Cinema. Al Festival di Venezia il film su Pino Zac

La pellicola è di Massimo Denaro, allievo della sede Abruzzo - Scuola Nazionale di Cinema

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Cinema. Al Festival di Venezia il film su Pino Zac

VENEZIA. La sede Abruzzo della Scuola Nazionale di Cinema del Centro Sperimentale di Cinematografia, dopo aver diplomato i primi allievi del corso di Reportage cinematografico nello scorso mese di giugno, è presente al Festival di Venezia con il lavoro di diploma realizzato da un suo studente.

La settantaduesima Mostra del Cinema di Venezia ha infatti selezionato il film di diploma di Massimo Denaro Zac, i fiori del Male in programma l’8 e il 9 settembre fuori concorso nella nuova sezione “Il Cinema nel Giardino” al Lido di Venezia; la proiezione sarà preceduta dall'incontro "I Disegnatori de Il Male" con Drahomira Biligova, Riccardo Mannelli, Vincino, Vincenzo Sparagna e Valter Zarroli.
Zac, i fiori del Male ripercorre l’attività umana e professionale di Pino Zac a partire dalla casa dove fu trovato senza vita nel 1985 a pochi chilometri da L’Aquila, un castello, un universo zacchiano, in abbandono. Nel palazzo è tutto sospeso dal 1985: ogni cosa al suo posto, pennelli, colori, tavoli, libri, vestiti, letti, medicine. Tutto come fosse in attesa del ritorno del suo padrone, uscito di fretta a comprare il giornale. Ha inizio qui la ricerca sulla figura di Pino Zac da parte del giovane regista Massimo Denaro che, attraverso le testimonianze di Valter Zarroli, Vauro, Riccardo Mannelli, Vincino, Jacopo Fo, Vincenzo Sparagna, Drahomira Biligova, ci fa rivivere una delle esperienze più stimolanti della satira italiana con la redazione di Il Male di cui Pino Zac non è stato non solo il direttore, ma la guida, il talent scout, capace di inaugurare una nuova stagione satirica che arriva sino a oggi.
Ad agosto invece un ottimo risultato è stato raggiunto anche con la partecipazione in concorso nella sezione “Cineasti del presente” del film Mio fratello, Moj Brate di Nazareno Manuel Nicoletti, l’unico italiano tra i 14 titoli della sezione del Festival del Film di Locarno dedicata alle opere prime e seconde con l’obiettivo di esplorare le tendenze del cinema del futuro e i nuovi linguaggi.

Moj Brate – Mio fratello segue Stefano che attraversa e ripercorre i luoghi e il vissuto di uno dei suoi più intimi amici, l’antropologo, attore e clown Alberto Musacchio, morto suicida nel 2001. A distanza di 14 anni dalla morte Stefano ricostruisce la storia della loro intensa amicizia. L’opera prima pur non ottenendo premi è stata ben accolta dal pubblico e dalla critica.