato di insolvenza del Cirsu, sarebbero stati necessari inadempimenti atti a dimostrare che «il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni», insomma che il Cirsu si trovava in uno stato «non transitorio di impotenza patrimoniale».

 «COMUNE DOVRA’ ACCOLLARSI DEBITO»

Intanto Margherita Trifoni e il Movimento 5 Stelle chiedono chiarimenti al sindaco di Giulianova sullo spazzamento strade, «che risulta essere del tutto inadeguato, rispetto alla cifra che il comune paga annualmente».
La cifra nel 2015 è quasi raddoppiata rispetto al 2014, salendo da 348.000 a 611.000: «ci si aspetterebbe», dice la grillina, «di avere strade pulite, invece in estate si è a malapena garantito il servizio al centro della città, tra le proteste continue della cittadinanza. Sempre in relazione a decoro urbano e pulizia chiediamo spiegazioni sui costi d’uso del capitale pagati per il servizio di raccolta rifiuti, passati da 820.318,17 euro anno (2014) a 1.286.473,34 euro (2015). Aumenti per un totale di 700.000 euro, previsti nel piano economico finanziario della gestione dei rifiuti».
I 5 Stelle fanno notare che a seguito del fallimento «adesso il Comune dovrà accollarsi la propria parte di debito, dopo aver tra l'altro buttato centinaia di migliaia di euro pochi mesi fa - anche per volontà di Mastromauro - per il rilancio di questo carrozzone, utilizzato dalla politica per dare lavori, incarichi e consulenze ai soliti amici.
Insomma le scelte sui rifiuti sono sempre più disastrose, i costi aumentano e il servizio e sempre più scadente. I cittadini pagano caro le politiche clientelari del PD».